I DOCUMENTI PRESENTI IN CANONICA

 

 

TRASCRIZIONE DEI REGESTI

ELENCO DEI DOCUMENTI

 

 

TRASCRIZIONE DEI REGESTI DEI DOCUMENTI PRESENTI NELLA CHIESA DI DERMULO
 

 

Di questa raccolta di regesti, (A.P.T. Faldone 22) purtroppo incompleta per la mancanza di qualche pagina, non si conosce l’anno di compilazione e nemmeno il nome del compilatore (verosimilmente il parroco di Taio). I documenti escludendo i primi venticinque che sono pergamene, sono elencati probabilmente senza nessun ordine logico, ma così come venivano prelevati dalla loro sede. Quindi sono stati da me elencati in ordine cronologico, (Il secondo numero indica la sequenza originale). I puntini di sospensione presenti sull’originale indicano che la parola non era leggibile al compilatore, mentre ai punti di domanda corrisponde una parola illeggibile al sottoscritto. Il numero sottolineato sta ad indicare che si è riscontrata la presenza del documento nell’archivio. Purtroppo della maggior parte di queste preziose carte non vi è più traccia. Già nel 1957 alla rilevazione di Albino Casetti nell’A.P.T. erano presenti soltanto tre pergamene (V. pag. 754 della “Guida storico -archivistica del Trentino”), quindi le altre erano già disperse.

 

Registro, o sii inventario dell’istrumenti, che si ritrovano nella sagrestia della Ven. Chiesa Figliale de Santi Giacomo, e Filippo di Dermulo, come segue, ed in primo luogo de n. 25 instromenti scritti in carta pecora [1], ed indi dell’altri.

 

1) * 6° V’è locazione perpetuale fatta in rogiti di Cristofforo Rottoffer di () auttorità Notaro li 4 Marzo 1400 avanti il Venerabile ed Egregio uomo Sigr Gregorio Andrici Dottore de Decretali e in Spiritualibus Vicario Generale a Gregorio de Endrici [2] di certi beni spettanti alla Chiesa di S. Giacomo di Dermullo Pieve di Taio.
 

2) * 12° V’è instromento del giorno ultimo di Maggio 1403 de rogiti di Giovanni de Cassino Notaro della Pieve di Livo nel quale Maestro Giacomo figlio di Antonio Bronza di Tres s’è obbligato di edificare il campanile della Chiesa de Santi Filippo e Giacomo di Dermullo, Pieve di S: Vittore di Taio.[3]
 

3) * 8° V’è instromento di donazione de rogiti di Guariento de Guarienti di Rallo Notaro, fatta da Barbara Frà [4] di Dermullo della Pieve di S. Vittore di Taio de .......1441 [5] a Maria sua figlia de beni provenienti da Pietro suo padre con questo, che Giacomo suo figlio abbi la terza parte di detti beni, coll’obbligo ingionto a d.to Giacomo di far celebrare ogni anno per l’anima sua due Messe e se a ciò non adempisse commanda la donante che, la detta terza parte cada, e cader debba alla fabrica della Chiesa di S. Giacomo di Dermullo.
 

4) * 3° V’è instromento de 12 Marzo 1468 de rogiti di Bartolo Valdecher de Taono Notaro dal quale appare la terminazione fra la Communità di Dermullo della Pieve di S. Vittore di Taio e fra la Communità di Corredo.
 

5) * 1° V’è sentenza de 21 Giugno 1469 in rogiti di Federico qm Ser Pietro di Nano Notaro portata fra le Valli d’ Annone e Sole dall’una, e le Ville della Pieve di Cles dall’altra parte per la refezione, e manutenzione del ponte di Charalla [6] sopra il fiume Noss, e fu dichiarato che quello venghi rifatto, e mantenuto da tutte le Pievi delle Valli per fuogo fumante, e che quello possi essere fabricato non nel luogo solito, ma in altro luogo commodo.
 

6) * 5° V’è instromento rogato da Antonio di Taono Notaro li 30 marzo 1472 dal quale vien fatta da Nicolò Corradino Sindico della Communità di Dermullo locazione temporale per anni nove di certi beni di d.ta Communità ad Antonio Inama stipulante per se e suoi fratelli.
 

7) * 17° V’è istromento di locazione temporale per anni sette in rogiti d’Antonio Valdecher di Taono Notaro de 10 Maggio 1482 fatta da Michele Zatton [7] di Tres abitante a Dermullo, come Sindico della Chiesa o sii Capella di S: Giacomo di detto Dermullo ad Antonio Inama del medemo luogo del fondo arrativo e prativo delle pertinenze di Dermullo ldto [8]= zo a gorgo [9]= per il prezzo di due minali d’oglio d’oliva e mezza oncia.
 

8) * 15° V’è compromesso fatto li 4 Settembre 1490 in rogiti d’Antonio di Taono Notaro dalli Vicini della Communità di Dermullo sopra la differenza vertente con la Communità di Taio per la reparazione e restaurazione del Ponte di Portolo.
 

9) * 4° V’è sentenza portata li 21 mbre 1503 in rogiti de Taono dal Mfco Sigr Pangratio di Castel Bellasi Vicario Generale delle Valli con la quale vien dichiarato che la Villa di Dermullo non sii obbligata alli danni pretesi da Angelo Bugnati di Cloz, per essersi amazzato un suo cavallo dal Ponte di Regaiolo, alla di cui reparazione, e manuntenzione quelli di Dermullo non sono tenuti.

10) * 18° V’è sentenza portata li 4 Novembre 1534 in rogiti di Vittore qm Leonardo de Leonardi di Taio Notaro dal Mfco Sigr Giacomo de Thono come Regolano Maggiore della Villa di Dermullo colla quale vien condannata la Communità di Dermullo dare le sorti Communali a Ser Romedio figlio qm Gulielmo qm Eblio Barbacou, ed all’incontro detto Ser Romedio vien condannato a pagare le collette alla Communità decorsa dalla Festa di S: Georgio fin’al giorno della sentenza.
 

11) * 20° V’è istromento di permuta rogato da Antonio Gatta di Coredo Notaro li 30 Giugno 1535 fra la Communità di Dermullo, e Gregorio e Romedio fratelli Mendini d’una pezza di terra greziva e boschiva = a Sfortum = con una pezza di terra ldto........ e con altra pezza di terra arrativa ldto =alli Beltrami di Taio=.
 

12) * 2° V’è sentenza dell’11 marzo 1537 rogata Busetti portata dal Mfco, e Generoso Sigr Giacomo de Thono come Regolano Maggiore della Villa di Dermullo fra la Communità di detta Villa ed il Mfco, e Generoso Sigr Udalrico Barone de Castel Sporo, e Valler colla quale vien dichiarato essere lecito alli uomeni di detta Communità di passare con carri a minor danno per li prati di detto Sigr de Sporo detti= li pradi di ternel [10] de Sigri de Sporo, e Valler appressi l’acqua del Noss, ed altri confini= con questo, che detto Sigr de Sporo possi segare li suoi prati tre giorni avanti, che seghino quelli di Dermullo.
 

13) * 19° V’è sentenza in rogiti di Michele Antonio Busetti di Rallo Notaro de 11 Marzo 1537 portata dal Mfco e Generoso Sigr Giacomo de Thono come Regolano Maggiore fra la Communità di Dermullo ed il Mfco e Generoso Sigr Udalrico Barone di Castelsporo e Valler nella quale vien dichiarato essere lecito alla medema Communità di pascolare li suoi animali nelli prati = a Ternel [11] = di ragione di detto Sigr Udalrico dal giorno 1 Marzo fino al 18 Aprile in ogni anno.
 

14) * 21° V’è istromento di convenzione in rogiti di Vittore qm Romedio Fuganti di Taio Notaro de 2 Dicembre 1541 fatta fra li Vicini della Villa di Dermullo d’estinguere in termine di anni sette a favore della Ven: Chiesa di S: Giacomo di d.to Dermullo un censo della sorte di R.si 40 appresso Hendrico della Maria di Dono [12].
 

15) * 22° V’è istromento de 4 Ottobre 1551 in rogiti d’ Antonio Inama di Dermulo Notaro [13], con cui Bortol:o Corradino a nome di Vincenzo de Vincenzii ratifica la promessa altresì fatta di pagare l’interesse in ragione del cinque per cento della somma de R.si 12 t 3 a favore della Chiesa di S: Giustina.
 

16) * 7° V’è sentenza portata in rogiti di Nicolò qm Bart.o Pezeno di Croviana Notaro l’ anno 1553 li 2 settembre da Giulio Cesare Castelvitreo Modenese Pretore di Trento come Delegato con la quale vien condannato Romedio Barbacovo a favore della Communità di Dermullo a pagare le collette, ed a soggiacer ad altri pesi nel modo, e maniera che sogliono fare l’altri Vicini, per tutti, e cadauno de beni, che esso tiene e possiede, come non esente e non nobile.
 

17) * 16° V’è istromento di transazione fatto li 13 Marzo 1554 in rogiti di Cristoforo Bonadiman di Casezio Notaro dal Nob: Sigr Nicolò de Morenberg Luogotenente generale dell’Offizio Capitanale delle Valli a causa ed occasione delle collette pretese dalla Communità di Dermullo da Romedio qm Giustino Barbacovi di Taio [14].

18)  39° V’è instromento di liberazione rogato da Salvador Inama Notaro di Dermullo [15] li 7 Luglio 1554 fatta da Ser Romedio Barbacovi a favore della Communità di Dermullo.
 

19)  60° V’è instromento rogato da Ferdinando Barbacovo Notaro li 6 Aprile 1589 in cui si contiene accordo fatto dalli vicini di Dermullo col Maestro Marino Zaderda [16] per fare la metà del coperto della Chiesa di S: Giacomo di Dermullo.
 

20) * 23 ° V’è donazione de rogiti d’Antonio Borzaga di Cavareno Notaro de 13 Agosto 1616 fatta a favore della Chiesa di S: Giustina dall’Iltre Sigr Ferdinando de Morenberg della somma di Marche dieci di danari moneta di Marano, per quali vien pagato l’interesse annuo la somma di lire cinque di danari moneta di Marano, stipulante il Ven: Sigr. Gio:Giacomo Etterharter eremita, qual affitto è costituito sopra una casa o sii parte di quella sita nella Villa di Dermullo ldto= alli Vicenzii [17]= e vien ogni anno pagato da Pietro e Bartol:o de Corradini di Dermullo come donatarii ed eredi del qm Vicenzo qm Cristiano di Vicenzii di Dermullo.
 

21) * 10° V’è instromento rogato da Baldessar Arnoldo di Tuenno Notaro li 21 gennaro 1617, nel quale Maria moglie di Cipriano Massenza per il censo de R.si 20, ch’era tenuta pagare all’eremita di S. Giustina come donatario dell’Iltre Sigr. Ferdinando de Morenberg ha dato in pagamento al Ven:Padre Gio:Giacomo Etterharter eremita la casa diruta senza tetto sita nella Villa di Dermullo l.dto= la Casa di Vicenzi [18]=
 

22)  42° V’è dazione in pagamento de rogiti Panizzi de 8 Febbraio 1617 del fondo =al Cambiel= fatta a favore della Ven: Chiesa di Dermullo da Simone Cordino, e Giacomo Chilovo per la celebrazione d’annuali Messe 24 in suffragio dell’anima del qm Molto Rndo Sigr Don Gaspare Inama [19] Piovano di Fassa.[20]
 

23) * 25° V’è inventario de beni della Ven: Chiesa de Santi Filippo e Giacomo di Dermullo rogato da Pietro Panizzio di Taio Notaro li 21 Maggio 1618, e fatto avanti il Molto Rndo Sigr Gio:Pietro de Alberti Piovano di Taio delegato speciale ad indicazione del Sindico e Regolani della Villa di Dermullo quali hanno indicato

1° un’arrativa e vignata delle pertinenze di Dermullo ldto =alle doi Vie= della semenza d’un staro circa.

2° un’arrativa e vignata di dette pertinenze ldto = in Cambiel [21]= de stari 4 e mezzo circa semenza circa.

3° un’arrativa e vignata di dette pertinenze ldto = a Casalin [22]= de stari uno, quarte una e meza semenza.

4° un’arrativa e vignata di dette pertinenze ldto = a Poz= de stari e mezo semenza.

5° un prato in dette pertinenze ldto = a Poz=

6° un prato nelle medeme pertinenze ldto = sotto la Chiesa de Santi Giacomo e Filippo= d’un carro fieno.

7° un prato nelle in dette pertinenze ldto = sotto la Chiesa detto la fassa longa [23] d’un carro fieno.

8° un affitto perpetuo di annue mosse [24] sei oglio, qual vien pagato da Sigr Floriano Inama di Fondo, ed è assicurato sopr’un’arrativa e vignata in dette pertinenze di Dermullo ldto = al Marzol=
 

24) * 13° V’è laudo de 4 Agosto e confirmato li 19 di detto mese 1620 de rogiti di Gio:Antonio qm Mfco Gio:Giacomo Barbacovi Notaro, portato da Giovanni Panizzio Massaro e Carlo Conci arbitri nel quale fu condannato Gregorio Endrizzi [25] di Dono abitante in Dermullo descendente da una femina della famiglia Mendina [26] a pagare le collette per li beni da lui posseduti a favore della Communità di Dermullo.
 

25) * 9° V’è instromento de rogiti di Pietro Panizzio di Taio Notaro delli 8 settembre 1627, dal quale appare la stipulaz.e d’un censo de R.si 111=6=3  fatta da Antonio Mendino sopra un’ arrativa vignata e prativa delle pertinenze di Dermullo l.dto= a Poz= a favore del Nob: e molto Rndo Sigr Giovanni Giacomo Etterharter enipontano [27] ed eremita di S. Giustina.
 

26) * 11° V’è instromento de 8 Settembre 1627 de rogiti di Pietro Panizzio Notaro in virtù del quale il Nob: e Rndo Sigr. Gio:Giacomo Etterharter eremita di S. Giustina, a cesso a Giacomo Inama come Sindico della Chiesa di Santi Filippo e Giacomo di Dermullo, un censo de R.si 111=6=3, il quale è obbligato pagare Giacomo Mendino coll’aggravio di far celebrare ogni anno messe sette nella Chiesa di S: Giustina, cioè sotto il 24 Aprile nel giorno della Consegrazione di detta Chiesa, item li 26 Settembre festività de Santi Giustina e Cipriano, le altre poi durante la vita di detto eremita nelli mesi di Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, ed Ottobre secondo la commodità del Rndo Sigr Piovano di Taio, purchè venghi celebrata una messa per cadaun mese dop...poi la morte di detto Sigr eremita, una messa verrà celebrata per l’anima sua nel giorno dell’obito, ed una nel giorno del suo settimo, tralasciando li due mesi di Settembre, ed Ottobre, e le messe dovran’essere celebrate dal Rndo Sigr Piovano di Taio, o pure da altro Rndo Sacerdote col consenso ed autorità di detto Rndo Sigr Piovano [28].
 

27) * 14° V’è instromento de rogiti di Pietro Panizzio Notaro delli 11 Settembre 1629 in cui fu costituito un censo della sorte di R.si 111 da Baldassare qm. Nicolò Cordin di Dermullo a favore del Nob: e molto Rndo Sigr. Gio:Giacomo Etterharter eremita di S. Giustina, e fondato sopra un fondo arrativo e vignato delle pertinenze di Dermullo ldto= a Plantadiz=
 

28)  61° V’è decreto arbitrale Torresani rogato Cheller del 7 Febbraio 1632, con cui Gregorio Endrizzi foresto fu condannato a favore della Communità di Dermullo a pagare le collette per la peste[29] ed altre solite imponersi a foresti.
 

29)  63° V’è decreto rogato li 11 Settembre 1634 da Bartol:o Arnoldo Notaro di Tueno, con il quale furono assignati dal Molto Rndo Sigr Don............[30]

30) * 24° V’è dazione in pagamento rogata da Antonio Inama Notaro di Coredo li 13 febraio 1655 fatta da Antonio Mendino di Dermullo a favore dalla Ven: Chiesa de Santi Filippo e Giacomo di detto luogo d’un fondo arrativo e vignato sito nelle pertinenze di detto Dermullo ldto = a Plantadizo = con tre filari entrovi in estinzione d’un capitale de R.si 55 altresì dallo stesso Mendino dovuto alla stessa Chiesa.[31]
 

31)  59° V’è sentenza arbitrale rogata Barbacovi l’anno 1672 fra la Communità di Taio e  Dermullo, con quale fu dichiarato che il territorio di Dermullo s’estendi fin’al Ri verso Taio.
 

32)  26° V’è sentenza rogata da Antonio Barbacovi Notaro di Taio lì 18 Gennaro 1672 e portata dall’Illmo Sigr Orazio Conte d’Arsio Capitanio delle Valli di terminazione fra la Communità di Dermullo e la Communità di Coredo.
 

33)  33° V’è laudo Chilovi de 23 Agosto 1690 de rogiti Bergami fra il Sindico di S:Giustina ed il Sigr Gio:Battista Baraco di Trento.
 

34)  31° transazione seguita li 3 Aprile 1691 in rogiti Bergami fra il Sindico della Chiesa di S:Giustina sotto Dermullo ed il Sigr Gio:Battista Baraci di Trento.
 

35)  34° V’è convenzione rogata Barbacovi li 18 Nmbre 1693 fra il Sindico della Chiesa di Dermullo, ed il Sigr Pietro Strobli [32] intagliatore di Cles sopra la fabrica dell’alatre a mano destra.
 

36)  62° V’è instromento rogato da Filippo Antonio Panizza Notaro li 20 Giugno 1699 col quale appare ch’ il Sigr Arciprete di Taio Valentino Chilovi indipendentemente da quelli di Dermullo ha dato il possesso del Romitorio di S:Giustina a Bartol:o Sandri di Tueno.
 

37)  28° V’ è altra transazione in rogiti Chini delli 23 Giugno 1699 fra la Communità di Dermullo ed il Sigr Arciprete sopra l’elezione del Romito di S:Giustina.
 

38)  30° V’ è transazione de rogiti Chini delli 23 Giugno 1699 sopra l’elezione del Romito di S:Giustina fra la Communità di Dermullo ed il Sigr Arciprete di Taio [33].
 

39)  29° V’è instromento di censo rogato da Baldassar Bergamo Notaro 5 Settembre 1703 de fiorini cento costituito dalla Communità di Coredo presso la Ven: Chiesa di Dermullo.
 

40)  35° V’è instromento rogato Bergamo li 7 Novembre 1703 di constituzione di censo della Ven: Chiesa di Dermullo presso la Communità di detto luogo.
 

41)  56° Rinonzia e decreto V: Regolanare Maggiore de rogiti Widmann de 12 Ottobre 1707 [34] di certo sito di gaggio fatta dalla Communità di Dermullo a quella di Coredo.
 

42)  47° V’è instromento di censo rogato Panizza li 8 Marzo 1708 della sorte de fiorini cento costituito a favore della VChiesa di Dermullo dalli Sigri Dottor Giulio e Georgio fratelli Chilovi.
 

43)  41° V’è instromento rogato Barbacovi li 30 Novembre 1710 della fondazione della Premissaria di Dermullo, ed assegnazione per il di questa mantenimento fatta dalli Vicini di detto luogo[35].
 

44)  40° V’è instromento rogato Barbacovi li 14 Dicembre 1710 di collazione de R.si cento fatta dal D. Vittore Emer a favore della Premissaria di Dermullo.
 

45)  54° V’è cessione di censo rogata Barbacovi li 14 Decembre 1710 presso Ottavio Inama fatta dal Molto Rndo Sigr Don Pietro Panizza a favore della Premissaria di Dermullo.
 

46)  51° V’è instromento rogato da Barbacovi lì 24 Decembre 1710 de collazione de R.si 8 fatta da Simone Tamè a favore della Premissaria di Dermullo.
 

47)  27° V’ è transazione rogata da Gio:Pietro Chini Notaro di Segno li 30 Agosto 1715 seguita fra il Sigr Arciprete di Taio e la Communità di Dermullo sopra l’elezione del Romito di S:Giustina e per l’elemosina dell’Officii.
 

48)  44° V’è instromento di censo de R.si 15 del 1 Maggio 1716 rogato Barbacovi presso Simone Tamè a favore della Communità di Dermullo.
 

49)  43° V’è instromento di censo rogato da Barbacovi il 1 Maggio 1716 della sorte de R.si 38 presso Ottavio Inama a favore della Communità di Dermullo.
 

50)  52° V’è decreto Barbacovi del 23 Agosto 1717 fra Communità di Dermullo e quella di S:Zenno per occasione de certi termini.
 

51)  37° V’è instromento rogato Barbacovi li 18 Giugno 1723 di constituzione di censo fatta da Gio:Giacomo Inama della sorte de R.si 30 a favore della Ven: Chiesa di Dermullo.
 

52)  57° V’è instromento di censo de R.si 50 rogato Barbacovi li 18 Giugno 1723 constituito da Gio:Giacomo Inama a favore della Ven: Chiesa di Dermullo.
 

53)  36° V’è instromento di donazione de 2 Gennaro 1724 rogato Widman fatta da Antonio qm Silvestro Rizzardi di Coredo d’un capitale de R.si 40 presso Gregorio qm Gio: Endrizzi a favore della Communità di Dermullo con l’obbligo perpetuo di far celebrare nella Chiesa di detto luogo annualmente quattro Sante Messe.
 

54)  38° V’è instromento de 21 Novembre 1726 de rogiti Widman per la donazione Rizzardi.
 

55)  53° Convenzione rogata Chilovi li 2 Luglio 1734 fra Communità di Dermullo e Vittorio Emer.
 

56)  32° V’è instromento e rogiti Chilovi de 11 Settembre 1735 [36] di compera d’un arra dall’eredità lasciata da Agostina Brida.[37]
 

57)  58° V’è instromento di censo rogato Chilovi li 21 Nmbre 1740 constituito da Vittore Tamè a favore della Ven: Chiesa di Dermullo della sorte de R.si 20.
 

58)  50° V’è instromento di censo de R.si 25 rogato Chilovi li 27 Novembre 1740 costituito da Marg:a vedova Mendini a favore della Ven: Chiesa di Dermullo.
 

59)  49° V’è instromento di censo rogato Chilovi li 8 [38] Gennaro 1741 costituito da Gio:Antonio Fuganti a favore della Ven: Chiesa di Dermullo della sorte de R.si 20.
 

60)  48° V’è instromento di censo rogato Chilovi li 27 Agosto 1741 costituito a favore della Ven: Chiesa di Dermullo da Valentino Negri della somma de R.si 30.
 

61)  45° V’è liberazione rogata Bergamo lì 25 Gennaro 1746 a favore fatta dalla Ven: Chiesa di detto luogo per il capitale de R.si cento.
 

62)  46° V’è instromento di cessione rogato Bergamo lì 9 Marzo1746 fatta dalla Communità di Dermullo in favore fatta dalla Ven: Chiesa di detto luogo d’un censo de R.si 66 presso Giacomo qm Ottavio Inama e d’altro capitale de R.si 30 presso Gasparo qm Michele Inama.
 

63)  55° Transazione de rogiti Chini sine die, mense et anno fra Communità di Dermullo ed il Sigr Arciprete Chilovi sopra il legato delle tre Messe lasciate dalla famiglia Preta, sopra delegazione del Romito di S:Giustina e sopra il quantitativo per li pranzi in occasione d’officii publici dovuti al med:o Sigr Arciprete.[39]

 

ELENCO DI ALCUNI DOCUMENTI PRESENTI NELL’ARCHIVIO DECANALE DI TAIO IN QUALCHE MODO RIGUARDANTI DERMULO  [40]

 

DATA

 

CONTENUTO

NOTAIO

30.IX.1503  §

1  2

Pergamena con la quale viene affidato l’incarico di costruire il campanile della chiesa di Dermulo a certo Giacomo figlio di Antonio Bertoluzza di Tres. Vi compaiono alcuni vicini di Dermulo: Simone figlio del fu Francesco fu Nascimbene rappresentante della chiesa di S. Giacomo, Salvatore fu Grigolo Inama, Antonio fu Nicolò Cordini.

 

Giovanni Filippi

di Cassino

Busta 5

7.VII.1554  §

1

E’ citato Romedio Barbacovi di Taio abitante a Dermulo, che riceve da Giovanni fu Leonardo Inama la somma di 4 Ràgnesi.

Salvatore Inama di Dermulo

 

 

24.IV.1602

 1  2

Documento redatto a Dermulo nella sala della casa di Antonio Mendini, presenti come testimoni Cipriano figlio del fu Concio Massenza e Pietro figlio di Leonardo Endrizzi di Don, in quanto Antonio fu Giovanni Mendini era debitore di Francesco fu Antonio Zoanet di Coredo di una somma di denaro.

 

Ferdinando Barbacovi di Dermulo

15.III.1603

1

 

Documento riguardante l’affare del sopraccitato atto.

Gio.Giacomo Barbacovi di Tres

 

8.II.1617   §


1 2 3 4 5

Documento riguardante la donazione fatta alla chiesa da parte di Simone Cordini e Giacomo Chilovi di un fondo nella località Cambiel per la celebrazione di 24 messe in suffragio di don Gaspare Inama loro cognato.


 

Pietro Panizza

Busta 5

7.II.1632   §

1
 

Documento riguardante Gregorio Endrizzi ed i suoi obblighi verso la comunità di Dermulo in occasione della peste.


 

Giovanni Cheller di Cles

1633

1  2  3  4

 

Spesa fatta in occasione della morte dell’eremita Etterarther.

 

Giorgio Massotto?

Busta n. 5
 

11.IX.1634  §

1 2 3 4 5 6 7
 

Documento riguardante i legati fatti dall’eremita Gio.Giacomo Etterarther alle chiese di Dermulo e di Taio.

 

Baldassare Arnoldo di Tuenno

10.III.1640

1
 

Breve documento dove si dice che furono invitati a comparire i regolani di S. Sisinio, Bancho e Dermulo, per i fatti criminosi accaduti al ponte Regaio. I regolani di Dermulo e alcuni vicini furono assolti.

 

Pietro Panizza

16.VIII.1648

1

Breve documento, dove si dice che quelli di Dermulo, faranno accomodare le vie al di qua di Ponte Alto e al Ponte di Regai, in esecuzione di un decreto del 3 agosto 1648.

 

 

Antonio Mogio

di Cles

9.X.1655

1  2

Contratto fra la chiesa di Dermulo tramite il suo sindaco Silvestro Inama e l’indoratore Gio.Pietro Fogarolli per indorare la pala della chiesa, testimoni presenti sono il Nob. Bartolomeo Inama e Antonio Gasperini di Taio. Firmano il contratto anche Antonio Mendini e Cipriano Inama, probabilmente regolani di Dermulo e Paolo Bevilacqua.

 

Scritto dall’eremita Antonio de Vernaccia

4.VII.1657

1  2
 

Documento per la convocazione della regola della comunità di Dermulo.

Giuseppe Vittore Barbacovi di Taio

 

Udalrico Barbacovi

 

13.II.1661

1  2

Documento redatto a Taio con principali  attori Giacomo e Antonio Mendini. Sono poi citati diversi vicini di Dermulo e Pietro Panizza di Taio.

 

Giuseppe Vittore Barbacovi di Taio

 

Udalrico Barbacovi

 

15.VII.1663

1
 

Documento riguardante problemi di pascolo alle Voltoline con Silvestro Moncher di Coredo.

 

 

Gio.Giacomo Inama

di Coredo

?

Documento riguardante problemi di confini alle Voltoline fra le comunità di Dermulo e Coredo.

 

Gio.Giacomo Inama

di Coredo

Busta 22

 

29.IX.1669

1  2

 

Documento dove l’eremita Egidio Gilli obbliga Concio Massenza a riparare la sua casa confinante con quella dell’eremo.

 

Udalrico Barbacovi di Taio

16.XII.1681

1  2

Nell'ipocausto della casa di Antonio Mendini, alla presenza dei due testimoni Nicolò Mendini e Giovanni figlio di Gregorio Endrizzi, Tomaso figlio del fu Fabiano Massenza vende ad Antonio Mendini una particella arativa a Ronc con un filare di viti.

 

Il documento incompleto non è stato terminato.

11.II.1688

1
Riconferma
 

Messer Giacomo fu Mr Silvestro Inama come sindaco della chiesa di Dermulo, concede in locazione temporale per 3 anni un luogo arativo e vignato alla Croce al Nob. Sig. Antonio Mendini. Il campo era stato lasciato alla chiesa dal fu Bartolomeo Inama di Dermulo con l’aggravio di 4 messe annuali.

 

Don Francesco

Cordini

14.XI.1691

1
 

Il parroco di Taio consegna ad Antonio Mendini sindaco della chiesa, le chiavi dell'eremo di S. Giustina. Il Mendini viene fatto giurare che non consegnerà le chiavi a nessuno a meno che non sia stato autorizzato dal parroco e alla sua presenza.

 

Don Valentino

Chilovi

9.?.1691

 1  2
 

Il nobile Antonio Mendini, e i magnifici dd. Giacomo e Gio.Giacomo Inama di Dermulo, sono accollatari di un capitale precedentemente affittato dalla chiesa di Taio ai fu Giacomo e Vittore Massenza.

 

Baldassare Bergamo di

Taio

3.IV.1691  §

1  2

 

Antonio Mendini è sindaco della chiesa di S. Giustina e raggiunge un accordo con Gio.Batta Baraci di Trento il quale farà costruire un calice dal figlio Andrea orefice in Trento. E’ nominato anche un certo Matteo Zattoni di Tres.

 

Baldassare Bergamo di

Taio

28.XI.1692

1  2
 

Il nobile Antonio Mendini è accollatario di un capitale precedentemente affittato dalla chiesa di Taio a Simone Cordini di Dermulo.

 

 

Baldassare Bergamo di

Taio

25.IX.1693

  1

 

Documento con il quale viene annullato l'atto di cui sopra.(non è vero era un altro capitale. rivedere anche il regesto.

Baldassare Bergamo di

Taio

 

18.XI.1693  §

1  2
 

Contratto per la costruzione della pala o altare della chiesa di Dermulo con l’intagliatore Pietro Strobli di Cles

 

Odorico Barbacovi di

Taio

 

4.IX.1697

1

 

 Documento redatto a Taio dove sono citati i vicini di Dermulo convenuti alla regola e cioè: Giacomo Mendini e Marino Inama regolani della comunità e gli altri: Antonio Inama, Giacomo Inama, Giovanni Emert, Michele Inama, Bartolomeo Massenza, Tomaso Massenza, Gregorio Endrizzi, Giovanni Battista Massenza, Bartolomeo Inama, Antonio Mendini a nome paterno e Valentino Inama questi sono in numero superiore ai due terzi degli aventi diritto.

 

Giuseppe Vittore Barbacovi di Taio

 

Udalrico Barbacovi

17.VI.1698

1
 

Ricevute di pagamento per la costruzione della pala dell'altare da parte di Pietro Strobl di Cles. Nel documento si legge Pietro Strudel che dovrebbe essere la stessa persona.

 

Pietro Strobl

3.II.1699

1  2

Nicolò Mendini a trasferito a Bartolomeo Inama come sindaco della chiesa di Dermulo un arativo al Fossà di Cavauden per  25 Ràgnesi, soldi questi che il predetto sindaco aveva ricevuto per la vendita di un campo a Tres detto a l’Ors. Su questa arativa vi era l’obbligo di far celebrare annualmente una messa nella chiesa dell’eremo in suffragio dell’eremita Federico Gaiardel di Tres. Tale obbligo è stato trasferito sull’arativa al Fossà.

 

Baldassare Bergamo di

Taio

 

20.VI.1699 §

1  2

 

Bartolomeo Sandri di Tuenno viene nominato dal parroco di Taio, Don Valentino Chilovi,  eremita di S. Giustina.

 

Filippo Antonio

Panizza di Taio

23.VI.1699 §

1  2  3

 

Documento riguardante l’accordo con l’arciprete Chilovi per l’elezione dell’eremita di S. Giustina. L'ultima pagina è mutila.

Illegibile

Chini §

12.IX.1700

1  2  3
 

Antonio Mendini come sindaco della chiesa di Dermulo concede un prestito di  70 Ràgnesi a Bartolomeo Fuganti di Taio che assicura questo capitale su un suo prato nelle pertinenze di Taio detto alla Terrazza.

 

Baldassare Bergamo di

Taio

 

4.I.1705

 1

Caterina vedova di Antonio Inama, cede all’eremita Bartolomeo Sandri un orto cinto di muri ed una particella di prato posto nella villa di Dermulo. In cambio l’eremita Sandri si impegna a pagare debiti per un totale di  80 Ràgnesi più gli interessi.

 

Baldassare Bergamo di

Taio

 

4.I.1705

1
 

Maria vedova di Tomaso Massenza vende all’eremita Bartolomeo Sandri una strada nelle vicinanze della casa eremitale.

 

Baldassare Bergamo di

Taio

 

12.X.1706 §

1  2  3

 

La comunità di Dermulo deve cedere un pezzo di terreno boschivo alle Plazze (delle Voltoline) al comune di Coredo. (in relazione con doc. 15.VII.1663 del notaio Gio.Giacomo Inama di Coredo e anche a un documento del 1671 rogato da  Antonio Barbacovi).

 

 

Giovanni Matteo Widmann di Coredo

8.III.1708  §

1  2

 

Censo concesso dalla chiesa di Dermulo, rappresentata dal suo sindaco Giovanni Emer ai fratelli Giorgio e Giulio Chilovi di Taio.

 

Pietro

Lorenzo?

Panizza

6.II.1708

1  2  3
 

Maria vedova di Tomaso Massenza permuta con l’eremita Sandri una strada nei pressi della casa eremitale.

 

Filippo

Antonio

Panizza

 

24.I.1709

1

Si presentano le scuse al principe vescovo di Trento, per non aver presentato, come richiesto, la Carta di Regola per essere autenticata. Siccome il documento si presentava lacero, si pensava di farlo ricopiare e quindi si chiedeva una proroga per presentare detta Carta.

 

 

Firmata

i vicini di Dermullo

1710

1
 

Supplica al vescovo per ottenere un primissario.

Firmata

i vicini di Dermullo

 

16.XI.1710

1
 

Antonio Mendini vende all’eremita Sandri una particella di prato (il prastello) nelle pertinenze di Dermulo.

 

 

Baldassare Bergamo

30.XI.1710  §

1 2 3 4 5 6 7 8
 

Fondazione della primissaria ed offerte dei vicini di Dermulo per il mantenimento del primissario.

 

 

Giovanni Francesco

Barbacovi

10.V.1711

 1  2  3
 

La comunità di Dermulo, essendo gravata da debiti “per vari e giusti litigi” vende un censo, ossia la ragione di esigerlo a Silvestro Inama per  25 Ràgnesi . 2 Troni e 7 Carantani, sopra una certa parte di terreni comunali.

 

Giovanni Francesco

Barbacovi

30.VIII.1715  §

1  2  3

Accordi su alcune Messe Legatarie lasciate dalla famiglia Pret, sullo stipendio dovuto per la celebrazione delle Sante Messe e per l'elezione dell'eremita di Santa Giustina tra la comunità di Dermulo rappresentata dai regolani Giacomo Antonio Mendini e Gio.Batta Inama, dal sindaco della Chiesa Gio.Giacomo Inama e l'arciprete di Taio Valentino Chilovi.

 

Giovanni Pietro Chin di Segno

1.V.1716  §

 1  2  3

 

La comunità di Dermulo, tramite i suoi regolani Giacomo Antonio Mendini e Gio.Batta Inama, concede un censo di  15 Ràgnesi a Simone fu Vittore Tamè che lo assicura su un suo fondo a Campolongo e sulla sua casa ai Fabiani osii ai Massenzi.

 

Giovanni Francesco

Barbacovi

16.III.1716

1  2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

 

Giovanni Antonio Salà di Nanno, ma abitante a Tres, lascia alla Comunità di Dermulo, il diritto di esigere la rendita su moltissimi beni nelle pertinenze di Tres e del denaro, con l’obbligo di far celebrare nella chiesa di Dermulo due messe a settimana.

Assieme al documento due suppliche al vescovo per ottenere il permesso di accettazione del legato.

 

Giovanni Francesco

Barbacovi

(copia del notaio Alf.Baldassare Bergamo)

18.VI.1723  §

1  2  3
 

La chiesa di Dermulo, tramite il suo sindaco Giacomo Antonio Mendini, concede un censo di  50 Ràgnesi a Giovanni Giacomo Inama, assicurato su due pezzi di terreno a Campovecchio e alla Caseta.

 

Giovanni Francesco

Barbacovi

18.VI.1723  §

1  2  3
 

La chiesa di Dermulo, tramite il suo sindaco Giacomo Antonio Mendini, concede un censo di  30 Ràgnesi a Giovanni Giacomo Inama, assicurato su due pezzi di terreno a Campovecchio.

 

Giovanni Francesco

Barbacovi

2.I.1724  §

1  2  3

Gio.Batta Inama e Domenico Massenza, regolani della comunità di Dermulo, ricevono in donazione da Antonio fu Silvestro Rizzardi di Coredo, un capitale di 40 Ràgnesi di affitto che deve pagare Gregorio fu Giovanni Endrizzi di Dermulo, e fondato in rogiti di don Bombardi 6 marzo 1699. Questa donazione è stata fatta perchè la nonna Margherita era di Dermulo. (Margherita figlia di Francesco Inama, aveva sposato Giorgio Rizzardi, nonno di Antonio).

La comunità di Dermulo dovrà in cambio far celebrare quattro messe nella chiesa del paese.

 

Giovanni Michele Widman di Coredo

21.XI.1726  §

1  2

 

Francesco Rizzardi, figlio del fu benefattore Antonio decurta di una il numero di messe da celebrare nella chiesa del paese.

 

Giovanni Michele Widman di Coredo

29.IX.1728

1
 

I fratelli Giacomo e Giacomo Antonio Mendini, si obbligano a dare annualmente, per il mantenimento del primissario, 4 Ràgnesi e hanno sottoposto un loro fondo al Bertus per tale scopo.

 

Giacomo e Giacomo Antonio Mendini

5.VII.1733

1  2  3  4
 

Legati pii di Antonio e Maddalena Mendini.

 

Ferdinando Panizza

Busta 4

 

14.II.1736

 1
 

Pier Antonio Mendini monego di Dermulo, che ha pure in locazione i beni stabili della chiesa supplica il vescovo per ottenere uno sconto sui 27 Ràgnesi (Tr.?) che dovrebbe pagare per tale affitto.

 

Pier Antonio Mendini

11.IX.1736  §

1  2  3
 

Agostina Brida di Taio a lasciato alle chiese di Taio e Dermulo una parte di casa a Taio. Per Dermulo è presente il sindaco della chiesa Gio.Batta Inama.

 

Romedio Chilovi di Taio

2.II.1737

1  2
 

Antonio fu Antonio Mendini modifica in parte ciò che aveva stabilito con documento del 5.VII.1733.

 

Ferdinando Panizza

Busta 4

 

7.V.1737

1  2
 

Il parroco di Taio, assieme al sindaco della chiesa di Dermulo ed ai vicini di Dermulo, supplicano il vescovo, affinchè con la sua autorità intervenga su Gian Giacomo Fuganti eremita di S. Giustina, perchè utilizzi una parte di elemosina a beneficio dell’eremo.

 

Il parroco di Taio

27.XI.1740  §

1  2
 

La chiesa di Dermulo, mediante il suo sindaco Giovanni Giacomo Inama, concede un censo di  25 Ràgnesi a Margherita vedova di Giovanni Mendini, assicurato su una sua arativa e vignata a Campolongo.

 

Romedio Valentino Chilovi di Taio

26.I.1741  §

1  2

 

Giovanni Giacomo Inama, sindaco della chiesa di Dermulo, concede un censo di  20 Ràgnesi a Gioanantonio Fuganti di Taio.

Romedio Valentino Chilovi di Taio

27.VIII.1741 §

1  2

 

Giovanni Giacomo Inama, sindaco della chiesa di Dermulo, concede un censo di  30 Ràgnesi a Valentino fu Simone Negri di Tres.

Romedio Valentino Chilovi di Taio

13.V.1743

1  2
 

La contessa Margherita Veronica vedova Thun, fa dono alla comunità di Dermulo, nelle mani dei suoi regolani Vittore Tamè e Giovanni Giacomo Inama, di una somma di  60 Troni per pagare spese di guerra.

 

Giorgio Matteo Widmann di Coredo

9.III.1746  §

1  2  3  4

La comunità di Dermulo cede alla  chiesa, nella persona del suo sindaco Giuseppe Massenza, un capitale di  66 Ràgnesi, presso Giacomo fu Ottavio Inama, ed uno di  33 Ràgnesi presso Gaspare fu Michele Inama. Questo perchè alcuni anni addietro, per far costruire la campana maggiore della chiesa, la comunità aveva venduto per  100 Ràgnesi una arativa ad Alberto Inama di Fondo. I 100 Ràgnesi però, non erano ancora stati dati alla chiesa. (Esiste anche una lettera non datata di supplica al Vescovo per poter assumere un censo di  100 Ràgnesi da Alberto Inama di Fondo).

 

Giovanni Nicolò Bergamo di Taio

2.I.1746

 1
 

Giacomo Antonio Inama, concede agli eredi del fu Ottavio Inama il permesso di liberarsi di un terreno a Dermul, come appare dal testamento del fu don Pietro Panizza.

Giacomo Antonio Inama

Busta 5

30.IV.17xx

1

Ricevuta di pagamento di 100 Ràgnesi da parte della comunità di Dermulo ad Alberto Inama di Fondo.

Alberto Inama di Fondo

Busta 5

30.XI.1750

1  2  3

Vittore Tamè, quale tutore delle figlie minori del fu Gregorio Endrizzi, per pagare dei debiti agli eredi di don Pellegrino Moggio di Cles, alla presenza del loro curatore Antonio Dalrì, cede una parte del fondo alle Longhe. (Il documento per intero si trova anche all’AST).

 

 

Alfonso Baldassare Bergamo di Taio

27.II.1752

1 2 3 4 5 6 7

I regolani di Dermulo, Cristano Emer e Antonio Inama, danno in locazione perpetuale a Battista figlio di Giuseppe Brida di Tres, dei terreni nelle pertinenze di Tres, facenti parte del legato di Giovanni Antonio Salà.

 

 

Alfonso Baldassare Bergamo di Taio

 

Busta 5

3.XII.1753

 1  2
 

Giovanni Giacomo fu Giovanni Giacomo Inama sindaco della chiesa di Dermulo concede un censo di  13 Ràgnesi e  1 Trono e mezzo a Vittore Tamè che lo assicura su un proprio fondo a Campo Longo e la cantina incorporata nella sua casa.

 

Baldassare Alfonso Bergamo di Taio

20.VII.1760

 1  2

Bartolomeo fu Giovanni Mendini è debitore della chiesa di una somma di  57 Ràgnesi, 3 Troni e mezzo (R.57=3=6=) per cui decide di cedere alla medesima rappresentata dal suo sindaco Francesco Mendini, un fondo a Cambiel confinante con il campo della chiesa, gli eredi di Gregorio Endrizzi, gli eredi di don Pellegrino Moggio e Giacomo Mendini.

 

Francesco Vigilio Barbacovi di Taio

16.X.1760

 1  2

Bartolomeo Mendini per eseguire i legati ordinati dalla sua defunta madre Margherita, riceve un prestito di  25 Ràgnesi dalla chiesa di Dermulo mediante il suo sindaco Antonio fu Gio.Batta Inama. Il prestito è assicurato su un suo prato alle Fasse.

 

Francesco Vigilio Barbacovi di Taio

17.IX.1764

 1  2  3
 

Bartolomeo Mendini e Silvestro Endrici regolani della comunità di Dermulo vendono per 105 Ràgnesi ad Antonio figlio di Antonio Micheli di Vion, un arativa e vignata nelle pertinenze di Vion, alle Marchette.

 

Giovanni Pietro de Meddis

di Taio

1.II.1770

1  2

Giovanni Inama, concede un censo di  35 Ràgnesi a Francesco Mendini che lo assicura sopra “un posto aderente alla propria sua casa....e sopra una stalla”. (Assieme a questo documento ce nè un altro del 6 Maggio del 1775 scritto dal parroco Cristoforo Franceschini, in cui Giovanni Inama fu Gio.Batta che aveva fatto sicurtà a Giacomo Emer, per un prestito di 66 Troni e 6 Carantani fatto dalla chiesa, cede a questa, il censo presso Francesco Mendini).
 

Gio.Batta Rizzardi di Coredo

14.XII.1773

1  2  3  4  5

Accordo fra la comunità di Dermulo e Bonifacio Betta di Malgolo. La comunità riconosce il convicino Bonifacio Betta, come Nobile Rurale e quindi esente dai vari obblighi come compare nella sentenza Compagnazzi del 1510, in cambio però il Betta estinguerà un debito di  70 Ràgnesi che la comunità aveva con la chiesa. Dopo aver estinto il debito, dovrà assegnare un terreno fruttifero a Dermulo, e pagare la saltaria.
 

Alfonso Domenico Widmann di Coredo

4.XI.1778

1 2 3 4 5 6
 

Fondazione della Primissaria e autorizzazione vescovile per tale fondazione.

Baldassare Bergamo di Taio

 

5.XI.1778

1  2
 

Approvazione in pubblica regola, di quanto deciso in merito alla primissaria il giorno prima.

 

Baldassare Bergamo di Taio

 

24.XII.1778

 1  2  3

La comunità di Dermulo vende a Giovanni Mendini i due prati alla Pozzata per la somma di  500 Ràgnesi ma ipotecati per  200 Ràgnesi a favore dei fratelli don Gasparo e Antonio Chilovi. Se il Mendini deciderà poi di vendere i prati la comunità avrà diritto di prelazione.(Assieme c’è un documento di supplica al vescovo per poter eseguire tale vendita 1  2).

 

Baldassare Alfonso Bergamo di Taio

 

4.XI.1781

1  2  3
 

La comunità di Dermulo, dà in locazione perpetua a Bartolomeo figlio di Bartolomeo Mendini e ad Antonio Massenza, rispettivamente un bosco alle Voltoline ed uno alla Croce.

 

Baldassare Alfonso Bergamo di Taio

 

17.VII.1788

1  2
 

Giovanni Mendini ha tagliato 150 piante intorno al prato della Pozzata e secondo l’articolo 50 della Carta di Regola della Comunità di Dermulo, dovrebbe sottostare ad una multa di 2 Troni per ogni pianta, quindi 300 Troni; invece li viene fatto qualche “rilascio” e dovrà pagare solo 150 Troni.

 

I regolani Romedio Mendini e Gio. Maria Tamè

20.XII.1792

1  2

Maria Orsola Mendini vedova Simbeni, lascia alcune disposizioni dopo la sua morte e cioè: che al funerale, al settimo, trigesimo e anniversario debbano intervenire i sacerdoti di Taio; che sia distribuita mezza quarta di sale per ogni famiglia di Dermulo ed una tronda ossia un pane per ogni partecipante al funerale; che venga celebrata nella chiesa di Dermulo una messa bassa all’anno prima della Madonna d’agosto; che siano dati alla chiesa di Trento per una volta 12 Carantani. I suoi eredi sono il fratello Romedio Maria Mendini ed i nipoti Giacomo Antonio e Michele Mendini.

 

Alfonso de Widmann

Busta 4

2.XII.1798

1  2  3  4
 

La comunità di Dermulo rinnova l’investitura a Giacomo e Antonio Brida di Tres. Si trattava dei terreni del Legato Salà.

Valentino Antonio Bergamo di Taio

Busta 4

 

29.VII.1798

1  2  3  4
 

La comunità di Dermulo, dà in locazione perpetua a Innocente figlio di Domenico Massenza un terreno alle Late. (Allegato al documento anche la richiesta al vescovo per tale locazione e per l’affrancamento dei terreni livellati nel 1778 in occasione dell’istituzione della Primissaria).

 

Valentino Antonio Bergamo di Taio

1785 circa

1
 

Nota del notaio Baldassare Bergamo, per vari documenti redatti per la comunità di Dermulo.

 

 

Baldassare Bergamo di Taio

 

?

Inventario dei documenti presenti nella sacrestia della chiesa di Dermulo redatto probabilmente dal parroco di Taio. Sono registrati n. 61 documenti a partire dal 1400 fino al 1746. L'elenco però non è completo.

 

?

?

In una lettera senza data ne firma, si dice che la per sistemare la casa primissariale sono stati impiegati più di 100 Ràgnesi che dovrebbe sborsare la comunità, ma invece si pensa di utilizzare gli avanzi della chiesa e per questo si chiede l’autorizzazione al vescovo.

 

?

dopo 1699 §

 

 

Su un documento si nomina un legato lasciato dalla famiglia Preta (Pret), sui pranzi in occasione delle messe celebrate dall’arciprete di Taio nella chiesa di Dermulo e sull’elezione dell’eremita di S. Giustina.

?

30.XII.1811

1  2
 

Inama Lucia Elisabetta è debitrice della chiesa, e il suo campo a Cavauden è gravato da ipoteca.

Busta 5

1823 circa

1  2
 

Riguardo alla mancanza di congrua della primissaria di Dermulo.

Busta 5

Parroco di Taio

07.VIII.1825

1
 

Rinnovo dell'investitura del terreno alle Marchette nel comune di Vion a Giovanni Sandrin. Il terreno era parte del Legato Salà.

 

 

Nicolò Monauni Decano di Taio

 

18.II.1843

1  2
 

Riduzione del numero delle messe legatarie da 100 a 71 che il primissario don Giacomo Mendini deve celebrare a Dermulo.

Ordinario Vescovile di Trento

Busta 5

6.X.1854

1  2
 

Riduzione del numero delle messe legatarie da 71 a 56 che il primissario don Giacomo Mendini deve celebrare a Dermulo.

Ordinario Vescovile di Trento

Busta 5

26.XII.1854

1  2

 

Antonio Inama chiede di sgravarsi dall'obbligo di una contribuzione di 9 once olio d'oliva, nei confronti della chiesa, assicurato su un fondo al Bertus, pagando la somma di 2 fiorini.

Busta 5

26.XII.1854

1  2

 

Il reverendo Don Giacomo Mendini, chiede di sgravarsi dall'obbligo di una contribuzione di 4 once e mezza di olio d'oliva nei confronti della chiesa,  pagando la somma di 1 fiorino.

Busta 5

 

26.XII.1854

1  2

 

I fratelli Giovanni e Giacomo fu Giacomo Inama, chiedono di sgravarsi dall'obbligo di una contribuzione di 4 once e mezza di olio d'oliva nei confronti della chiesaa pagando la somma di 1 fiorino.

Busta 5

26.XII.1854

1  2

 

Pietro Mascotti, chiede di sgravarsi dall'obbligo di una contribuzione di 7 libbre e mezza di olio d'oliva nei confronti della chiesa,  pagando la somma di 20 fiorini.

Busta 5

 

09.I.1855

1

 

L'autorità distrettuale accorda l'affrancamento delle contribuzioni di olio di oliva dovuta da alcuni abitanti di Dermulo.

 

Busta 5

1855 circa

1

 

Circa la contribuzione di grano da parte di Giuseppe Mendini e Gio.Batta Inama, che si dice derivante da disposizione testamentaria e pertanto non affrancabile.

Busta 5

20.X.1855

1

Giovanni fu Romedio Emer dovrebbe pagare 9 libbre annuali di olio d'oliva alla chiesa, come livello fondato sul maso da lui comperato circa nel 1850 dagli Inama di Fondo.

 

Capocomune Inama

Busta 5

28.IV.1863

1

 

Giovanni Endrizzi deve far celebrare 2 messe annue in quanto aveva acquistato un terreno a Cavauden soggetto a tale aggravio.

Decano di Taio Pietro Zanetti  Busta 5

 

21.III.1877

1

 

Stima dei terreni di Romedio Endrizzi.

Andrea Eccher

Busta 5

 

30.IV.1871

1  2

Accomodamento fra il comune di Dermulo rappresentato dal Capocomune Andrea Eccher e Romedio Endrizzi, sulla divisione dei beni lasciati dalle sorelle Massenza.


 

 

Busta 4

24.I.1923

1

 

Promemoria per la benedizione del nuovo cimitero

Nicolò Rosa Decano di Taio

Busta 5

14.VI.1934

1

Autorizzazione a benedire le nuove croci.

Vicario Genearle Ristorini

Busta 5

 

 

1] Gli “istromenti in carta pecora” sono contraddistinti dall’asterisco.
[2] Se è lo stesso Gregorio Endrizzi del documento n. 24 del presente inventario, la data 1400 è sbagliata e potrebbe essere il 1600.
[3] Notizia di questo documento si trova anche a pag. 385 del libro “Geschichte aller Familien Inama” di Inama-Sternegg, però la data non è il 31 Maggio 1403, ma il 30 Settembre 1503 che sicuramente è più esatta. Lo stesso documento è citato anche nella “Guida storico-archivistica del Trentino” di Albino Casetti. Il cognome del muratore era Bertoluzza, ma nella pergamena appare nella forma abbreviata, per cui sembra leggere Bronza.
[4] Probabilmente è un errore di lettura perchè il cognome si trovava già all’epoca nelle forme Pret o Depretis.
[5] La data presumibilmente era 1541. Nel 1552 il notaio Guariento Guarienti di Rallo rogava un atto di affitto oggi conservato presso la canonica di Cles.
[6] Ponte Alto.
[7] Sicuramente si trattava di Vincenzo fu Michele Zatton di Tres, infatti già nel 1467 Vincenzo fu Michele Zatton abitava a Dermulo.(doc. nell’ AP di Cles)
[8] loco detto.
[9] Il toponimo a Dermulo oggi non esiste, ma si ritrova a Taio.
[10] Sicuramente è Pramartinel (forse è un errore di lettura).
[11] Pramartinel.
[12] Forse Enrico Inama f. di Gaspare Notaio a Don.
[13] Figlio di Marino.
[14] Nel documento n. 10 si legge Ser Romedio figlio del qm. Gulielmo Barbacou. Ciò si riscontra anche in altri documenti e quindi ritengo sia giusto.
[15] Salvatore (+1587) è figlio di Vittore.
[16] Forse il cognome è Zader cioè Zadra ed è stato male letto dall’autore, quel “da” dopo Zader poteva indicare la provenienza. In una pergamena del 1578 presente nell’archivio Inama di Coredo compare come testimone Marino Zader, forse si tratta di quello citato qui sopra.
[17] La casa è quella più tardi numerata con il 16.
[18] La casa più tardi n. 16 quindi diviene proprietà dell’eremo di S. Giustina. Dai documenti n. 20 e 21 si evince che la casa in questione nel 1616 era proprietà di Pietro e Bartolomeo Corradini, nel 1617 invece risulta appartenere a Maria moglie di Cipriano Massenza. Da ciò si puo ipotizzare che Maria sia stata una parente stretta dei due Corradini, forse una sorella, o una figlia di uno dei due.
[19] Simone Cordini e Giacomo Chilovi erano cognati di Don Gaspare.
[20] La presenza di questo documento è riportata anche dal Casetti a pag. 754 della sua “Guida storico-archivistica del Trentino” che però la cataloga come pergamena.
[21] Vedi documento n. 22.
[22] Toponimo di cui oggi si conserva un lieve ricordo, localizzabile nella zona nord del Loc.
[23] A volte detto anche Sonda longia o Stregla longia nella zona di Poz oggi scomparso.
[24] Una mossa corrispondeva a litri 1,414.
[25] Gregorio era figlio di Anna Mendini e di Leonardo Endrizzi di Don.
[26] Anna era figlia di Gregorio (Rigollo, Grigollo Giorgio) fu Giovanni Mendini.
[27] Di Innsbruck.
[28] I documenti 25 e 26 sono stati redatti lo stesso giorno, e ci propongono un esempio di cessione del diritto di esigere capitale ed interessi da parte dell’eremita Etterharter alla chiesa di Dermulo rappresentata dal Sindaco Giacomo Inama.
[29] Una grande pestilenza scoppiò in tutta Europa tra il 1629 ed il 1636, mietendo un numero impressionante di vittime; il flagello non risparmiò il Trentino, la nostra Valle e nemmeno il nostro paese. Dai registri parrocchiali però non compare il motivo delle morti avvenute in quelli anni, e quindi non si possono formulare dei numeri precisi sull’entità del contagio. Comunque si ha notizia della scomparsa di interi villaggi causa la peste, per esempio Malgolo nella Pieve di Torra.
[30] E’ l’ultimo documento presente nell’inventario, ma purtroppo non è completo.
[31] Al patrimonio della Chiesa si aggiunge quindi anche il fondo al Platadizo.
[32] Anche il Weber parla di questo contratto stipulato per la costruzione della pala dell’altare per l’importo di 130 Ràgnesi , però dice che l’altare e quello di sinistra.
[33] Forse i documenti n. 37 e 38 sono uguali.
[34] In realtà il documento è del 1706 e non del 1707.
[35] Nel 1710 gli abitanti di Dermulo decisero che sarebbe stata opportuna la presenza continuata di un sacerdote in paese. (Il cappellano prima di allora presenziava la domenica per la Messa e per qualche altra importante funzione). Il Primissario doveva però essere mantenuto a spese della Comunità, e per questo nel documento n. 43 (di cui ho rinvenuto una parte presso l’Archivio Comunale) sono elencate le offerte eseguite dai dermulani per tale scopo.
[36] Il documento è del 1736 e non del 1735
[37] Agostina Brida è di Taio.
[38] Il giorno esatto è il 26 gennaio
[39] Una parte di questo documento è sicuramente presente in archivio.
[40] Il segno § indica che i documenti compaiono anche nel regesto ottocentesco degli atti presenti nella sacrestia della chiesa di Dermulo.