INTRECCI ONOMASTICI E FAMILIARI A DERMULO

Le prime attestazioni di legami parentali tra i membri della comunità di Dermulo risalgono già ai secoli XIV e XV, periodo in cui da un ceppo originario iniziarono a formarsi nuove famiglie con un proprio cognome. Ne sono un esempio i Massenza, nati dallo stesso capostipite dei Mendini, oppure i cosiddetti “Delaiti” — poi imparentati con Mendini, Cordini e Barbacovi — che condividono con gli Inama l’antenato Bonaconta.
Nel su accennato periodo temporale, l'assenza di documenti ha però celato molte parentele; alcune sono affiorate in modo incompleto, mentre poche altre sono giunte integre fino a oggi. L'insediamento di una nuova famiglia in paese, al netto dei trasferimenti legati alla conduzione o all'affitto dei masi, era spesso riconducibile a un matrimonio. Ne sono un chiaro esempio Giacomo Chilovi di Taio, che si trasferì a Dermulo nei primi anni del Seicento a seguito delle nozze con Margherita Inama, e Romedio Barbacovi, che intorno al 1530 sposò una figlia di Nicolò Mendini.
Un fatto curioso riguarda il matrimonio, avvenuto intorno al 1570, tra Leonardo Endrizzi di Don e Anna Mendini, figlia unica di Gregorio di Dermulo. Uno dei loro figli, Gregorio, si trasferì da Don a Dermulo verso il 1610 e sposò una certa Margherita, della quale non conosciamo il casato. La sua discendenza, caratterizzata da diversi membri che portarono il nome Gregorio (ereditato dalla famiglia Mendini), si estinse nella linea maschile verso la metà del Settecento. Qui si verifica un secondo elemento degno di nota: nel 1722 Massenzia Endrizzi, figlia di Gregorio (nipote del primo Gregorio), sposò Antonio Endrizzi, originario di Dercolo e da poco residente a Dermulo. Antonio è il capostipite degli attuali Endrizzi di Dermulo.
Per completare il quadro, si riporta una notizia tratta da Hanns Inama Sternegg, secondo la quale il primo Leonardo Endrizzi di Don sarebbe stato in realtà figlio di un certo Enrico Inama di Dermulo, trasferitosi a Don agli inizi del Cinquecento. I suoi figli avrebbero poi adottato il patronimico “Enricis/de Enricis”, abbandonando il cognome Inama.
Su questa ipotesi, benché vi siano alcuni indizi meritevoli di approfondimento (riportati più sotto), esprimo una certa perplessità, in primo luogo per l’assenza di una fonte esplicita o affidabile. Se essa derivasse unicamente da un documento del 1575 sicuramente visto dall’Inama Sternegg, in cui compare un Enrico Endrizzi di Don, la lettura accurata non lascia emergere alcun legame certo con la famiglia Inama; “Enrico”, inoltre, è un nome estraneo all’onomastica tradizionale degli Inama.
Ma, anche volendo ammettere che costui appartenesse agli Inama, di chi sarebbe stato figlio? Forse di Gaspare fu Marino, oppure dello stesso Marino? Nel regesto dei documenti della chiesa di Dermulo viene menzionato un prestito contratto con un certo “Hendrico della Maria” di Don: si trattava forse di Enrico del Marin (e dunque un Inama) residente a Don? Se così fosse, saremmo di fronte a un indizio significativo a sostegno delle ipotesi sopra esposte. A ciò si potrebbe aggiungere anche la comprovata origine diversa delle varie forme del cognome — Endrizzi, Endrici, Endrighi — presenti a Don.

Durante l'analisi delle informazioni anagrafiche relative a Dermulo, è emerso che i matrimoni tra persone del paese erano molto comuni. Di conseguenza, si è creata una fitta e complessa rete di parentele che legava l'intera comunità. Il fenomeno risulta più marcato nei secoli XIX e XX, in parte a causa del significativo incremento demografico e della maggiore completezza e precisione dei dati disponibili per questi periodi. Al contrario, le informazioni relative al Settecento, e in particolare al Seicento, sono meno esaurienti, fino a diventare sporadiche o del tutto assenti per il Cinquecento. Ciò nonostante, in tale periodo storico, relativamente a Dermulo, l'endogamia parrebbe essere stata meno diffusa.
Grazie alla sua notevole consistenza numerica, la famiglia Inama risulta essere la più interconnessa all'interno della comunità, con legami che interessano non solo individui di altri nuclei familiari, ma anche membri della stessa famiglia appartenenti a rami collaterali.
Le dinamiche matrimoniali che incrociano legami di parentela destano sempre curiosità: si pensi ai casi in cui due fratelli sposano due sorelle, come ad esempio Giovanni e Giovanni Battista Inama con Cecilia e Lucia Inama o Egidio e Bruno Endrizzi con Rosanna e Fabiola Inama. Oppure a quelli in cui un fratello e una sorella si uniscono, rispettivamente, a una sorella e un fratello di un'altra famiglia, ad esempio Enrico e Margherita Endrizzi, con Massenzia e Matteo Mendini, o Filippo e Monica Inama con Augusta e Felice Eccher. O ancora due fratelli che sposano due cugine ad esempio Francesco e Enrico Eccher con Rosa e Celestina Emer; o il matrimonio fra due cugini di secondo grado quali Costante Tamè con Rosa Tamè; o un vedovo, quale fu Primo Inama che sposò in seconde nozze la cognata Amelia Emer.
Vi sono casi in cui questi legami hanno generato un certo disorientamento, soprattutto nella lettura dei documenti d'archivio. Penso, ad esempio, a Tommaso Massenza che sposò Marina Inama, figlia di Antonio; la nipote omonima della nonna, Marina, sposò a sua volta Bartolomeo Inama. La consuetudine dell'epoca di indicare spesso la moglie con il cognome del marito ha fatto sì che le figure di Marina Inama e Marina Massenza potessero facilmente confondersi.
Si consideri inoltre che una figlia di Bartolomeo Inama e Marina Massenza, Maria Caterina, nel 1746 sposò Giuseppe, vedovo e membro di una linea collaterale dei Massenza. I discendenti di questa unione adottarono il soprannome “Tomelìn”, ispirandosi al nome del suocero Bartolomeo.
Un simile disorientamento accadde anche a causa dei due matrimoni incrociati nella famiglia Inama: Geremia, figlio di Giuseppe, sposò Emilia, figlia di Giovanni, mentre la sorella di Geremia, anch'essa di nome Emilia, sposò Agostino Pacifico Bonifacio Faustino, solitamente chiamato Agostino o, talvolta, Pacifico.

Sotto il profilo patrimoniale, i matrimoni potevano consolidare (o determinare) le fortune di una famiglia, specialmente in assenza di eredi maschi (come nel caso di una figlia unica o di poche sorelle). Limitandoci ai matrimoni tra paesani, abbiamo diversi esempi di questa fattispecie.

  • Pietro Inama, figlio di Baldassarre, sposò nel 1845 Teresa Mendini, figlia unica di Giuseppe; per tale ragione, il patrimonio Mendini, assieme al soprannome Guslot, transitò a Pietro e ai suoi discendenti.

  • Accadde lo stesso con i fratelli Giovanni e Giovanni Battista Inama, che sposarono tra il 1752 e 1759 le due uniche figlie di Vittore Inama, facendo confluire l'intero patrimonio di Vittore nella linea collaterale Inama detta Battistei.

  • Anche Giacomo Inama, sposando nel 1846 Barbara Mendini (figlia di Francesco), acquisì casa e terreni, e molto probabilmente anche il soprannome Zitol (sebbene non l'intero patrimonio, poiché Barbara aveva una sorella, Caterina, maritata con Antonio Covi).

  • Qualche anno dopo, una nipote del predetto Giacomo Inama, Rachele, convolò a nozze con Germano Endrizzi; pur avendo Rachele diversi fratelli, le furono assicurati una parte di casa paterna e diversi terreni. Curiosamente, ancora una volta il soprannome Zitol cambiò casato, passando agli Endrizzi discendenti di Germano.

  • Rimanendo nella famiglia Endrizzi, già Giuseppe (padre di Germano) aveva arricchito il suo patrimonio grazie alla moglie Angela Inama  figlia di Luigi detto Rodar. Angela si ritrovò figlia unica dopo la morte prematura (sui vent'anni) del fratello e della sorella.

  • Ma la fortuna degli Endrizzi accrebbe ulteriormente quando Giuseppe (figlio del primo Giuseppe) nel 1905 prese in moglie l'ereditiera Rosalia Mendini, l'ultima a Dermulo assieme al cugino Angelo di questa facoltosa famiglia.

I vincoli di parentela sono stati all'origine di un innesto onomastico tra le diverse casate. Una consolidata consuetudine imponeva di selezionare i nomi dei figli tra quelli tradizionalmente in uso nella famiglia paterna. Ogni lignaggio possedeva pertanto un nome caratteristico che si propagava da padre in figlio, generando una lunga sequenza di omonimi. Nella famiglia Emer, ad esempio, il nome Giovanni compare dal capostipite vissuto alla fine del Cinquecento fino ai giorni nostri. Un fenomeno analogo si osserva tra i Tamè, dove il nome più ricorrente fu Vittore. Invece nella famiglia Cordini erano molto utilizzati i nomi Antonio, Nicolò e Baldassarre.
Altri casi significativi riguardano la famiglia Inama (linea di Gaspare), in cui principalmente il nome Marino, ma anche Valentino, aveva caratterizzato le prime generazioni, al punto che “Marini” era pure divenuto un soprannome. A partire da Giovanni Battista vissuto a metà Seicento, figlio di un Valentino, si sviluppò una discendenza in cui il nome Giovanni Battista, dal nipote del capostipite in poi, venne ripetuto per quattro generazioni consecutive. Per questo motivo il ramo fu soprannominato Battistei.
Nella famiglia Inama (ramo di Gregorio) invece, nel Cinquecento erano molto diffusi i nomi Salvatore, Silvestro e Vittore, usanza che proseguì anche nel Seicento. In seguito divennero più frequenti i nomi Giovanni e Giacomo. I nomi Silvestro e Giovanni Giacomo furono introdotti in onore dei nonni materni, Silvestro Martini di Revò (suocero di Vittore Inama) e Giovanni Giacomo Bonadiman di Casez (suocero di Silvestro Inama).
Tra la fine del Seicento e per tutto il Settecento, il nome Giovanni è spesso associato a Giacomo, Battista o Francesco, e nei documenti risulta talvolta difficile distinguere i vari omonimi coevi: in certi casi, persino la paternità non è di grande aiuto. Va inoltre considerato che i notai non riportavano sempre i nomi in modo corretto e che nei doppi nomi, uno dei due poteva essere omesso. Ciò ha portato all’apparizione, nei documenti, di figure “inesistenti”, che solo l’analisi genealogica ha permesso di identificare.
Un esempio significativo riguarda i fratelli Giovanni fu Ottavio Inama (che in realtà era Giovanni Battista) e Giuseppe fu Ottavio Inama, comparsi tra Settecento e Ottocento. A entrambi era stata attribuita erroneamente la paternità di Ottavio. In realtà Ottavio era il loro nonno e, dato che questa anomalia si ripete più volte, è plausibile che “dell’Ottavio” fosse in pratica un soprannome derivato dal nome del nonno, più che un errore sistematico.
Anche distinguere tra i doppi nomi Giovanni Giacomo e Giovanni Francesco è stato in alcuni casi molto difficile. Esistevano infatti un Giovanni Giacomo padre e un Giovanni Giacomo figlio; quest’ultimo aveva a sua volta un figlio di nome Giovanni Francesco il quale, vivendo inizialmente a Taio, utilizzava soltanto il nome Giovanni. (Quando fece ritorno a Dermulo, fu sempre chiamato con il doppio nome). Nei documenti, però, questi tre individui non compaiono sempre con la corretta indicazione — ad esempio “Giovanni Giacomo fu Giovanni Giacomo” — ma talvolta sono citati in tutte le combinazioni possibili dei nomi, con uno o entrambi gli elementi del doppio nome, complicando ulteriormente l’identificazione. Nella discendenza di Giovanni Francesco, specialmente nelle prime generazioni, il nome Giovanni ricorre frequentemente, generando una notevole confusione.
In questo quadro generale compaiono talvolta anche nomi estranei alla tradizione familiare, spesso provenienti dal casato materno. In questi casi si dava priorità ai nomi dei genitori, quindi a quelli dei nonni e, talvolta, degli zii. Limitandoci ai matrimoni endogamici, possiamo citare degli esempi significativi. Il nome Romedio passò dalla famiglia Emer alla famiglia Inama grazie al matrimonio tra Filomena Emer, figlia di Romedio, e Giuseppe Inama, figlio di Antonio, rimanendo in uso per due generazioni. Il nome Bartolomeo entrò nella famiglia Mendini in seguito al matrimonio, avvenuto nel 1715, tra Giovanni e Lucia Margherita Massenza, figlia di Bartolomeo. Per ben quattro generazioni il nome, trasmesso al figlio di Giovanni, divenne uno degli elementi distintivi di questo ramo dei Mendini. Rimanendo nella stessa famiglia, nel Settecento i coniugi Antonio Mendini, figlio di Giacomo, e Lucia Inama, figlia di Antonio, trovarono un modo per ricordare entrambi i nonni, chiamando uno dei loro figli Giacomo Antonio. (Anche se, come mostra il nome dello stesso padre, il nome Antonio era già ben radicato nella famiglia Mendini.) A tal proposito osservo che nella famiglia Mendini l’uso dei nomi Antonio e Giacomo (soprattutto quest’ultimo) era poco frequente prima del Cinquecento, ma si intensificò notevolmente con la discendenza di Antonio II, vissuto a cavallo tra XVI e XVII secolo e capostipite di tutti i Mendini oggi viventi. Antonio II sposò Maddalena, figlia del maestro Rocco Deredis di Tassullo, e uno dei loro figli ricevette il nome Giacomo, in onore del nonno paterno di Maddalena.
Per comprendere il fitto intreccio di nomi che si sviluppò da quel momento in poi, è più semplice consultare la Tav. 5 della famiglia Mendini. Mi limito a osservare che, nello stesso arco temporale, coesistevano due figli di Giacomo — Antonio e Giacomo — i quali, una volta sposati, ebbero entrambi due figli maschi. Il primo chiamò i suoi figli Giacomo Antonio e Antonio; il secondo li chiamò Giacomo Antonio e Giacomo.
L’espediente del doppio nome in onore dei genitori fu adottato anche dai coniugi Vittore Tamè e Giulia Emer, che lo usarono per chiamare il loro primogenito Giovanni Matteo.
Un’altra curiosità riguarda Simone Massenza, nato a Dermulo nel 1616 e sposato dal 1641 con Anna Lorenzoni di Cles. Dal loro matrimonio nacquero quattro figli — Antonia, Leonardo, Agata e Giovanni Battista — i cui nomi riprendono quelli dei rispettivi quattro nonni. Inoltre Agata, moglie di Giovanni Battista Lorenzoni, era anch’essa originaria di Dermulo: era infatti figlia di Bartolomeo Inama, così chiamato dai genitori Marino e Lucia in onore del nonno materno, Bartolomeo Erlicher di Coredo. Maddalena, una sorella di Anna Lorenzoni, aveva sposato Giovanni Battista Inama, primo cugino di sua madre Agata e quindi nipote di Bartolomeo Inama.
Ancora una curiosità: nei primi anni del Novecento, a Dermulo vivevano due coppie di sposi omonime, entrambe formate da Rachele e Germano. L’omonimia era completa per le mogli, poiché entrambe le Rachele si chiamavano Inama, mentre i mariti condividevano solo il nome di battesimo: uno si chiamava Germano Emer, l’altro Germano Endrizzi.

 

ELENCO DEI DERMULANI CHE HANNO CONTRATTO MATRIMONIO ALL'INTERNO DELLA COMUNITA'

NOME

ANNO

CONIUGE

NOTE

Battisti Battista

1911

Inama Sofia

 

Brida Domenico

1900

Inama Virginia

 

Brida Giacomo

1892

Eccher Anna

 

Brida Martino

1934

Inama Giuseppina

 

Chistè Anna

1900

Inama Filippo

 

Chistè Vittore

1858

Mendini Maria

 

Chistè Vittore

1871

Endrizzi Felicita

Vedovo

Cordini Lodovica

1668

Emer Giovanni

 

Eccher Anna

1893

Brida Giacomo

Vedova

Eccher Augusta

1870

Inama Filippo

 

Eccher Celestina

1932

Emer Giovanni

 

Eccher Daria

1945

Inama Marino

 

Eccher Emma

1929

Inama Augusto

figlio di Daniele

Eccher Enrico

1889

Emer Celestina

 

Eccher Eugenio

1888

Tamè Irene

 

Eccher Felice

1863

Inama Monica

 

Eccher Fortunato

1897

Inama Maria

figlia di Giuseppe

Eccher Francesco

ca.1900

Emer Rosa

 

Eccher Rachele

1887

Inama Ferdinando

 

Eccher Riccardo

1921

Inama Luigia

 

Emer Adelio

1947

Inama Ines

 

Emer Adolfo

1934

Inama Giuseppina

 

Emer Amelia

1967

Inama Primo

Vedovo

Emer Bruno

1956

Inama Edda

 

Emer Carmela

1928

Inama Felice

 

Emer Celestina

1889

Eccher Enrico

 

Emer Elena

1964

Inama Fabio

 

Emer Elma

1935

Inama Primo

 

Emer Fiorentina

1941

Inama Romeo

 

Emer Filomena 1856 Inama Giuseppe  

Emer Germana

1960

Sandri Ottavio

 

Emer Germano

1910

Inama Rachele

Vedovo

Emer Giovanni

1932

Eccher Celestina

 

Emer Giuseppe

 

Endrizzi Luciana

 

Emer Ida

1923

Endrizzi Vigilo

 

Emer Livio

1932

Inama Eligia

 

Emer Rosa

ca.1900

Eccher Francesco

 

Endrizzi Addolorata

1891

Inama Arcangelo

 

Endrizzi Antonio

1807

Teresa Massenza

 

Endrizzi Barbara

ca.1740

Vittore Tamè

 

Endrizzi Bruno

1971

Inama Fabiola

 

Endrizzi Egidio

1963

Inama Rosanna

 

Endrizzi Enrico

ca.1640

Mendini Massenzia

 

Endrizzi Felicita

1881

Chistè Vittore

 

Endrizzi Germano

1906

Rachele Inama

 

Endrizzi Giuseppe

1865

Inama Angela

 

Endrizzi Giuseppe

1905

Mendini Rosalia

 

Endrizzi Lorenzo

 

Depaoli Rosina

 

Endrizzi Luciana

ca.1966

Emer Giuseppe

 

Endrizzi Margherita

1640

Mendini Matteo

 

Endrizzi Margherita

1694

Inama Michele

 

Endrizzi Mario

1950

Inama Lidia

 

Endrizzi Romedio

1832

Mendini Teresa

 

Endrizzi Silvana

1963

Inama Candido

 

Endrizzi Vigilio

1923

Emer Ida

 

Inama Alessandro

1938

Inama Attilia

 

Inama Angela

1865

Endrizzi Giuseppe

 

Inama Angelo

1911

Tamè Maria

 

Inama Anna

1944

Eccher Luigi

 

Inama Antonio

ca.1520

Inama N.

Figlia di Salvatore

Inama Arcangelo

1891

Endrizzi Addolorata

 

Inama Attilia

1938

Inama Alessandro

 

Inama Attilio

1922

Inama Maria

Figlia di Ferdinando

Inama Augustino Pacifico

1874

Inama Emilia

 

Inama Augusto

1929

Eccher Emma

 

Inama Baldassarre

1815

Tamè Domenica

 

Inama Bartolomeo

1715

Massenza Marina

 

Inama Beniamino

1894

Inama Filomena

Figlia di Giovanni

Inama Brigida

1795

Inama Giacomo

 

Inama Brigida

1851

Inama Giuseppe

 

Inama Camillo

1867

Inama Elisabetta Teresa

 

Inama Candido

1963

Endrizzi Silvana

 

Inama Caterina

1851

Tamè Giovanni

 

Inama Cecilia

1759

Inama Giovanni

 

Inama Celeste

1901

Fortunata Inama

 

Inama Dario

1942

Sandri Valeria

 

Inama Domenica

1815

Giuseppe Tamè

 

Inama Edda

1956

Emer Bruno

 

Inama Eligia

1932

Emer Livio

 

Inama Emilia

1874

Inama Augustino Pacifico

Figlia di Giuseppe

Inama Emilia

ca.1887

Inama Geremia

 

Inama Fabio

1964

Emer Elena

 

Inama Fabiola

1971

Endrizzi Bruno

 

Inama Felice

1928

Emer Carmela

 

Inama Ferdinando

1887

Eccher Rachele

 

Inama Fernando

1968

Inama Maria

 

Inama Filippo

1870

Eccher Augusta

 

Inama Filippo

1900

Chistè Anna

Vedovo

Inama Filomena

1894

Inama Beniamino

 

Inama Fortunata

1901

Inama Celeste

 

Inama Geremia

ca.1887

Inama Emilia

 

Inama Giacomo

1795

Inama Brigida

 

Inama Giacomo

1839

Inama Maria

Figlia di Baldassarre

Inama Giacomo

1844

Tamè Matilde

 

Inama Giacomo

1846

Mendini Barbara

 

Inama Giacomo

ca.1900

Depaoli Maria

 

Inama Gino

1965

Zinzarella Irma

 

Inama Giovanni

1759

Inama Cecilia

 

Inama Giovanni

1826

Mendini Caterina

 

Inama Giovanni Battista

1752

Inama Lucia

 

Inama Giuseppe

1851

Inama Brigida

f.a di Giovanni Sep

Inama Giuseppe

1856

Emer Filomena

Giuseppe Bomba

Inama Giuseppina

1933

Inama Lorenzo

 

Inama Giuseppina

1934

Brida Martino

Figlia di Modesto

Inama Giuseppina

1934

Emer Adolfo

Figlia di Romedio

Inama Ines

1947

Emer Adelio

 

Inama Lidia

1950

Endrizzi Mario

 

Inama Lorenzo

1933

Inama Giuseppina

 

Inama Lucia

ca.1650

Mendini Antonio

 

Inama Lucia

1752

Inama Giovanni Battista

 

Inama Lucia

1829

Mendini Romedio

 

Inama Luigia

1921

Eccher Riccardo

 

Inama Maddalena

 

Cordini Simone

 

Inama Maddalena

1704

Mendini Pietro Antonio

 

Inama Margherita

1550

Mendini Romedio

 

Inama Maria

1849

Inama Giacomo

Sep

Inama Maria

1897

Eccher Fortunato

 

Inama Maria

1968

Inama Fernando

 

Inama Maria Barbara

1922

Inama Attilio

 

Inama Maria Caterina

1745

Massenza Giuseppe

 

Inama Maria Caterina

1768

Mendini Giovanni

 

Inama Maria Ursula

1763

Tamè Simone Antonio

 

Inama Marina

ca.1650

Massenza Tommaso

 

Inama Marino

1945

Eccher Daria

 

Inama Michele

1694

Endrizzi Margherita

 

Inama Monica

1863

Eccher Felice

 

Inama Onorina

1928

Vittorio Inama

 

Inama Pietro

1845

Mendini Teresa

Guslot

Inama Primo

1935

Emer Elma

 

Inama Primo

1967

Emer Amelia

Vedovo

Inama Rachele

1906

Endrizzi Germano

 

Inama Rachele

1910

Emer Germano

Vedovo

Inama Romeo

1941

Emer Fiorentina

 

Inama Rosanna

1963

Endrizzi Egidio

 

Inama Sofia

1911

Battista Battista

 

Inama Teresa

1816

Tamè Vittore

 

Inama Teresa Elisabetta

1867

Inama Camillo

 

Inama Virginia

1900

Brida Domenico

 

Inama Vittorio

1928

Inama Onorina

 

Massenza Giovanni

1834

Inama Francesca

 

Massenza Giuseppe

1746

Inama M. Caterina

Vedovo

Massenza Margherita

1715

Mendini Giovanni

 

Massenza Marina

1715

Inama Bartolomeo

 

Massenza Tommaso

ca.1650

Inama Marina

 

Mendini Antonio

ca.1650

Inama Lucia

 

Mendini Barbara

1846

Inama Giacomo

 

Mendini Caterina

1826

Inama Giovanni

 

Mendini Giovanni

1715

Massenza Lucia Margherita

 

Mendini Giovanni

1768

Inama Maria Caterina

 

Mendini Giuseppe

1880

Tamè Maria

 

Mendini Maria

1858

Chistè Vittore

 

Mendini Massenza

ca.1640

Endrizzi Enrico

 

Mendini Matteo

1640

Endrizzi Margherita

 

Mendini Pietro Antonio

1715

Inama Maddalena

 

Mendini Romedio

1550

Inama N.

 

Mendini Romedio

1829

Inama Lucia

 

Mendini Rosalia

1905

Endrizzi Giuseppe

 

Mendini Teresa

1832

Endrizzi Romedio

 

Mendini Teresa

1845

Inama Pietro

 

Mendini Virginia

 

Tamè Candido

 

Tamè Candido

 

Mendini Virginia

 

Tamè Costante

1884

Tamè Rosa

 

Tamè Domenica

1841

Inama Baldassarre

 

Tamè Giovanni

1851

Inama Caterina

 

Tamè Giovanni

1901

Eccher Gioseffa

 

Tamè Giuseppe

1815

Inama Domenica

 

Tamè Irene

1888

Eccher Eugenio

 

Tamè Maria

1880

Mendini Giuseppe

 

Tamè Maria

1911

Inama Angelo

 

Tamè Matilde

1844

Inama Giacomo

Fogia

Tamè Rosa

1884

Tamè Costante

 

Tamè Simone Antonio

1763

Inama Orsola

 

Tamè Vittore

ca1740

Endrizzi Barbara

 

Tamè Vittore

1816

Inama Teresa