I TOPONIMI DI DERMULO

Era consuetudine fin dai tempi pi¨ remoti che ogni luogo, anche se piccolo, venisse univocamente denominato per non ingenerare possibili confusioni nella vita pratica di tutti i giorni. Finora sono riuscito a raccogliere ben 287 toponimi, dei quali per˛ solo una parte Ŕ abitualmente usata ancora oggi; di molti, a causa di molteplici fattori, se ne Ŕ persa la memoria. Fra le cause principali si pu˛ annoverare il passaggio da unĺeconomia esclusivamente rurale, quale era stata per molti secoli fino allĺinizio del XX secolo, ad unĺaltra incentrata su altre attivitÓ spesso estranee al mondo agricolo. Altri fattori importanti che hanno determinato la scomparsa di molti nomi sono state le divisioni ereditarie con frantumazioni ed alienazioni dei fondi, spesso a favore di persone non del luogo; la sovrapposizione con altro nome derivante dal proprietario del terreno, (Visenzi, Bambin, ecc); la conglobazione di microtoponimi in un unico nome che poteva comprenderli tutti (i Sassi, la Sgolma, le Glare oggi non pi¨ utilizzati e identificati come Cavauden). Nei vecchi documenti si ritrovano moltissimi toponimi, qualcuno dei quali Ŕ cosý antico da destare stupore, un esempio per tutti Somager, comparso nel 1275 e ancora utilizzato tal quale. Ci sono invece altri nomi comparsi nei documenti in epoche molto recenti, ma non per questo si possono classificare come "nuovi" e riferibili a quella data; ad esempio Pont dela Mula, dove "Mula" o "Mular" era l'antichissimo nome di origine celtica del Rio San Romedio; non ho mai riscontrato il nome "Mula" per il ponte e per l'adiacente prato se non nel tardo Ottocento, ma Ŕ innegabile fosse esistito e utilizzato da secoli; forse si Ŕ sempre preferito "ponte Ragaio o Regaiolo" ritenendolo pi¨ credibile del leggendario "Pont dela Mula". Ci sono poi toponimi effettivamente "nuovi" come per esempio Pont e Zimiteri, nati rispettivamente dopo la costruzione del ponte di Santa Giustina nel 1888 e del nuovo cimitero nel 1923.
Per quanto riguarda l'etimologia Ŕ possibile riconoscere l'origine celtica di qualche nome, primo fra tutti Dermulo. Moltissimi toponimi si rifanno alla struttura del terreno (Sabionare, Glare, ecc.), allo stato del terreno (Raut, Noval, ecc.) al tipo di coltura (Vignal, Grezot, ecc.), alla conformazione (Plani, Busa, Doss, ecc.) alla presenza di acqua (Pozzata, Fontanele, ecc.), al nome del proprietario (Bertus, Tomelin, ecc.). Di qualcuno il significato era chiaro nel nome, che per˛ era stato male interpretato (ad esempio Somager che non significava "suolo magro", bensý "luogo in cima al campo"). E' interessante notare come molti toponimi si siano modificati lungo gli anni, al punto che il loro etimo originale non Ŕ pi¨ riconoscibile, e come abbiano quindi assunto un significato completamente diverso. Per esempio, dall'originale Palusele del 1299 (terreno paludoso) si Ŕ arrivati all'attuale Parissole, (nome dialettale della cinciallegra) transitando per il cinquecentesco Palisole (palizzate). Altro esempio, l'originale Gromer che sembra avesse attinenza con un terreno acquitrinoso, Ŕ stato negli anni storpiato in Gomer ossia il nome dialettale del versoio dell'aratro, sicuramente molto pi¨ intuibile. Infine di alcuni toponimi non sono riuscito a carpirne il significato e pertanto sono rimasti in ombra (Feuril, Lusciole, ecc.).

               In merito alla fonti di acquisizione del toponimo possiamo distinguere:
           conoscenza diretta;
           informatore del paese;
           mappe catastali del 1859, 1874 e 1909;
           Libro Fondiario;
           Catasto teresiano del 1780;
           documenti presenti in vari archivi; 

In relazione alla collocazione e/o al loro utilizzo, possiamo raggruppare i toponimi nel modo seguente:
          toponimi tuttĺora usati nella parlata comune e quindi con una ben definita collocazione; (in grassetto nellĺelenco)
          toponimi non pi¨ usati ma egualmente identificabili con una certa sicurezza; (in carattere normale nellĺelenco)
          toponimi caduti in disuso e di dubbia collocazione; (in corsivo nellĺelenco)
          toponimi ricadenti in un Comune Catastale limitrofo; (in rosso nellĺelenco)

 

Nella stesura della mappa catastale dellĺanno 1859 era stato suddiviso il territorio in 8 settori con le lettere dalla "A" alla "H" detti contrade qui sotto riportate: 

Settore

Contrade

n░ delle P.F:

A

PRATI

dal n.     1 al 225

B

CROCE

dal n. 226 al 389

C

RIGAI

dal n. 390 al 445

D

PIAZZE

dal n. 446 al 481

E

CAVAUDEN

dal n. 482 al 550

F

CAMPOBELLO RAUTI

dal n. 551 al 729

G

RAUTI

dal n. 730 al 827

H

BRAIDE

dal n. 828 al 884


Tale distinzione Ŕ stata mantenuta anche nelle stesure successive del 1874 e 1909 e nel Libro Fondiario dove qualche particella o gruppo di particelle Ŕ designato con nome specifico. Anche nei documenti Ŕ facile trovare la menzione di un luogo tramite il toponimo specifico e poi uno degli otto predetti settori. Ad esempio "luogo detto al FossÓ ossia a Cavauden".
I nomi delle strade sono stati trattati tenendo in considerazione il toponimo del luogo da esse servito. Qualche toponimo appartenente ai Comuni Catastali limitrofi, e qualcun altro scomparso con lĺinvaso artificiale di S. Giustina, Ŕ stato ugualmente considerato, in quanto fa, o faceva parte dellĺuso quotidiano dei paesani.
Non appaiono in elenco, perchŔ descritti in altro luogo, Dermul, Lac (Lago di S. Giustina), Nos (fiume Noce) ed Eremo (Eremo di S. Giustina).
Dei toponimi qui elencati nella forma popolare ed in ordine alfabetico, sono riportate in parentesi le altre forme note, le fonti, lĺanno di menzione pi¨ vecchio sui documenti, il foglio della mappa catastale di appartenenza, il significato, la descrizione del luogo e qualche notizia particolare.
Conoscendo la dizione dialettale odierna dei toponimi e raffrontandola con quella che appare nei documenti, si pu˛ notare la tendenza che si aveva ad italianizzare il nome, per esempio trasformando la ôzö in ôcö o ôgö (Grezot, Greggiot), tralasciando la "i" fra la ôcö e la ôaö (Ciaseta, Caseta), inserendo la ôhö fra la ôc/gö e la ôeö (Force, Forche). Per i vecchi toponimi oggi rilevabili solo nei documenti ho mantenuto nella lista la forma originale, azzardando per alcuni la traduzione in dialetto che ho fatto precedere da un asterisco (*). Le lettere "C" e "G" in finale di parola vanno pronunciate con il suono dolce come in "cena" o "gerla", se invece il suono Ŕ duro come in "cane" e "gatto", la grafia sarÓ "CH" e "GH".  
Per una pi¨ facile localizzazione i nomi sono stati suddivisi in tre gruppi e distribuiti sulla riproduzione in scala ridotta dei tre fogli della mappa catastale di Dermulo, evidenziando
in sfondo rosso i nomi attuali e in azzurro i nomi non pi¨ usati ma ancora ben identificabili. Tali mappe per˛, essendo state compilate molti anni fa, non riportano i toponimi di pi¨ recente scoperta.


ABBREVIAZIONI 
 

ACDe

Archivio Comune di Dermulo (c/o Comune di Taio)

ADTn

Archivio Diocesano di Trento

APTa

Archivio Parrocchiale di Taio

APTn

Archivio Provinciale di Trento

ASTn

Archivio di Stato di Trento

BCTn

Biblioteca Comunale di Trento

CaTer

Catasto teresiano di Dermulo del 1780

CaTerCo

Catasto teresiano di Coredo

CaTerSa

Catasto teresiano di Sanzeno

CD

Conoscenza diretta

CC

Comune Catastale

DTT Dizionario Toponomastico Trentino

E

Est

F1

Foglio 1

F2

Foglio 2

F3

Foglio 3

GIML Glossarium infimae et mediae latinitatis di C. Du Cange

IP

Informatore del paese

LA

Libri di Archiviazione c/o APTn

LF

Libro Fondiario

MC

Mappe Catastali

N

Nord

O

Ovest

PAICo

Piccolo Archivio Inama di Coredo

PASIDe

Piccolo Archivio Sorelle Inama di Dermulo

S

Sud

SP 7

Strada Provinciale n. 7 (Per Coredo)

SS 43

Strada Statale n. 43 (Proviene da Taio e prosegue per Cles)

SS 43 dir

Strada Statale n. 43 diramazione (Inizia a Dermulo e prosegue per Sanzeno)

VASQ Vocabolario Anaunico e Solandro di Enrico Quaresima

 

                                            

Mappa Foglio 1 Mappa Foglio 2 Mappa Foglio 3
Foglio1NEW.jpg (180739 byte) Foglio2NEW.jpg (147907 byte) Foglio3NEW.jpg (206315 byte)

     

NOME

FONTI

DESCRIZIONE

Albera (f˛r alĺ)

F1 IP

Il toponimo deriva dal nome dialettale del pioppo e contraddistingue un terreno a N del Ciamperdon, fra le case di Bruno Emer e Ilda Inama, interessando le p.f. 347, 348, 349, 350 e 351. Il toponimo credo sia molto recente al punto di non averlo mai riscontrato in nessun documento. La zona nel Settecento e Ottocento era denominata Cigaiole, mentre in precedenza  era detta Preda.

 

Andrˇna (lĺ)

F3 CD ACDe1909
ASTn1695

 

Viottola fra le case ex n. 2-3 e 7-8, che confluendo nella vecchia Strada Imperiale, contribuisce alla formazione del luogo detto "alla Crosara."

Asolum (ad) 

Perg.C.Bragher1275
 

Ubicazione sconosciuta. Forse il toponimo originale era Solum, ossia terra o fondo. (GIML) Il termine ha una certa assonanza con Risola il quale a sua volta sembra designare il corso d'acqua che scorreva nella zona, ossia il Rio di Sola.
 

Audaral (al)

F2 ASTn1575 LiberGafforii1510
LA1858 CaTer
ADTn1541

 

 

 

 

 

 

 

(Laudaral, Auderal, Ual de Ral) Si tratta sicuramente della zona oggi chiamata Raut da Ral, individuata dalle p.f. dal n. 9 al 21. In passato il luogo in parola, iniziava immediatamente a sud del Rivalent, interessando quindi anche le p.f. dal 47 al 50, oggi denominate Sass. Il nome Ŕ il risultato della corruzione dell'originale Novalle de Rallo riscontrabile nel 1275. Di seguito espongo la sequenza mediante la quale, secondo me, il toponimo Novalle de Rallo si Ŕ trasformato in Audaral. NOVALLE DE RALLO in dialetto si pronuncia, considerandolo un'unica parola, "NOALDERAL", poi per velarizzazione, ossia quella caratteristica linguistica propria del dialetto noneso, per la quale la lettera "l" davanti a una consonante occlusiva dentale, quale la "t" o la "d", diventa "u" (ad esempio alt - aut) Ŕ diventato "NOAUDARAL". Infine si arriva ad "AUDARAL" considerando che la sillaba "NO" nella pronuncia, poteva essere confusa con la preposizione "IN". Nel 1510 infatti si trova "in Ual de Ral", dove il termine novale Ŕ stato stravolto dall'originale "in noal" a "in Ual". Lo scambio di vocale fra la "o" e la "u" era abbastanza frequente nel dialetto noneso, ne Ŕ un esempio la parola "neve" che in dialetto a seconda della zona Ŕ detta "neo" oppure "neu".

Aulivesso (in) 

Perg.C.Bragher1275
 

Ubicazione sconosciuta.

 

Bambin (al) 

F IP

Il toponimo contraddistingue la p.f. 855 oggi coltivata a frutteto e giacente nella zona di Ciamblonc. Il vecchio proprietario, Giovanni Endrizzi detto Bambin, era nato a Dermulo nel 1846 ed era morto celibe nel 1907. La famiglia Mendini era in possesso del terreno almeno dal 1882 e giÓ a quel tempo, probabilmente, veniva appellato con il soprannome di Giovanni Endrizzi, cioŔ Bambin.

Bassa Italia (zo Ĺn)

F3 CD

Sono cosý denominate le case ex 26, 27, 31 e 32 a valle della Strada Romana e anche la stessa strada. L'origine Ŕ sconosciuta e credo si tratti, vista la totale assenza di menzioni nelle fonti scritte, di una dizione rinascimentale.

Bazzolera

Libro: Taio nel XV  e  XVI Secolo
BCTn1438
Arch.Parr.Tres1438
 

(Bazolara, Bezolera) Luogo non identificabile dove nel 1438 fu redatto un documento di donazione da parte dei conti Thun alle comunitÓ di Taio, Segno, Mollaro, Tuenetto, Dardine, Tres, Vion e Torra, di una parte di montagna nella zona di Predaia. Si noti che Dermulo fu l'unica comunitÓ delle due Pievi di Taio e Torra a non beneficiare di questo lascito.

Beltrami (ai)

APTa1535

Luogo non identificabile che sicuramente ha preso il nome dal proprietario. Probabilmente si trattava di persone di Coredo dove nel '500  esisteva il cognome Bertram.

 

Bertolda (ala)  

F2 ASTn1680 CaTer

(Le Bertolde) Nel 1680 compare questo toponimo abbinato ad un bosco giacente nei pressi di un ôridoö e confinante con la proprietÓ di un Valemi di Taio. Nel 1721 la citazione "al Rivalem ossia alla Bertolda" ci toglie ogni dubbio sull'ubicazione del terreno che oggi possiamo individuare nelle p.f. dal 73 al 76, la parte a nord del Rivalent della p.f. 77 e le p.f. 78 e 79. Il nome ci fa capire che la terra era appartenuta ad un Bertoldo e le uniche persone note di Dermulo che portavano questo nome erano i due omonimi Bertoldo Cordini, viventi intorno alla metÓ del Cinquecento. Quindi, anche se non possiamo averne tutta la certezza, ci sono buone probabilitÓ che uno dei Cordini fosse l'antico proprietario del bosco. La declinazione al femminile era dovuta probabilmente al modo per allora consueto di appellare il bosco, ossia ôla sorteö.
 

Bert¨s (f˛r al)

F1 CD LF APTa1710 ASTn1554
LA1825 CaTer

Deriva dal nome proprio Alberto, probabilmente lĺantico proprietario. La stessa cosa si pu˛ dire di Bertuse e Bertusel. Bertus era anche il soprannome di un Gislimberto di Denno, e anche un cognome di Coredo, oggi estinto ma passato a soprannome della famiglia Zendron. La voce Bert¨s nel taron noneso, indica il termine "marito" o "padrone". A Dermulo oggi il toponimo comprende i frutteti racchiusi fra la SS 43 dir e la strada delle Plazze, a S dei Visenzi e a N delle Doivie. Le p.f. interessate sono la 601, 602, 603, 604 e 606. A volte Ŕ denominato Bertus il bosco (p.f. 410 e 411) sottostante la strada delle Plazze, in corrispondenza delle succitate particelle.

 

Bert¨se (f˛r ale)

F1 CD ACDe1857 LF MC ASTn1695
LA1823 CaTer

 

 

 

Frutteti posti a N delle Marzole. Il nome ha la stessa etimologia di Bert¨s e in passato probabilmente le due localitÓ appartenevano alla stessa persona. E' probabile che la declinazione al femminile plurale, derivi da un originale "stregle al Bertus", divenuto poi "Bertuse", sottintendendo il nome "stregle". Questo fenomeno l'ho osservato ad esempio con il toponimo Stregle Longe e Stregle Curte che in alcuni casi venivano dette rispettivamente Longe e Curte.

Bertusel (al)

ASTn1780 APTa1749
LA1825 CaTer

 

 

(Bertuselo) Piccolo terreno situato nella zona del Bertus, corrispondente alla p.f. 605. Il nome Ŕ il diminutivo di Bertus ed Ŕ probabilmente nato per l'esigenza di identificare due terreni appartenenti allo stesso proprietario, giacenti in una zona con lo stesso toponimo.

Bla¨m (f˛r al)

F1 CD ACDe1828 LF MC ASTn1681
LA1818 CaTer APTnCastelThun1569

 

(Blaunn, Bla¨) Piccolo frutteto e bosco posto a E della strada delle Plazze in corrispondenza dei Visenzi. Il toponimo interessa la p.f. 417, e le p.f. dal n. 419 al 432. In latino "bladium" significa biada e quindi forse "bladi¨m", da cui potrebbe derivare Bla¨m, indicava un terreno coltivato a biada.

Bˇrgo (el)

F3 CD ACDe1910

Con Borgo si identifica la parte di paese a N del Rio Pissarecel. Questo toponimo era giÓ usato almeno dal 1876, tanto che, appare citato assieme alla ZitÓ nella poesia ôEn viaz  atorn la Val de Nonö di Bepo Sicher di Coredo. Innegabilmente il nome descrive l'esiguitÓ dell'abitato in contrapposizione all'altra "frazione" detta ZitÓ, e credo, vista anche la mancanza di riferimenti documentali, che il nome abbia origini rinascimentali. Infatti nei documenti pi¨ vecchi la parte a N del Pissaracel era sempre detta "Oltra el Rý" o "Sopra la Chiesa".
Eĺ chiamata Via del Borgo, la strada che a N della chiesa di Santa Giustina, scende fino ad incrociarsi con la via Strada Romana.

Bos-c Lonc  (el)

F2 IP ASTn1719

(Bosco Longo) Bosco in localitÓ Pradi che costituito dalla p.f. 31, 34, 36, 38. Nel 1776 lo stesso luogo Ŕ identificato come Roggia Lunga.

 

BrÓide (f˛r ale)

 

F2 CD MC LF ACDe1860 ASTn1550
LA1819 CaTer  LiberGafforii1510

(Braida) Il toponimo, di origine longobarda, Ŕ abbastanza diffuso e indica dei terreni coltivati nelle vicinanze del paese. A Dermulo attualmente designa dei frutteti che si estendono a N del Rizan, a cavallo della SS 43 e a O di Ciamblonc.  Le p.f. interessate vanno dal 829 al 844 e dal 877 al 884. Nella zona delle Braide erano in passato comprese altre piccole localitÓ quali: al Canton, Stregle Longe, in Pian, oggi scomparse, e Rizan che invece Ŕ ancora vivo. Dalla SS 43, in prossimitÓ della casa di Lorenzo Endrizzi si dirama la Strada delle Braide, che dopo aver incrociato la strada che scende dal Ciamblonc, prosegue fino ad attraversare il Rizzan per portarsi sul CC di Taio.

 

BraidŔle (ale)

F2 LA1871

(Braidelle) Terreno costituito dalle p.f. n. 7 e 8 che in passato era chiamato anche Rivalent e oggi invece Cros. Il nome Ŕ chiaramente il diminutivo di Braide e si Ŕ formato sicuramente dopo il 1855, quando con la costruzione della nuova strada di concorrenza sinistra Noce, la superficie originale di questo terreno si Ŕ notevolmente ridotta, relegando il campo ad un'isola fra le due strade.

 

BroilÚt (el)

F3 ASTn1730 CaTer

Il termine broilo deriva dal celtico "brogilo" che indica un terreno recintato nei pressi della casa e per consuetudine escluso dalla servit¨ di pascolo. Nel 1780 era proprietÓ di Romedio Maria Mendini ed era localizzato a N della casa n. 23, contrassegnato dalla p.f. 150 nei pressi della Pontara. Naturalmente "broili" ce n'erano di altri a Dermulo, ad esempio nel 1681 Ŕ nominato un "Broilo presso la casa", (casa n.15); nel 1654 un altro "Broilo presso la casa", per˛ non ben definito.

 

Brusadýz (f˛r al)

F1 ACDe1822 IP ASTn1672
LA1818 CaTer

(Brusadizzi, Brusadicci) Eĺ la zona che si trova a destra della SP 7 di Coredo in corrispondenza dellĺincrocio con la SS 43 dir. Le p.f. interessate vanno dal n. 636 al 639, dal n. 643 al 645 e dal n. 661 al 668 compresa quindi anche la localitÓ che oggi Ŕ chiamata Laste. Inoltre, era anche detto bosco al Brusadiz, il grande bosco comunale corrispondente alla p.f. n. 646. Il toponimo Ŕ molto diffuso in Trentino in varie forme quali BrusÓ, Brusadi, Brusadý, Brusadic ecc. Nei comuni catastali confinanti con il nostro, si riscontra il toponimo a Coredo, nella medesima forma di Dermulo, Brusadiz, e a Taio nella forma Brusadi. Il nome, credo indichi la scarsa fertilitÓ del suolo, se non addirittura la natura rocciosa che permetteva la crescita di una stentata vegetazione, prevalentemente cespugliosa, da far sembrare quindi il luogo riarso dal sole. Non si pu˛ escludere, ma non Ŕ il caso di Dermulo, che toponimi simili si siano formati in seguito a importanti incendi.
 

Bus dele AngÓne (zˇ al)

F2 F3 CD

Piccolo anfratto nella roccia nei pressi della localitÓ Doss. Le angane erano delle figure leggendarie non dissimili alle streghe dette anche ninfe dell'acqua o Vivane, riconducibili al culto longobardo. Il toponimo esiste nella stessa forma nella Valle del Rio San Romedio.

 

Busa (f˛r ala)

F1 CD LF LA1838 Perg.C.Bragher1380

(Buxa) Frutteto posto fra il Gomer e le Ciasette costituito dalle p.f. 466, 472 e 473. Nel 1380 si trova il terreno alla Buxa, che potrebbe indicare sia questo toponimo che quello qui sotto. Nei documenti il nome, dopo la prima citazione, non Ŕ pi¨ comparso fino al 1838.

 

Busa (la)

F1 IP ACDe1881 LA1854

Bosco in pendenza posto a valle della strada di Ciambiel, dove questa incrocia la strada delle Plazze. Eĺ costituito essenzialmente dalla p.f. 390 ed era chiamato anche Teza di Ciambiel.

 

Busa (la)

F2 IP

Parte di terreno nella zona dei Pradi, corrispondente alla porzione a monte della p.f. 87/2.

 

Cagaýole (ale) F1 ASTn1726 LA1825 CaTer (*Cegiaiole, Zigaiolle, Cagaiole, Chegaiole, Kegaiole) Terreno fra le case di Bruno Emer e Ilda Inama, oggi denominato Albera e corrispondente alle p.f. 347, 348, 349, 350 e 351. Trattandosi di un toponimo scomparso, e visto che lo si ritrova in svariate forme, non sono in grado di dire con sicurezza quale fosse la forma originale, ma propendo per Cegiaiole. Se cosý fosse, abbiamo a che fare con un nome riguardante lo sterco. Anticamente la zona era detta alla Preda.

 

Campedelo (in) 

Perg.C.Bragher1275
 Perg.C.Bragher1357

(Campdel) Il nome manifesta una certa assonanza con Ciambiel, ma ritengo che il luogo sia da riconoscersi nel terreno a O della casa n. 23, quindi la futura p.f. 168, 169, 171 e 785, 786. In una pergamena del 1357 il toponimo appare nella forma Campdel. Da osservare la coincidenza che le p.f. sopraccitate sono state denominate anche "al Capitel", per l'edicola presente nei pressi. Il nome Ŕ molto assonante!

 

Campo Cordin  (al)

F1 ASTn1780 CaTer

(*Ciamp Cordin) Il toponimo fa riferimento al cognome Cordini, in passato molto diffuso a Dermulo, ma estinto giÓ alla fine del Seicento. Un Cordini era sicuramente proprietario di questo fondo ubicato nella zona delle Ciasete e contraddistinto oggi dalla p.f. 493. I possessi dei Cordini alle Ciasete non si limitavano sicuramente al citato terreno, ma erano ben pi¨ ampi di quanto comunicatoci dal toponimo. Il campo Cordin era entrato nelle disponibilitÓ della canonica di Sanzeno, forse tramite qualche lascito, e poi fu dalla stessa canonica concesso a livello.

 

Campovielmo (al)

ASTn1798 

(Camvielmo, Camviel) Sembrerebbe una storpiatura di Ciambiel, ma sicuramente non Ŕ cosý, poichŔ i due toponimi nel 1798, si trovano casualmente citati assieme. Forse un Vielmo o Guglielmo era proprietario del campo, e in questo caso possiamo pensare a Vielmo Aliprandini di Scanna e quindi alla famiglia Guelmi. Il terreno si trovava comunque nella zona di Ciambiel.

 

Canevaro  (al)

F3 ASTn1729 ASTn1554 ADTn1691 LA1825

(*Cianvar, Canevari, Caniparo) Il nome deriva da ciano, ossia la canapa alla cui coltura il terreno era destinato. Nel nostro caso si trattava di un prastello broilivo nella zona ai Orti, presso Cristano Emer. Il toponimo era utilizzato anche per designare un terreno (future p.f. 173 e 787) nei pressi della casa al Castelet, oggi occupato dalle pertinenze della casa n. 34 e dallo stradone e parte della stazione della Ferrovia Trento-MalŔ. Il toponimo era utilizzato nell'Ottocento anche per designare le p.f. 182, 183, 184 e 185 a nord della casa al Castelet. Un altro luogo chiamato al Canevaro, veniva citato spesso nella zona delle Fontanele, ed un'altro ancora alla Casetta con le p.f. 482 e 483 di cui abbiamo notizia fosse coltivato a canapa nel 1771. Anche in questo caso, come per il toponimo Broilo, potevano esserci vari luoghi designati con tale nome, ma quelli qui citati hanno avuto una certa continuitÓ negli anni, essendo nominati "al Canevaro" anche quando la canapa non vi era pi¨ coltivata.

 

Canton (al) 

ASTn1567

(*Cianton). Il toponimo era localizzato nella zona delle Braide, e pi¨ precisamente alle Stregle Longe. Dal nome presumo si trovasse all'estremitÓ e pi¨ probabilmente verso nord.

 

Capo la villa (in) 

ADTn1640

Si trattava della zona dove sorgeva la casa n. 9-10-11-12, cosý chiamata perchŔ appunto era in alto rispetto alle altre case del paese.

 

Castelet (al)

F3 IP ASTn1760 LA1830 APTnCastelThun1545

(*Ciastelet, Castelletto, Castiel, Castel) Era cosý chiamata la zona una volta prativa che dal Ciapitel si estendeva fino alla casa pi¨ tardi n. 9-12 e pure la casa stessa. Si tratta di una una delle pi¨ antiche del paese e sicuramente la prima di cui abbiamo una testimonianza documentale. Essa si pu˛ infatti riconoscere nella casa citata come appartenente al Maso del Casale nell'elenco dei beni vescovili a Dermulo del 1275. Forse il nome Castel o Castelet derivava dalla sua posizione prominente e isolata. Da ultimo ho formulato un'ipotesi circa l'origine del nome Castelet. Nelle investiture, a partire dal 1490, si esplicita che i beni di cui si parlava erano costituiti, oltre che dai soliti terreni a Ronch e a Campolongo, anche da una casa con prato, orto e Casaletto. Per casaletto, che alla stregua di casalino, indicava un sedime dove in precedenza esisteva una casa o dove se ne poteva costruirne una. Nel nostro caso si poteva intendere come terreno edificabile. Eĺ plausibile che la casa fosse stata indicata nei secoli scorsi, dapprima come casa del casale, e poi Casa del Casalet e infine, almeno dal Settecento, Casa al Castelet. Pronunciando Casalet o Castelet possiamo constatarne lĺeffettiva assonanza; la posizione della casa a poi sicuramente contribuito al consolidamento del nome, a volte semplificato in Castel o Castiel.

 

Castelnero (al) 

F3 IP ACDe1908 LA1823

(Castel Negro) Altro modo con cui veniva indicata la casa n. 9-12.  Inoltre il toponimo contraddistingueva il bosco p.f. 768 nella localitÓ Ciampet, venduto dagli eredi di Celeste Mendini al Comune di Dermulo nel 1909. Probabilmente il bosco in passato era appartenuto alla casa al Castelnero. Abbiamo notizia che nel 1854 tutto il colomello al Castel fu gravemente danneggiato da un incendio, ma la denominazione Castel Negro era di molto antecedente. Non si pu˛ escludere pure che Negro fosse l'abitatore dell'edificio, infatti un Negro o Niger detto Segalla Ŕ documentato come vivente a Dermulo prima del 1346.

 

CiambiŔl (f˛r a) 

F1 CD LF APTa1618 MC ACDe ASTn1554 LA1817 CaTer PAICo1608

(Cambiel, Campobello, Cambielo) Zona coltivata a frutteto delimitata a O dalla SS 43 e a E dalla strada denominata di Ciambiel. Campobello Rauti era anche uno degli otto settori in cui era stato diviso il CC di Dermulo nel 1859.  Le p.f. interessate vanno dalla n. 368 alla 403. In passato la spiegazione sul significato del toponimo Ŕ stata data abbastanza semplicisticamente, in quanto si era partiti dell'accezione italiana Campobello, peraltro riscontrabile solo sulle mappe e su qualche documento otto-novecentesco, invece che dall'originale Ciambiel. Non si pu˛ affermare infatti, che l'aggettivo "bello" indicasse un buon campo, ossia un campo fertile, dal momento che in noneso "biel" non significa niente, tantomeno bello. Il termine va quindi considerato nella sua integritÓ e il significato ricercato in un altro contesto. Un'ipotesi Ŕ che all'origine il nome fosse stato Ciampiel, a sua volta derivato da Ciampedel. (Probabile forma originale del Campedelo, citato nel documento del 1275.) Un'altra ipotesi Ŕ una derivazione da cambile (GIML), termine davvero molto simile, ovvero terreno coltivato a canapa. Cambis o canbis aveva lo stesso significato di cannabis. Questa evenienza non va sottovalutata, in quanto in antico, la coltivazione della canapa per confezionare vestiario o fabbricare cordami era molto diffusa e a Dermulo, giÓ sul finire del Quattrocento, la famiglia Cordini era attiva in questo settore. Nel Settecento la canapa era ancora molto coltivata e ne sono testimoni i vari luoghi denominati Cianvari. Un'ultima ipotesi la troviamo ancora una volta nel mondo celtico, dove il termine "camb" indicava l'aggettivo "ricurvo" ed in questo caso non possiamo non riconoscere la particolare morfologia di molti campi nella zona di Cambiel che si presentano ricurvi quasi a mo' di mezzaluna.
All'interno della zona di Ciambiel troviamo molti altri toponimi oggi scomparsi quali: Romenere, Leonarda, Spinate, Curte, Cigaiole, Teza e Longhe.

 

Ciambiel˛t  (f˛r a) 

F1 ASTn1705 LA1895

(Cambielot, Cambieletto) Diminutivo di Ciambiel e alla stregua di Bertusel Ŕ probabilmente nato per l'esigenza di identificare due terreni appartenenti allo stesso proprietario giacenti in una zona con lo stesso toponimo. Nel 1705 apparteneva a Vittore fu Vittore Inama e nel 1776 a Giacomo Antonio Inama di Taio che successivamente lo lasciava in ereditÓ a Giovanni Francesco Inama. Non escludo di poterlo meglio localizzare in futuro.

 

Ciambl˛nc (f˛r a)

F2 F3 CD ACDe LF MC APTa1716 ASTn1659 BCTn1472 ADTn1691 LA1825 CaTer APTnCastelThun1497 LiberGafforii1510

 

 

(Campolongo, Campolungo, Camplong, Camp Long, Campo Long, Campolonng, Campo Lono) Vasti frutteti che si estendono a E della strada delle Braide, oltrepassando pure la Strada del Mas. Le p.f. interessate vanno dal n. 801 al 827 e  dal 845 al 861. Il toponimo appare nei documenti, nella maggior parte dei casi nella forma Campolongo. Riguardo al significato, oltre a quello scontato di "campo lungo" a cui si Ŕ fatto sempre riferimento, non si pu˛ escludere un'altra origine ovvero da "plonica" (GIML) che vorrebbe dire a piombo, perpendicolare. Oppure da "campiones", che ha lo stesso significato di "campus". Nel DTT si ritrova il toponimo Cambionch, molto simile al nostro Ciamblonc, ed in questa eventualitÓ Ŕ chiaro che Cambionch non pu˛ significare "campo lungo". Nella zona di Ciamblonc erano presenti altri toponimi oggi scomparsi, quali Forex e Curte.

Ciamperdˇn (f˛r al)

F1 IP LF
ASTn1554
ASTn1723 LA1821 CaTer

(Campo Artondo, Camperdon) LocalitÓ costituita essenzialmente dalle p.f. 344, 345 e 346 che si trovano a valle della SS 43 dir, in prossimitÓ del bivio per Coredo. Oggi su parte di questa particella si erge la casa di Bruno Emer. Il significato pi¨ plausibile del toponimo Ŕ "campo tondo", come infatti si pu˛ constatare osservando la mappa. Quindi ha lo stesso significato del toponimo Tonda. Non sono da escludere per˛ altre etimologie, quali ad esempio una derivazione da redones, ovvero, la voce celtica che significa cavaliere. Quindi il Ciampredon o Praredon potrebbe essere stato il prato adibito al pascolo dei cavalli. Nel 1672 infatti compare il toponimo Pradont sicuramente coincidente con il Ciamperdon. Ciamperdon potrebbe anche derivare da Campertum ossia Champardum cioŔ terratico "quello che il fittavolo pagava in natura per seminare la terra altrui".(GIML)

 

CiampÚt (al)

F3 IP ACDe1828 LF ASTn1687 LA1823 CaTer

(Campet, Campetto) Era cosý designata la parte pi¨ a S del bosco delle Sort, posto a monte della Stazione della Trento-MalŔ. Al Ciampet, nella p.f. 766 alla fine del XIX secolo, sgorgava la sorgente che alimentava la fontana della ZitÓ. Le particelle interessate al toponimo sono: dalla 766 alla 770. Fra queste la 768 era denominata anche Castelnero. Questa zona oggi occupata dal Ciampet era in passato denominata Clesura al Castel e, prima dello stravolgimento otto-novecentesco, raggiungeva una considerevole superficie.

 

CianvŔcel (f˛r a)

F1 CD LF ACDe APTa1723
LA1818 CaTer

(Campovecchio) Frutteto a valle della SS 43 dir, a S del Ri dele Force e circondato dalle Ciasete. Le p.f. interessate vanno dal n. 539 al 543. L'aggettivo "vecchio", mediante il quale Ŕ stato tradotto il noneso "vecel" potrebbe essere fuorviante rispetto al vero significato del termine. Ritengo infatti che "vecel" sia una storpiatura di vecia ossia vÚccia, pianta della famiglia delle Fabacee utilizzata per pabulo.

 

CiapitŔl (al)

F3 CD ACDe1809 LF ASTn1662 ADTn1649 LA1820 CaTer APTa1657

(Capitel, Capitello). Zona  circostante al sacello dedicato alla Madonna di cui si trova la prima notizia negli Atti Visitali del 1649. In tale circostanza i visitatori vescovili, constatate le sue precarie condizioni, ordinarono che venisse ristrutturato o in alternativa demolito. Fortunatamente, dobbiamo arguire, prevalse la prima soluzione. Accanto al capitello, cresce la pianta di tiglio messa a dimora nel 1908 per commemorare il 60░ della reggenza dellĺImperatore Francesco Giuseppe. Il toponimo interessa le p.f. 173, 176 e 177.

 

CiapitŔl (al)

F1 LA1824 CaTer ASTn1745

(Capitel, Capitello). Bosco in prossimitÓ della Croce, nei pressi del sentiero che scende all'eremo di Santa Giustina. Ritengo che il nome derivi dalla forma particolare della croce ivi esistente che, per essere chiamata "capitel", dovrebbe essere stata incorniciata da una struttura lignea. Il toponimo interessava le p.f. 280, 281 e 282.

 

Ciarotýne (ale)

F2 IP

Frutteto alle Braide poco sopra i binari del tram, costituito essenzialmente dalla p.f. 878/3. L'etimologia Ŕ sconosciuta ma probabilmente si tratta di un soprannome riferito alle vecchie proprietarie.

 

Ciasa Nova (la)

F3 CD

Si tratta della casa costruita nel 1897 dai fratelli Germano e Geremia Emer.

 

Ciasalýn (al)

F2 IP APTa1618 ASTn1715 LA1895

(Casalin, Casallino) Il toponimo Ŕ da localizzarsi nella parte a N del L˛c e pi¨ precisamente nelle p.f. 292 e 293 attualmente in parte occupate dalla SS 43. Il nome, che deriva da "Casalinum", richiama lĺesistenza di antiche costruzioni e infatti verso il 1890, probabilmente durante la costruzione della strada che portava al Ponte di S. Giustina, vennero rinvenuti parecchi reperti archeologici.

 

 

CiasÚta (f˛r ala)

F1 CD ACDe1821 LF APTa1723 ASTn1663 LA1819 CaTer

(Ciasete, Casetta, Caseta) La Ciaseta, come risulta da certi documenti, era compresa nella zona di Ciavauden, interessando le p.f. dai numeri 474 al 485  e dal 531 al 538. Il nome si rifÓ allĺesistenza di qualche costruzione poi scomparsa. Sicuramente di un'antica presenza in loco ne Ŕ rimasta traccia nei frammenti di tegoloni e in qualche moneta  romana ivi rinvenuta. Le p.f. da 494 a 497 facevano parte del Beneficio Panizza; le p.f. 488, 489, 490 e 491 della Stipendiaria don Romedio Widmann. A circa un chilometro e mezzo dallĺinizio della SS 43 dir, a valle si dirama per circa 200 metri la Strada dele Ciasete.
Nel Catasto Teresiano il toponimo si trova esteso anche alle particelle sopra la SS 43 dir, oggi denominate Parissole e Fontanele (p.f. 547, 548 e 549, 550) per cui a volte si riscontra la specificazione Casetta di Sopra, come in altre occasioni ho trovato Casetta di Sotto per individuare la parte sotto la strada.
Altri toponimi, quali
Sabionare, Campo Cordin, Pomara, Pozzata di Sotto, erano in passato ricompresi in questa zona, ma non sono pi¨ utilizzati. Invece si Ŕ conservato il toponimo Tonda.

 

Ciava  (la)

F1 CD IP

Cava alle Plazze oggi dismessa.

 

CiavÓda  (la)

F3 CD ACDe1909

(Cavada) Eĺ cosý denominato il tratto iniziale della Via del Borgo che partendo dalla strada statale nei pressi della chiesa nuova, arriva fino alla casa n. 13-14. Il nome Ciavada significa "terreno dal quale si sono cavati materiali", forse sassi, ma pi¨ probabilmente sabbia o ghiaia. E proprio nel luogo dell'odierno stradone doveva trovarsi questa cava, che poi molto probabilmente, dopo essere stata sfruttata per il cantiere, fu conglobata nella stessa strada. Oggi nessuno rammenta la presenza di qualche traccia di scavo, quindi il toponimo, anche se nei documenti appare solo nel 1909, potrebbe essere anche pi¨ vecchio.

 

CiavÓuden (f˛r a)

 

F1 CD ASTn1561 APTa1710 MC LF ACDe1856 LA1817 CaTer

(Cavauden, Cavaudem) Frutteti pianeggianti posti allĺestremitÓ N del CC di Dermulo. Il toponimo prosegue sui Comuni Catastali di Sanzeno e di Coredo. Come contrada designata nel 1859 con il settore H, Cavauden abbracciava tutta la zona della Ciaseta, delle Fontanele e Parissole, interessando le p.f. dal n. 508 al 530. Anticamente si estendeva ad una zona ancora maggiore, spingendosi verso sud a monte della strada imperiale, fino alla Mora. Addirittura la zona del Pradaz sembra che in passato fosse detta Cavauden.  La zona di Cavauden appartenente al nostro CC Ŕ racchiusa fra il Ri dei Fossadi, le Plazze, la strada statale per Sanzeno e il territorio di Sanzeno, pure detto Ciavauden. Nel luogo in passato erano presenti altri toponimi quali: ai Sassi, Sotto la Strada (nel 1586 si trova "Cavauden inferius"), Sopra il Dos, ai Fossadi, Sgolma, TŔrmen, Glare e Paradis. Nel 1928 la zona di Cavauden fu individuata dal PodestÓ di Taio, come possibile campo di atterraggio di fortuna. Dalla SS 43 dir sul CC di Sanzeno parte la Strada de Ciavauden che si estende nella sua parte terminale nel CC di Dermulo.
Il nome Cavauden deriva dall'unione della particella CA- che si traduce con "al di qua" e -VAUDUM, poi divenuto Vaudem, che significava guado oppure bosco. (Le ricorrenze pi¨ vecchie del toponimo presentano sempre la lettera "m" finale, anzichŔ "n"). Ciavauden quindi significherebbe "luogo al di qua del guado", inteso come punto di attraversamento della forra del Rio San Romedio. In un documento di inizio Duecento ho trovato la parola "valdum" riferita al bosco sulla montagna di Lavarone e in uno scritto di investitura coevo, nel territorio di Udine, il termine "vaudum", sempre con il significato di bosco. Si noti innanzitutto come il termine sia praticamente corrispondente al tedesco "Wald" da cui credo derivi, e poi come sia a Udine che a Dermulo sia diventato "vaudum" per velarizzazione, ossia quella caratteristica linguistica propria del ladino per la quale la lettera "l" davanti a una consonante dentale quale la "t" o la "d", diventa "u". Per cui Ciavauden significherebbe "luogo al di qua del bosco". Fra le due ipotesi etimologiche propendo per la prima in quanto il bosco a cui si riferirebbe il toponimo, in quella zona sarebbe stato troppo esiguo per denominare una cosý vasta area.

 

Cimiterio (al)

F3 ASTn1774

(*Zimiteri, Cemeterio) Piccolo prato nei pressi del vecchio cimitero detto anche Sotto il SegrÓ.

 

Clesura (la)

F3 LF ACDe1910 ASTn1690 LA1819
APTnCastelThun1
596 CaTer APTnCastelThun1497

(Chiesura, Clausura, Clesure) Il termine indica un terreno situato all'interno dell'abitato, delimitato principalmente da strade o altri confini naturali. Le p.f. interessate vanno dal numero 187 al 190. Nei documenti cinquecenteschi spesso si trova citata anche come "Clesura al Castel", per la sua adiacenza con i beni detti al Castel. Era cosý designata la zona a prato declinante in direzione E-O verso il rivo, racchiusa fra la Strada Imperiale, la Ciavada, il rio Pissaracel e le pertinenze della casa 20-21. Prima della costruzione della strada di collegamento al ponte di Santa Giustina e della galleria della ferrovia Trento-MalŔ, la zona aveva unĺaltra morfologia, infatti a sud della Ciavada il prato declinava in direzione E-O verso il Pissaracel. Negli anni Sessanta del Novecento la ferrovia Trento-MalŔ si dot˛ di un percorso esclusivo, non pi¨ condiviso con la strads statale e in tale occasione fu costruita una galleria che dal paese portava alla localitÓ Pergolete. Il materiale di scavo della galleria fu sistemato a valle verso il rivo Pissaracel, il quale con l'occasione fu incanalato e quindi si form˛ lĺodierno piazzale fra lĺalbergo Victory e la chiesa.

 

Clesura (la)

F3  ASTn1798

(Chiesura) Questo terreno Ŕ da riconoscersi con la futura p.f. 152 a monte della Strada Romana e fra la casa n. 25, la casa n. 23 e la casa n. 24.

Cˇa (la)

F3 CD ACDe1924 LA1848

(Cˇva) Piccolo frutteto posto a valle della Strada Romana, in corrispondenza dellĺimbocco della strada dei Pradi, formato dalle p.f. 128, 129, 130, 131 e 132. Il nome indica la parte terminale di un terreno, cioŔ la coda.

 

Coda (la)

F2 ASTn1808

(*Coa) Piccolo prato e bosco nella zona dei Pradi corrispondente alle p.f. 92 e 93.

 

Cologna (a)

ASTn1767 CaTerCo ACDe1850

Zona boschiva e pascoliva sul CC di Coredo, confinante con il bosco comunale del Brusadiz, il Pradaz e il Raut. Nei documenti si ritrovano i Plazi de Cologna, Pradazzo di Cologna. In queste localitÓ, almeno nell'Ottocento, i dermulani avevano il diritto di pascolare le capre.

 

Contra (in) 

Perg.C.Bragher1275
 

Ubicazione sconosciuta. Nella scrittura potrebbe essere stato tralasciato l'accento sulla "a" e quindi il nome forse era ContrÓ. In tal caso doveva intendersi Contrada o Contrata, cioŔ una parte del paese, quale una via fiancheggiata da case. Se cosý fosse, noi potremmo riconoscere quella che presumibilmente fu la via principale di Dermulo, ovvero la Strada Romana nel tratto dove le si affiancarono le prime case. Nel documento del 1218 troviamo fra gli uomini di Dermulo beneficiati dal vescovo, un tale Bonomo figlio del fu Giovanni de Contrata. Bonomo quindi era stato identificato come abitante in contrada. Curiosamente, nel Settecento, questa parte dell'odierna via Strada Romana fiancheggiata dalle case, tutte appartenenti alla famiglia Inama, era chiamata "contrada degli Inama".

 

Cordini (ai)

F3 PAICo1608

Piccolo terreno a nord della localitÓ ai Orti dove oggi sorge il parco giochi e contraddistinto dalla p.f. 154. Il nome Ŕ palesemente in relazione alla famiglia posseditrice del campo, i Cordini.

 

Croce del Rivalem

F2 ASTn1781

(*Cros de Rivalem) Il Rivalem Ŕ sicuramente lĺodierno Rivalent. Nei pressi ancora oggi, esiste un crocifisso, e la famiglia Eccher chiama Croce il frutteto racchiuso fra la SS 43, il Rivalent e la Strada Romana. Si pu˛ ipotizzare che in passato la croce fosse posta alla confluenza fra la strada che scendeva dalle Braide con l'odierna Strada Romana, nei pressi del Rivalent.

 

Croce di Pontalto  (ala)

F1 ASTn1721

(*Cros de Pontaut) Indicava la croce presente all'intersecazione fra la strada imperiale che scendeva da Coredo in corrispondenza della Mora e la strada imperiale che conduceva a Sanzeno.

 

Crˇna dele Marzole (la)

F2 CD LA1856

(Crona a Pramartinel) Bosco molto scosceso a O di Sass e a sinistra del Rivalent, costituito essenzialmente dalle p.f. 81 e 82. Il nome crona indica un balza o scalino di una rupe a picco, e nel nostro caso il nome rispecchia perfettamente le caratteristiche morfologiche del terreno a cui si riferisce. Il luogo, a partire dalla seconda metÓ dell'Ottocento, risulta suddiviso fra i proprietari di campagna nella localitÓ delle Marzole, da cui deriva l'aggettivo della crona. Antecedentemente, invece, il luogo risultava in mano alla comunitÓ di Dermulo e il motivo di questa assegnazione ai  possessori delle Marzole, rimane a tutt'oggi sconosciuto. Si pu˛ solo ipotizzare che sia avvenuta come una specie di indennizzo.

 

Crˇs (f˛r ala)

 

F1 CD LF ACDe MC APTa1688 ASTn1646 CaTer LA1819 A.Parr.Cles1513 Perg.C.Bragher1380
 

(Croce, Croxe, Croze) Deriva dalla croce presente ab immemorabili allĺincrocio della vecchia strada per Pont Aut con il sentiero che scende verso lĺEremo di S. Giustina. (Forse la croce in tempi remoti era collocata un po' pi¨ a N, all'incrocio fra la strada di Ciambiel e quella delle Pergolete) Le particelle facenti parte di questa ampia zona vanno dal n. 277 al 290 e dal 312 al 323. Il bosco nelle immediate vicinanze della croce era detto al Capitel e questo ci illumina sulla forma che questo crocifisso doveva avere: possiamo infatti immaginare che esso fosse protetto da una struttura lignea a mo' di capitello. A volte si trova menzionata anche come "Cros di Santa Giustina".
Nel 1888 con la costruzione del tronco stradale di collegamento al ponte di Santa Giustina, la localitÓ Ŕ stata divisa in due parti.

 

Crˇs de Cambiel  (ala)

F1 ASTn1788 LA1820

Il nome si riferiva essenzialmente alle p.f. 321 322 323 ed era forse da ritenersi un'ulteriore specificazione del toponimo Cros, presente in altri luoghi a Dermulo.

 

CrosÓra (la)  

F3 APTa1710 ASTn1680 ACDe1809

Sta a significare un incrocio di strade. Era cosý detta la zona nelle vicinanze dellĺincrocio fra le odierne Strada Romana, e i due rami della Via Eccher. Nel Settecento era detta casa alla Crosara quella pi¨ tardi numerata con il 2-3. In un documento si trova citato anche il Colomello alla Crosara. In questo luogo esisteva fino a non molti anni fa un crocefisso, poi ricollocato in altro luogo perchŔ d'intralcio alla moderna viabilitÓ.

 

Curte (ale)

F2 ASTn1752

(Corte) Terreno nella zona di Ciamblonc che dovrebbe corrispondere alle p.f. dal n. 851 e 857. Ritengo che Curte sia stata l'abbreviazione di "stregle curte", in contrapposizione e per distinguerlo dalle "Longe" ovvero Stregle Longe. Come accaduto per il toponimo Broilet, essendo un nome legato alle caratteristiche specifiche del campo, e quindi replicabile in altri luoghi, esistevano sicuramente altre occorrenze, una delle quali a Ciambiel, qui sotto riportato.

 

Curte (ale)

F1 ASTn1699

Terreno nella zona di Ciambiel e pi¨ precisamente corrispondente alla parte pi¨ a S dell'attuale localitÓ alla Pinza.

 

De lÓ del Ri (al)

F3 ASTn1771
LA1821

(De la del Rivo, Di la dal Ri) Questa asserzione presuppone che il nucleo principale fosse ôal di qua del rýö, ossia alla ZitÓ, e quindi la zona a nord del Pissaracel era detta ôal di lÓ del rýö. Il luogo che in antico era detto Oltra al ri, corrisponde all'odierno Borgo. In un documento del 1771 si dava un'ulteriore precisazione al luogo aggiungendo al toponimo, "Sopra la Chiesa".

 

Dietro la Casa

F2 F3 ASTn1780 CaTer

Nel catasto del 1780 era cosý definito lĺodierno Loc, proprietÓ allora, della nobile famiglia Inama di Fondo.

 

Doivie (ale)

F1 CD ACDe1894 APTa1618 ASTn1646 CaTer LA1800

(Doi Vie, Duevie, Due Vie) Frutteto racchiuso fra la SS 43 dir e la Strada delle Plazze, a S del Bertus. Le p.f. interessate vanno dal n. 607 al 610. Saltuariamente venivano definiti alle Doivie anche i terreni nelle vicinanze delle due strade, sia a valle che a monte. Per cui nel 1778 troviamo al Raut, ossia alle Doi Vie le p.f. n. 624, 625 e 626. Nel 1781 le stesse future p.f. e anche quelle pi¨ a sud, p.f. n. 627, 628, 629 e 630, 631 e 632 erano dette "Sopra le Due Vie". Nel 1830 Ŕ contraddistinto come arativo alle Pinze o Due Vie il terreno p.f. n. 362. In epoca recente il toponimo Ŕ stato a volte usato per contraddistinguere il frutteto a S della Preda, al bivio per la SP 7 per Coredo. Nel 1381 il luogo era denominato in Vala Bernaya e nel 1625 Val Merlai.

 

Dos di Cavauden 

F1 ASTn1723

(*Doss de Ciavauden, Dos) Altra denominazione del Doss dele Plazze o Poinela che una volta esisteva a E del Plan del Cuc¨. Dopo gli anni '50 del Novecento fu demolito dalla ditta Lorengo di Cles per ricavarne sabbia e ghiaia. Anche il terreno a nord del dosso costituito dalle future p.f. 508 e 509 per la sua vicinanza era a volte denominato "al Dos di Cavauden" o "sopra il Dos di Cavauden".

 

D˛ss (zˇ al)  

F2 CD ACDe1910

Non si tratta in realtÓ di un vero e proprio dosso ma di una baulatura boschiva, delimitata  da ovest e da sud dalla strada dei Pradi. Nellĺ Ottocento il luogo era chiamato Doss del Tez o semplicemente Teza. Il toponimo Ŕ da ascriversi alla p.f. 113, anche se non si pu˛ escludere venisse usato per il pascolo-bosco comunale a valle della strada. (p.f. 110, 111 e 112). Nel Settecento il toponimo Dos indicava il piccolo rilievo alle Plazze, oggi non pi¨ esistente.

 

D˛ss del Tez 

F2 ASTn1780 ACDe1828 CaTer

(Dos del Teg) Eĺ il vecchio nome del luogo che pi¨ tardi sarÓ chiamato solamente Doss. Verso la metÓ dell'Ottocento era detto anche Tega (Bosco ai Pradi ossia alla Tega). Il toponimo Ŕ da ascriversi alla p.f. 113, anche se non si pu˛ escludere venisse usato per il pascolo-bosco comunale sotto la strada (p.f. 110, 111 e 112). Nel 1716 si cita anche la Roza del Teg, piccolo rigagnolo della zona. In passato esistevano altri due boschi detti ala Teza, uno a Ciambiel e lĺaltro a Somager.

 

D˛ss dela Colombara

F1 CD

Dosso ora sommerso dal lago di Santa Giustina, visibile talvolta in primavera, quando il livello del lago Ŕ basso. E' localizzato proprio di fronte alla diga, sulla sinistra dellĺimbocco di Pont Aut. Il nome Colombara non l'ho mai riscontrato in nessun documento, in quanto la zona veniva identificata con Pont Aut. Il dosso era un insediamento dellĺetÓ del Bronzo.

 

D˛ss dele Plazze 

F1 IP

Si tratta del dosso detto anche Poinela che una volta esisteva a E del Plan del Cuc¨. Dopo gli anni '50 del Novecento fu demolito dalla ditta Lorengo di Cles per ricavarne sabbia e ghiaia.

 

Fassa Longa

F3 APTa1618

Il toponimo compare nel regesto dei documenti presenti nella sacrestia della chiesa di Dermulo, in riferimento ad un inventario dei beni spettanti alla stessa chiesa nel 1618. Nella trascrizione si specificava che il terreno era un prato giacente nel luogo Sotto la Chiesa, detto Fassa Longa. Sicuramente il prato si pu˛ riconoscere in quello che in documenti pi¨ tardi era chiamato Sonda Longia e quindi corrispondente alle future particelle n. 216 e 217. Rimane il dubbio, vista l'unicitÓ della menzione, che non si sia trattato di un errore di lettura del nome "Fassa" da parte del regestatore, benchŔ il termine si possa considerare un sinonimo di "Sonda".

 

Fasse (via ale)    

F2 F3 ACDe1908 APTa1721 MC LF CD ASTn1581 CaTer LA1823 APCles1640

 

(Fassa) Frutteti a N di Poz a valle della Strada Romana e a S di Lamport.  Il nome indica l'originale struttura della zona che evidentemente si presentava a fasce di terreno coltivato, forse alternate da bosco. Nel GIML sono presenti diversi termini, quali Fascia, Faicia, Faissa, Fayssia, Faxa per i quali si intende "fascia di terra vicino a casa". Il toponimo Ŕ molto diffuso in Trentino tanto che nel DDT si riscontrano decine di occorrenze.

FassÚta (ala)

F3 ACDe1891 ASTn1745 LA1904

Diminutivo di Fasse. Piccolo terreno formato solo dalla p.f. 219, oggi occupato dalla casa di Egidio Endrizzi, denominato anche Poz, e in passato Fontana o Sot Fontana. Nel 1745 era denominato allo stesso modo il piccolo prato costituito dalla futura p.f. 220.

 

Feuril (a) 

F2 Perg.C.Bragher1340
 Perg.C.Valer1529

(Feurilo, Feurillo) Altra antica denominazione dei Pradi. Questa zona apparteneva a Castel Valer i cui dinasti la concedevano in locazione perpetuale a diversi soggetti. La prima attestazione risale al 1340, quando il dominus Enrico di Castel Valer locava una porzione di prati a Nicol˛ di Campo Tassullo. Il prato confinava da una parte con la rupe (saxo alto) e da due parti con lo stesso locatore. Delle due porzioni di prato confinanti una risultava giÓ locata a Nascimbene fu Raimondino di Dermulo e l'altra a Muzo di Campo Tassullo. Credo che il toponimo avesse etimologicamente, una certa relazione con "feudo". Lĺaiutante del pievano di Taio durante la regestazione di due documenti del 1534 e 1537 lesse "i pradi di Ternel". La disponibilitÓ del documento originale del 1534 a fugato ogni dubbio in quanto si pu˛ leggere chiaramente Feuril.

 

Fogette (ale)

ASTn1743

Era un terreno arativo, si dice, in parte sul territorio di Taio e in parte su quello di Dermulo che nel 1743 era proprietÓ di Antonio Rosetta. Essendo il terreno descritto in parte su Taio e in parte su Dermulo, con questa caratteristica non poteva che trovarsi che nella zona dei Plani. Riguardo all'etimologia, Fogette potrebbe essere un soprannome (forse diminutivo del soprannome Fogia?). Nel 1693 si riscontra il toponimo ai Fogetti, nelle pertinenze di Taio.

 

FondarŔl

ACDe1859

Era un campo proprietÓ di Costante TamŔ, ma non se ne conosce lĺubicazione.

 

Fontana (via ala)

F3 CD

 

 

Il toponimo, ancora oggi vivo e designante la piazzetta nei pressi della casa ex n. 24, era riferito alla fontana ivi esistente. Essa, costruita dopo molte vicissitudini alla fine del Settecento e ristrutturata pi¨ volte, forniva lĺacqua potabile alle case poste a sud del Pissaracel, ovvero alla ZitÓ, infine fu demolita nel 1958. Per la sua ubicazione vicino alla casa n. 24 nellĺOttocento era chiamata anche Fontana agli Emeri.

Fontana (ala)   

F3 CaTer ASTn1695 APTn1545

Il toponimo designava i terreni a Poz nei pressi di quella che pi¨ tardi sarÓ chiamata Fontanazza. Sicuramente nel Settecento erano chiamate "alla Fontana" le future p.f. 210, 214, 218, 219 e 220. Non risulta da nessun documento quando sia avvenuta la trasformazione da classica fontana a cisterna, visibile fino a una trentina di anni or sono. Tale fonte era  sicuramente il pi¨ antico punto di approvvigionamento idrico del paese. Il nome Poz della zona, deriva presumibilmente dallĺesistenza di questa sorgente. Nel 1545 Ŕ descritto il luogo detto "Sot Fontana".

Fontanazza (la)

F3 CD

La Fontanazza Ŕ il nome pi¨ recente con il quale era conosciuta la vecchia fontana di Poz. Probabilmente il dispregiativo era entrato nell'uso comune per le cattive condizioni del manufatto. Oggi purtroppo della Fontanazza Ŕ stata demolita a seguito dei lavori di allargamento della Strada Romana. Essa si trovava quasi di fronte alla casa di Egidio Endrizzi, a monte della suddetta via.

 

Fontanele (f˛r ale)

F1 CD APTa1710 ACDe1857
ASTn1676 LA1848

 

Frutteti e boschi a monte della SS 43 dir e a S del Ri dele Force, per la gran parte sul CC di Coredo. Il nome indica la presenza di molte polle.

 

ForÓm (al)

F1 IP ACDe1876

(Forame) Era un bosco scosceso di proprietÓ comunale posizionato sulla destra di Pont Aut e oggi sommerso dal lago di Santa Giustina. Nel secolo scorso il Foram era uno dei luoghi dove venivano assegnate le sorti di legna. Il nome deriva dal latino "foramen" ossia cavitÓ, anfratto, caverna di cui il luogo era sicuramente ricco.

 

Fˇrche (ale)  

F1 ASTn1752 LA1837

(*Force, Forca) Boschi e prati nel CC di Coredo, da cui ha preso il nome anche il piccolo rivo che scorre nelle vicinanze. Molto spesso il toponimo compare come "a Cavauden ossia Forche". Tali terreni sono storicamente sempre stati proprietÓ dei dermulani.

 

Forex (in) 

F2 F3 LiberGafforii1510
 

Terreno non ben identificato nella zona di Ciamblonc. Vedi Toresco.

 

Formnum (in) 

Perg.C.Bragher1275
 

Ubicazione sconosciuta. Se fosse attinente a Forex qui sopra riportato, il luogo si troverebbe nella zona di Ciamblonc.

 

Fˇssadi

F1 LF APTa1710 ACDe ASTn1759

(FossÓ) Terreni a valle dell'omonimo rivo, costituiti dalle p.f. dal n. 499 al 507. Era denominato Fossadi anche il bosco comunale p.f. 451/2 posto a cavallo del rivo, fino al ponte della strada delle Plazze. Il rý dei Fossadi Ŕ la continuazione del Ri dele Force sul CC di Dermulo.

Fuganti (alli)

F2 ASTn1695

Prato nella zona dei Pradi che nel 1695 apparteneva ai fratelli Giovanni Giacomo, Ottavio e Vittore Inama. Risulta evidente che il menzionato prato era appartenuto ad un Fuganti di Taio. Oggi si pu˛ localizzare con le p.f. 87/4, 87/5 e forse anche una parte di p.f. 87/3.

 

Giare (ale)

F1 ADTn1700

(*Glare, Grare) Terreno pi¨ spesso denominato ai Sassi ubicato nella zona di Cavauden e corrispondente alle future p.f. 510 e 511. Il nome denota chiaramente la natura ghiaiosa del terreno.

 

GomÚr (f˛r al)

F1 CD ACDe1859 LF ASTn1561 LA1817 CaTer Perg.C.Bragher1357b APTnCastelThun1540

 

(Grumer, Gromer, Gromir) Frutteto a N dei Visenzi e a O della Busa. Considerando le pi¨ antiche testimonianze documentali, quali una pergamena del 1357, dove si trova "al Grumero", e altri scritti cinquecenteschi dove appare il toponimo "Gromer", si deve concludere che "Gomer" ne fosse stata la storpiatura. Questa trasformazione Ŕ stata facilitata anche dall'esistenza nella parlata dialettale nonesa di tale termine, "gomer", per designare il versoio dell'aratro. Le p.f. interessate vanno dal n. 459 al 464. Nella zona del Gomer, il terreno coltivato fino ai primi anni dell'Ottocento era molto ridotto, infatti esso appariva come un'isola in mezzo al bosco. Etimologicamente, si possono fare alcune ipotesi ricollegando Grumer al toponimo Grumo, molto diffuso in Italia. Per cui Grumo si dice derivare dal latino "agglomerato di case" o in alternativa dal greco "drumon" ossia quercia. Ancora in latino "grumus" indicava anche un mucchio di terra. Se invece consideriamo il termine "Gruma" ovvero "Gronna" (GIML) cioŔ zona paludosa, che non sarebbe da escludere per la localitÓ interessata, avremmo un altro toponimo da aggiungere agli altri designanti le stesse peculiaritÓ (Palusele, Pozzata, Mora, Rizzai, Pozzelonghe) disseminati in questa parte di territorio.

 

Gorgo (zˇ a)

APTa1482

Il toponimo Ŕ oggi presente a Taio nella forma Gorc. Considerando che l'unica apparizione del nome Ŕ stata riscontrata nei regesti dei documenti presenti nella chiesa di Dermulo, i quali si sono spesso dimostrati imprecisi e non immuni da errori, bisogna perlomeno mettere un punto di domanda sull'effettiva esistenza del toponimo.  Il nome potrebbe essere stato scambiato ad esempio con Greggio o forse il terreno era a Taio e non a Dermulo. Se invece fosse stato a Dermulo l'etimologia del nome ci permetterebbe di localizzarlo lungo il rio Pissaracel, molto probabilmente nella zona oggi chiamata Poz. Gorgo infatti deriva dal latino Gorgus o Gordus la cui definizione in GIML Ŕ la seguente: "locus in fluvio coarctatus piscium capiendorum gratia".

 

Graun (al)

Cod.Clesiano 1391

Nel codice clesiano si trova ôal Graun apud rivum aquaeö. Non avendo visto il documento originale ma solo la trascrizione, "Graun" potrebbe essere stato un errore di lettura, considerata la somiglianza di grafia con Grumer, per cui ritengo che il luogo fosse il Gomer

 

GrÚggioto (al)   

F1 APTa1710 ASTn1646

(GrÚzot, Grezzot) Non si trattava del luogo oggi denominato Grezot, ma designava alcuni terreni che dalla seconda metÓ del Settecento erano denominati Pozzata e attualmente Raut e pi¨ precisamente le attuali p.f. dal n. 581 al 590. Nel 1646 appare in un documento il terreno al Grezot proprietÓ di Marino fu Valentino Inama, che ritengo si riferisse alla medesima zona.

 

GrÚute (ale)

F1 LF ASTn1681 ACDe1875 LA1840 CaTer

Piccolo frutteto nella zona delle Bertuse costituito dalle p.f. 303 e 304. Anticamente sembra che il toponimo si estendesse pi¨ a valle delle sopraccitate p.f., interessando almeno le particelle n. 305 e 306. Nel 1875 qualcuno, forse sentendosi danneggiato dallĺoperato del Guardiaboschi Vigilio TamŔ, proprietario del fondo, infierý sulle piante di vite e gelso. Il nome deriva forse da creuta (GIML) cioŔ caverna ma nei paraggi non ne esiste alcuna. Oppure da greusa/greugia (GIML) ovvero gravame. Pi¨ semplicemente potremmo avere a che fare con un soprannome non pi¨ identificabile. Il terreno alle Greute almeno dal 1728 era uno dei due terreni (l'altro era alla Mora) che apparteneva alla Cappellania Lauretana di Castel Bragher.

 

GrÚz (al)    

F2 LA1892 CaTer ASTn1790

(GrÚggio, GrÚggi) La localitÓ comprendeva il bosco al Raut da Ral costituito dalle p.f. 47 e 48, la parte a sud del Rivalent della vicina p.f. 77 e la parte a valle delle p.f. 49 e 50. Il nome "greggio", "grez", "grezivo", "grezot" era molto comune, perchŔ indicante una condizione di scarsa fertilitÓ del terreno, derivante dalla sua particolare struttura. Oppure poteva designare un terreno abbandonato che per˛ con le opportune cure era possibile ridurre a coltura. Per cui terreni di questo tipo ve n'erano diversi disseminati sul territorio, ma solo in limitati casi assurgevano a toponimo.

 

Grez˛t (zˇ al)

F3 CD LF MC ASTn1749 ACDe1866  LA1828 CaTer

 

Bosco una volta comunale ora della chiesa, e frutteti declivi compresi fra il Pissaracel e la Coa, separati dalla parte iniziale della strada dei Pradi.  Le p.f. sono comprese fra il n. 139 e il 148.

 

Ischia (al')

F2 ASTn1681 LA1848

(Iscla) Terreno ai Pradi in riva al torrente Noce formato dalle p.f. 97 e 98. Al termine "iscla" sul GIML si legge "alluvio accrescens ager vel insula e terris flumine advectis" quindi "isola fra le acque di un fiume". Nella zona di cui si parla esistono due ischie le quali in passato facilitavano l'attraversamento del fiume e dove esisteva un ponte che aveva dato il nome al vicino terreno Pra da Pont. La stessa etimologia di ischia la troviamo nel toponimo Scol.

 

Ischietto (al')

F2 PASIde1808 LA1848

(Ischielo *Isclet) Terreno nella zona dell'Ischia di dimensioni pi¨ ridotte rispetto al principale corrispondente alle p.f. 95 e 96.

 

Lamp˛rt (via a)

F1 F2 CD ACDe1908 LF ASTn1552 LA1824 CaTer LiberGafforii1510

(Amport, Mport) Frutteto a N delle Fasse e boschi a valle di questo. Ad inizio secolo nella zona vennero alla luce alcuni reperti archeologici. Le p.f. interessate vanno dal n. 266 al 276. Forse la lezione originale era "Port" toponimo riscontrabile in altre zone del Trentino con significato di sbocco. Nel nostro caso potremmo intravedere questa caratteristica, uscendo dal sentiero che proviene dal sottostante eremo di Santa Giustina. La forma pi¨ antica riscontrabile nei documenti Ŕ "Amport" che potrebbe essere nato per concrezione di "Port" con le particelle "a", "in" o "en". Per cui la sequenza Aport, Anport, Amport. Infine per una successiva aggiunta della proposizione "al" ad "Amport" e conseguente nuova concrezione, il nostro toponimo si Ŕ trasformato nella forma attuale "a Lamport".

 

Laste (su ale)

F1 CD ACDe1860

(Laste rosse) Il nome, in passato denominato Brusadizzi, deriva dalla roccia rossa affiorante. Nella zona si rinvengono degli aculei fossilizzati appartenuti ad animali preistorici. Eĺ denominata Strada delle Laste la strada che dalla SS 43 dir, porta con una notevole pendenza a detto luogo. Proseguendo Ŕ possibile raggiungere il Maso Voltoline. Le p.f. interessate vanno dal n. 661 al 668.

 

Late (f˛r ale)

F1 CD LF MC ACDe PAICo1608 ASTn1646 APTa1798 LA1836 CaTer
 

(Latte) Bosco comunale formato in gran parte dalla p.f. 646, ma anche dai frutteti delle p.f. dal 647 al 651 ed in passato dalla p.f. 669/1 (Brusadiz), oggi chiamata Laste. Nei primi documenti trecenteschi le future p.f. dal 647 al 651 erano dette Ronc e evidentemente solo in seguito hanno ricevuto il nome della zona pi¨ a nord. In dialetto le late sarebbero delle pertiche, per cui, probabilmente, il luogo ha preso il nome dalla presenza di piante dal fusto sottile, ma molto alto.

 

Leonarda (ala)  

F1  ASTn1745 ACDe1850 CaTer LA1824

(Lenarda, Lenarde) Il terreno era localizzato nella zona di Ciambiel e corrispondeva alle p.f. 370, 371, 372 e 373. Il toponimo deriva da Leonardo, probabilmente lĺantico proprietario del terreno. Visto che di tale nome a Dermulo si sono riscontrate pochissime occorrenze, possiamo con buona approssimazione restringere il campo degli indiziati a Leonardo Inama, morto intorno al 1535, Leonardo Massenza, morto nel 1649 e Leonardo Endrizzi, morto nel 1684. Purtroppo tutti, risultavano avere dei possessi a Cambiel, quindi per ora non posso aggiungere altro.

 

Lizzai (a)  

F1  ASTn1684

(Lizai, Liscai, Licai) Si tratta senza alcun dubbio del toponimo Rizzai. E' probabile che il nome originale fosse stato Liscai, cosý come individuato in un documento del 1553, e poi si sia via via modificato in Licai, Lizai e consolidato in Rizzai a partire dal XIX secolo. A conferma di ci˛, riscontriamo la prima apparizione documentale della forma Rizzai solo nel 1742. Per tutto il Settecento si trovano le due forme Rizzai e Lizzai, con una prevalenza di quest'ultima. Dall'inizio dell'Ottocento la forma Lizzai scompare per lasciare il posto definitivo a Rizzai. Etimologicamente il termine Rizzai sembra la designazione dialettale di rigagnoli; Lizzai invece, se diamo per buona la prima forma originale attestata cioŔ Liscai, potrebbe invece derivare da lisca (Lischa GIML) ossia la festuca. Quindi il significato sarebbe terreno coltivato a festuca.

 

L˛c (dÚnt al)

F2 F3 CD ACDe1881 ASTn1741 LA1889

(Logo, Luogo) Frutteti pianeggianti a N del paese proprietÓ delle famiglie Emer. L'accezione "Loc" sembra essere relativamente recente in quanto nei documenti pi¨ vecchi la zona Ŕ chiamata Dietro la Casa o a volte anche Ciasalin. Il termine Loc indica un terreno coltivato a vite. (VASQ)

 

L˛nghe (ale) 

F1 APTa1750 ASTn1681

(Longe) Campo nella zona di Ciambiel che confinava con il fondo della chiesa di Taio. Nel 1681 confinava con un terreno della mensa episcopale. In un documento del 1769 troviamo il toponimo "Stregle Longhe ossia a Cambiel" a conferma che Longhe ne era l'abbreviazione. Il toponimo Stregle Longhe esisteva anche nella zona delle Braide.

 

Lorenzin ( al)

F2 IP

Frutteto nei pressi della casa di Depaoli Lino, corrispondente alle p.f. 820/1 e 820/2. Il toponimo Ŕ chiaramente derivato dal nome del vecchio proprietario Lorenzo Inama.

 

Lusciole (ale) 

ASTn1558 AP1689

(Lusciola) Forse se pronunciato "L¨s-ciole", il toponimo potrebbe indicare il nome dialettale della lucciola. L'ubicazione non Ŕ nota, l'unico indizio che abbiamo su questo toponimo Ŕ che almeno uno dei due terreni cosý contraddistinti, apparteneva agli Inama di Fondo per cui analizzando i possessi della famiglia potremmo restringere il campo a Loc, Braide, Poz e Pergolete; forse  a quest'ultimo che sembra essere un toponimo di pi¨ recente origine.

 

Manso Casalis  

Perg.C.Bragher1275
 

Il maso del casale Ŕ da riconoscersi nella ex casa n. 9-10-11-12, detta al Castel o Castelet per secoli proprietÓ della Mensa vescovile.

 

MarianŔl  (al)

F2 IP

Prato in localitÓ Pradi costituito dalla p.f. 87/2 e 87/3 che riprende il soprannome del suo vecchio proprietario Emanuele Inama detto Marianel.

 

Martini  (alli)

F3 ASTn1693

Terreno nei pressi della casa nova dei Cordini. Il nome si riferisce chiaramente alle vecchie proprietÓ di Martino Cordini.

 

Marz˛le  (f˛r ale)

F1 F2 CD LF MC APTa1618 ASTn1753 PAIco1688 CaTer LA1817

(Marzol, Mazzole, Mazzolle) Frutteti pianeggianti a N del Plantadiz e a S delle Bertuse e della Cros. La zona, formata dalle p.f. dal n. 294 al 302, in antico era un'entitÓ unica pervenuta nelle disponibilitÓ dei Thun di Castel Bragher nel Seicento. Intorno al 1670 i Thun lo concessero in investitura perpetuale a Giovanni Battista Inama, i cui discendenti poi, si affrancheranno divenendo  proprietari del terreno. (Essendo il documento del 1688 un rinnovo, il contratto precedente che era il primo, poteva risalire al 1670.)  Le p.f. 301 e 302 a valle della strada che porta a Sanzeno erano denominate anche al Poc. Etimologicamente, secondo gli esperti, Marz˛la deve il suo nome al tipo di terreno, in quanto deriverebbe probabilmente dal latino "marcidus" ossia marcio, per indicare un terreno umido e perci˛ verde di vegetazione. Oppure da "martius" ossia marzo, intendendo un terreno che si coltiva o si dissoda a marzo. In quanto alla prima ipotesi mi sembra che il terreno delle Marzole sia tutt'altro che umido, per cui al limite potrebbe passare che derivi da marzo, ma secondo me invece, molto pi¨ probabilmente si tratterebbe di un soprannome. Forse come altri casi, quali ad esempio dalle stregle al Bertus di arriv˛ alle Bertuse, cosý dalle "le stregle del Marzola" si arriv˛ alle Marzole. Era chiamata Strada delle Marzole, la via che partendo dal Borgo, transitando per il Porteget sotto la casa primissariale (ex n.16), saliva fino ad oltrepassare l'attuale cimitero per poi sbucare nella strada per Sanzeno (oggi la SS 43 dir). Ai proprietari delle Marzole, non so in base a quale compromesso, apparteneva il bosco scosceso sotto Sas, detto Crona delle Marzole.

 

MÓs   (su al)

F2 CD LF ACDe

(Maso Rauti, Maso del Rauto, Maso dele Plazze). Maso che appartiene al CC di Coredo, anche se la casa rustica al Mas che portava il n. 33 era sul CC di Dermulo. Dopo il compromesso con il quale le p.f. n. 732, 733/1, 733/2 e 735 erano passate dal CC di Dermulo a quello di Coredo, la suddetta casa rimase per metÓ su Dermulo e metÓ su Coredo. Il maso a cavallo fra il Settecento e lĺOttocento era giÓ proprietÓ dei conti Thun di castel Bragher che avevano nella famiglia Massenza di Dermulo i loro affitalini e manenti. Circa a metÓ dellĺOttocento il maso pass˛ in proprietÓ a Giuseppe Mendini di Taio ed infine a Giuseppe Depaoli di Terlago, i cui discendenti lo posseggono tuttora.
La strada che si dirama dalla statale, nei pressi del Consorzio Agrario adducente al maso e detta Strada del Mas.
 

MÓs del Widmann

F3 CD

Si tratta della casa ex n. 25 oggi proprietÓ dei fratelli Eccher ai quali era stata venduta dai fratelli Emer trasferitisi a Taio negli anni Settanta del Novecento. In precedenza era appartenuta ai baroni Widmann.

 

MÓs dela Fam (el)

F2 CD ACDe1850 PADepaoli

Altro nome del Maso Rauti indicante la situazione poco florida e le condizioni poco favorevoli alle quali andavano incontro i fittavoli.

 

Maso Martini (al)

F3 CD LA1856

(Maso) Si trattava della futura casa n. 1 e del terreno limitrofo che la famiglia Martini di Taio possedeva a Dermulo.

 

M˛ra (f˛r ala)

F1 CD LF ASTn1780 CaTer LA1825

(Pra da Mora) Frutteto a S di Rizzai, compreso fra la Strada della M˛ra (o delle Parisole) ed il Ri dela M˛ra. Le particelle interessate sono dalla n. 565 alla 569. E' da credere che la Val Mora menzionata in un documento dell'ACde del 1883, si riferisse alla parte di valle percorsa dal Ri dela M˛ra, nei pressi del torrente Noce. Il GIML a proposito di Mora riporta: locus palustris, acquaticus, palus, stagnum quindi anche questo toponimo indica l presenza di acqua come i vicini Palusele, Pozzata e Rizzai. In passato il luogo era detto Pra del Conz, e veniva ascritto alla zona di Cavauden. Questo ci illumina sulla primitiva estensione del toponimo Cavauden, che abbracciava una zona molto pi¨ a S di quella attualmente conosciuta.

 

Mˇsne  (le)

F3 IP

(Mosna) Piccolo terreno pieno di sassi e ricoperto da arbusti ora eliminati con la costruzione del garage di Casimiro Inama. In questo luogo una volta sorgeva la casa che qualche anziano ricorda come la ciasa dele Tomeline. La casa portava il n. 15, ed era giÓ in precarie condizioni nel 1868 dopo la morte dellĺultima proprietaria  Anna Massenza detta Tomelina. Passata in proprietÓ del comune, di lý a poco tempo si ridusse ad un rudere, per poi scomparire completamente.
Nel 1671 si trova citato un luogo detto "la Mosna" situato nella zona dei Pradi. Il termine significa cumulo di sassi e sembra derivare dal latino arcaico "mucina". (VASQ)

 

Nantoline (in) 

Cod.Clesiano 1357
Perg.C.Bragher1357

Nella lingua celtica il termine nanto significa valle per cui il nome avrebbe un'etimologia plausibile. Nel documento del 1357, al quale credo si rifaccia anche il Codice Clesiano, la lezione Nantoline non Ŕ secondo me cosý scontata, in quanto la "n" iniziale si potrebbe leggere benissimo "v". Nella pergamena del 1275 si legge senza alcun dubbio Vantolinam che quindi rilegherebbe Nantoline ad un errore di lettura. In ogni caso, per l'assonanza, mi sento di affermare che il toponimo sia riconducibile alle Voltoline.

 

Nocent (al)

F1 F2 F3 LA1841

(*Nozent) Terreno nella zona delle Voltoline appartenuto a Innocente Massenza e costituito dalle future p.f. 726 e 727.
 

Novai (ai)

F1 ASTn1750

(Novali) Il nome indica dei terreni ridotti da poco a coltura, similmente a "raut". Nel territorio di Dermulo esistevano del toponimo almeno due occorrenze. La pi¨ rappresentata, indicava un luogo a monte delle Doivie, riconoscibile nelle p.f. 624, 625 e 626, mentre un'altra, non ben definita, si trovava a Ciamblonc. (ASTn1752)
 

Novalle de Rallo (ad) 

F2 Perg.C.Bragher1275
 

Vedi il toponimo Audaral. Il nome novale indica la trasformazione avvenuta, da bosco a terreno coltivato. Il "de Rallo" si pu˛ intendere sia come proprietÓ legata a qualche personaggio abitante a Rallo, sia come attribuzione di quel novale alla zona chiamata Ral o Rallo. Oltre che alla frazione nel comune di Ville D'Anaunia, del toponimo Rallo si sono avuti altri riscontri in valle, a Sarnonico e a Casez.

Oltra al ri

F3 ASTn1625 ACValer 1534

Era cosý denominata la zona a nord del rio Pissaracel pi¨ tardi chiamata "De la del ri" e in seguito Borgo. Nel 1701 si trova lo stesso luogo chiamato "Di qua dal ri", quindi con la prospettiva inversa. In alcuni documenti la zona era detta anche "Sopra la Chiesa".

 

Ďrt del MÚdio

F3  LA1835

Era cosý denominato l'orto contrassegnato dalla p.f. 179 localizzato sul piccolo pianoro a valle della Strada Romana nei pressi della Pontara. Detto anche orto al Rý, ha preso il nome dal suo proprietario Romedio Mendini, evidentemente chiamato "MÚdio".

 

     

Ďrti (ai)

F3 ASTn1719 CaTer LA1838

(Horti) Erano cosý denominati gli orti proprietÓ delle future case n. 1, 2 3, 4, 7, e 8, circondati dalla proprietÓ Betta (ora Eccher) e dalle tre strade comunali. (V. mappa). Nei documenti a volte veniva specificato "Orti ala Crosara". Le p.f. interessate vanno dal n. 154 al 162. Nel 1552 tali orti si dicono essere nel luogo "Soto la Casa" e nel 1662 "Sotto la Casa degli Inami". Dopo il 1860 fu ricavato un orto nella parte a nord della p.f. 125, dove oggi sorge la casa Zanon. Tale orto era pure denominato "agli Orti".

 

OselÚra (su alĺ)

F2 F3 IP CD LF ACDe1868 LA1857

(Uselera, OseliŔra) Zona coltivata a frutteto a N del Maso Rauti, confinante con il CC di Coredo. In passato nel luogo veniva praticata la caccia agli uccelli utilizzando anche lĺapposito roccolo, oggi scomparso. Le p.f. interessate vanno dalla n. 732 alla 744, e dalla n. 772 alla 779. Il toponimo sembra essere relativamente recente.

 

Palisole (ale)

F1 LiberGafforii1510 ArComCles1604 PAICo1545

(Palizole, Palisole, Palesole) Vecchia denominazione della zona oggi chiamata Parisole. A sua volta Palisole sembra la storpiatura del toponimo Palusele. Se il toponimo originale fosse Palisole potremmo considerarlo un sinonimo di palizzata, diversamente potrebbe essere un diminutivo di pal¨.

 

Pal¨ (la)

F2 ASTn1680

Zona ai Pradi con caratteristica di acquitrino, individuabile nella parte a monte dell'odierna p.f. 87/3.

 

Palusele (ale)

F1 Perg.C.Bragher1466 ArcThunLitomerice1299 LiberGafforii1510

LocalitÓ che si dice in parte su Coredo e in parte su Dermulo, per il qual motivo, ritengo si trattasse delle Palisole e quindi poi Parisole. Nel 1299 il terreno si dice confinare con i campi di Dermulo.

 

Paradýs (f˛r al)

F1 CD

Frutteto nella zona di Ciavauden pi¨ propriamente ai Sassi, formato dalle p.f. 508 e 509. Il nome, di cui non si Ŕ mai riscontrata testimonianza documentale, forse era stato dato per descrivere l'amenitÓ del luogo.

 

Paris˛le  (f˛r ale)

F1 CD APTa1710 ACDe1859 ASTn1695 LA1879  

 

(Parissole) Frutteti e boschi a E di Rizzai in parte sul CC di Coredo. La strada che si dirama dalla SS 43 dir, fra la Mora ed il Rizzai Ŕ detta Strada delle Parisole. Nel Seicento detta strada era classificata come "Imperiale" per cui era di primaria importanza per il collegamento fra Coredo e Pont Aut e anche con Sanzeno. Parisole Ŕ la trasformazione del toponimo originale Palisole, di cui si ha la prima testimonianza documentale nel 1695, e che a sua volta, era la storpiatura di Palusele. Durante il Settecento convivono le prime due forme, finchŔ poi, prenderÓ definitivamente il sopravvento l'attuale Parisole. Questo perchŔ probabilmente all'orecchio dei nostri avi, doveva sembrare un termine pi¨ sensato Parisole che non il "misterioso" Palisole. In dialetto noneso parisola (derivante dal nome scientifico Parus) designa infatti un piccolo uccello comune il cui nome italiano Ŕ cinciallegra.(VASQ)

 

Parolot  (al)

F1 LA1848

Terreno al Raut costituito dalle p.f. 617 e 618 Il nome deriva sicuramente dal soprannome del suo vecchio proprietario forse riconoscibile in Michele Busetti di Taio.

 

PasturŔla  (la)  

F2 ACDe1860

In un atto dellĺACDe si trova menzionato il pascolo alla Pasturela, ossia alle Braide. Si trattava specificatamente di una parte della zona ora chiamata Somager, formata in addietro dallĺunica p.f. 828.

 

Pedrezolo (sub) 

Perg.C.Bragher1275
 

Ubicazione sconosciuta. Qui si riferisce ad una localitÓ  "Sotto a Pedrazolo" per cui Ŕ logico dedurre che Pedrazolo fosse il toponimo principale. Potrebbe trattarsi di un diminutivo di Pedros o forse il nome/soprannome del proprietario.

 

Pedros (a)

ASTn1560 Perg.C.Bragher1275
 

(in Pedrosso) Toponimo di ubicazione sconosciuta citato per la prima volta nel 1275 e ancora vivo nel Cinquecento. Nelle due apparizioni cinquecentesche, il terreno apparteneva alla famiglia Cordini e tra i confini per due volte figurava una strada consortale e una volta la via comune. Dei tre terreni "in Pedrosso" elencati nel 1275, due annoveravano fra i confini il "limes" o "limites" e uno "la via". Questi termini potrebbero essere considerati dei sinonimi per cui non c'Ŕ alcun dubbio che la localitÓ Pedros fosse delimitata da una strada. Risulta per˛ problematica la sua localizzazione. Etimologicamente sembra che ci sia la radice "Ped" forse indicante il nome Pietro e Ros = Rosso. Pedros = Pietro Rosso? Ma mi sembra poco credibile.

 

PergolÚte (f˛r ale)

F1 CD IP ASTn1713 ACDe1902 LA1831

Frutteti posti a cavallo della SS 43 a N della Cros, in prossimitÓ della diga di S. Giustina. Il nome Ŕ in relazione con la coltivazione della vite, di cui riprende un sesto di allevamento, cioŔ a pergola. Le p.f. interessate erano sicuramente le numero 327, 328, 329, 332, 337, 338, 339 e 340, ma non Ŕ escluso che altri terreni nei paraggi fossero chiamati allo stesso modo.

 

Per˛ta (al)

F2 IP

Frutteto nei pressi del Rizan il cui nome Ŕ derivato dal soprannome del vecchio proprietario, tale Pietro fu Giovanni Inama di Taio, detto Perota. Le p.f. interessate sono le 871 e 872.

 

Pian (a)  

F2 ASTn1681

Il toponimo Pian con questa grafia, si trova sempre citato nelle almeno quattro occorrenze documentali, come "alle Braide osii Pian". Il terreno era un antico possesso della famiglia Inama della linea di Rigolo, pi¨ specificatamente lo troviamo intestato a Silvestro Inama nel 1681 e poi a suoi nipoti nel 1695. Analizzando i possessi che i discendenti di Silvestro avevano alle Braide, Ŕ possibile restringere l'assegnazione del toponimo a Pian a due luoghi: uno, dove oggi sorge la casa di Giulio Emer, e l'altro nelle attuali p.f. dal numero 839 al numero 844. Da indizi confinari ritengo che sia pi¨ probabile quest'ultima ipotesi.

 

Pinat (al)

ACDe1859

Campo di ubicazione sconosciuta proprietÓ della famiglia TamŔ. Forse si riferiva ai Pini Grandi.

 

Pini Grandi (ai)

F1 IP LF ASTn1775 LA1821

(Pini) Boschi e frutteti a monte della Strada dele Plazze che grosso modo corrispondono con il Gomer e le Sabionare. Il toponimo compare nel LF ma non Ŕ molto utilizzato. Sicuramente era detta ai Pini la p.f. 456. Era detta Reta dei Pini Grandi il tratto rettilineo della Strada delle Plazze con inizio all'altezza del Gomer. Molto probabilmente erano detti ai Pini Grandi, anche i boschi a valle della Strada delle Plazze in quanto alcuni documenti ottocenteschi riportano "a Pontalt ai Pini Grandi".

 

Pinza (f˛r ala)

F1 CD ASTn1857 LA1830

(Pinze) Frutteto compreso fra la Strada dele Plazze e quella di Ciambiel. Il nome non ha niente a che vedere con il famoso attrezzo, ma deriva dal nome dialettale della schiacciata, ovvero "tortina senza lievito, cotta sotto la cenere" come si pu˛ leggere nel VASQ. Probabilmente la morfologia del luogo ricordava questa preparazione. Le altre p.f. interessate dal toponimo sono comprese dalla n. 358 alla 366.

 

Pinzot (al)     

F1  LA1850

Toponimo indicante il diminutivo di Pinza e che nel 1850 era riferito alla p.f. 363.

 

PissarÓcel  (el)

F2 F3 CD ASTn1774 CaTer LA1850

(Pissarachel, Pisaraca) Rivo che nasce in localitÓ Rizzol nel CC di Coredo e che con direzione E-O scende verso Dermulo. In corrispondenza dell'attuale galleria della ferrovia riceveva le acque di un piccolo rio denominato il Rido del Vignal. Tramite un tombone quindi, il Pissaracel supera i binari della Ferrovia Trento-MalŔ e lo stradone, e con percorso sotterraneo prosegue fino quasi alla cascata che lo immette nella zona di Poz. Da qui il torrentello percorre a cielo aperto qualche centinaio di metri, per poi confluire nel Noce dopo aver superato la localitÓ Scol. Il nome Pissaracel era usato anche per designare i prati della zona di Poz lungo il percorso del rio (p.f. 194 e 195). Nella sua parte iniziale, prima del suo ingresso a Dermulo, il rivo Ŕ detto anche Ri dele Voltoline.

 

PlÓn de lĺ Emer (f˛r al)

F1 CD

(Bos-c de lĺEmer) Bosco pianeggiante a N delle Plazze, sul CC di Sanzeno. In passato parte di questa zona era detta Zurlaia.

 

PlÓn dei Cuc¨di (f˛r ai)

F1 IP

(Plan del Cuc¨) Boschi privati a valle del Ri dele Force, oggi scomparsi causa lo sfruttamento come cava di sabbia e ghiaia. Le p.f. in passato erano denominate Fossadi, e corrispondevano alle p.f. dal n. 499 al 502.

 

Plani (ai)

F2 IP ASTn1742  CaTer

(Piani, Plan) Frutteti a S del Rizzan e del Ciamblonc, una volta proprietÓ per intero della famiglia Fuganti di Taio. (p.f. da 862 a 870). Il toponimo prosegue sul CC di Taio.

 

Plani (ai)

F1 F2 ASTn1752 LA1870

Altro nome della localitÓ Plazze, in parte sul CC di Coredo, dove si trova il Maso Rauti. In alcuni documenti compare testualmente Maso ai Rauti o Plani.

 

Plani (ai) 

F1  ASTn1806 CaTer Perg.C.Bragher1466

Questa localitÓ si trovava ai confini fra il comune di Coredo e quello di Dermulo sopra il Pra Comun ed era detta anche Pradaz.

 

Plani delle Voltoline (ai)

F1 F2 ASTn1671

Dalla descrizione fatta nei documenti, si evince che si trattava di una zona pianeggiante ai margini delle Voltoline, in parte sul CC di Coredo. Sopra i Plazi de Cologna esiste la localitÓ Plani, ma Ŕ interamente sul CC di Coredo.

 

Plano  (in) 

F3 Perg.C.Bragher1275 Perg.C.Bragher1357 ASTn1602

 

(In Plan) Dell'ubicazione di questo terreno non sono completamente sicuro, ma alcuni indizi mi portano ad ipotizzare che il luogo doveva trovarsi nella zona presentemente occupata dalla stazione della Trento MalŔ. Naturalmente non occupava una cosý vasta superficie perchŔ a monte il bosco declinava ancora ripido fino quasi al margine della strada imperiale. Ma tra quest'ultima ed il bosco suppongo ci fosse sufficiente spazio per una terra coltivata detta appunto in Plano. La stessa zona ritengo, fosse quella pi¨ tardi chiamata Clesura al Castel, anche se la situazione non Ŕ del tutto chiara.

 

Plantadýz (f˛r al)

F2 F3 CD LF APTa1629 ASTn1554
APCoredo1343 CaTer LA1818 Perg.C.Bragher1357
Perg.C.Bragher1294

 

(Platadig, Plantadizzo, Plantadice, Piantadiz, Plantadigge, Plantadigo) Frutteti a S delle Marzole racchiusi tra la SS 43 e la SS 43 dir. Le p.f. interessate al toponimo vanno dal n. 254 al 264. Il nome indicava un terreno piantato con alberi similmente al toponimo Plantum. (GIML) In passato era detta Plantadiz anche tutta la zona a valle dell'odierna SS 43 e a monte della Strada delle Marzole, dove oggi si ergono le case di Emer Gustavo, Sergio ChistŔ e Ottavio Sandri.

 

Plantum (a)

F3 ASTn1558 BCTn1540

 

(Plantumo) Toponimo localizzabile nella zona oggi chiamata Poz. Esistono una serie di documenti di compravendita cinquecenteschi, mediante i quali alcuni rappresentanti della famiglia Inama di Fondo acquisivano dei prati nella localitÓ Plantum. Dai confini citati in questi documenti si capisce che il Plantum era da riconoscersi nella futura p.f. n. 200, e pi¨ precisamente nei frazionamenti pi¨ a valle 200/2 e 200/3. In GIML di Plantum si trova la seguente definizione: Ager jure usufructuario ad plantandas vineas certis conditionibus datus, ossia campo dato in usufrutto per piantare viti a certe condizioni.

 

Plaza (in) 

Perg.C.Bragher1275

Ubicazione sconosciuta. Forse considerando che il possessore nel 1275 era Oluradino di Coredo e pure tra i confinanti figuravano dei coredani, vale a dire gli eredi di Marquadino, il toponimo era riferito alla futura localitÓ Plazze,  al Maso Rauti.

 

PlÓzi de Cologna

F1 IP ACDe1850

(Plaz de Cologna) Zona nel CC di Coredo a monte della vecchia strada per Coredo (nel tratto dopo il tornante). Nell'Ottocento, nella zona i nostri paesani vi pascolavano le capre. Sul nostro CC invece era detta Strada di Cologna, la via per accedere a tale pascolo che in parte corrisponde alla vecchia strada per Coredo.

 

PlÓzze  (f˛r ale)

F1 CD LF MC ACDe LA1882

(Piazze) Zona boschiva per la maggior parte comunale nelle vicinanze del lago di Santa Giustina. Nel secolo scorso, ma sicuramente anche prima, era la zona principale di pascolo di capre e mucche del comune di Dermulo. Dalla SS 43 dir si dirama la Strada dele Plazze, una volta detta dei Regiai, che costituiva il tratto iniziale dello stradone che portava a Rev˛.

 

PlÓzze  (ale, in)

F2  LA1870  APTa1706 ASTn1670 CaTerCo

 (Plaze, Piazze) Altro nome con il quale era appellata la zona del Maso Rauti.

 

PlÓzzec  (su al, su in)

F2 IP ACDe1827 ASTn1674 CaTer LA1818
 

(Plachez, Placech, Plazzego, Placego, Placegg) In passato erano dei boschi privati pianeggianti posti a E dellĺOselera. Oggi sono frutteti ed il nome Plazzec Ŕ quasi dimenticato. Le p.f. interessate vanno dalla n. 742, alla 748 e dalla 758 alla 763. Il Plazzec veniva spesso ricompreso nella zona delle Sort.

 

Plovao  (in) 

Perg.C.Bragher1275

Ubicazione sconosciuta. Esiste un dubbio se sul documento sia da leggersi "Plovas" oppure "Plovao". Io propendo per questa seconda ipotesi e ritengo che dal punto di vista fonetico si pronunciasse PlovÓo. Il termine sembra derivi da latino "ploum"o "plovum" ossia l'aratro (GIML), abbastanza assonante con il noneso "plou". Sul territorio di Tassullo, in riva al torrente Noce e prospicienti a Scol, esisteva il molino di PlouÓ o dei Plouadi, dal nome molto simile a Plovao. Forse il PlovÓ di Tassullo era un continuum con il Plovao di Dermulo e quindi si poteva riconoscere con l'attuale Grezot e Traina?

 

Poc (al) 

F1 F2 ASTn1777 LA1828

(Poch, Pocho) Erano cosý denominate le future p.f. 300 e 302 nella zona delle Marzole. Riguardo alla pronuncia, essendo il toponimo non pi¨ utilizzato, si possono solo fare delle ipotesi, in quanto il nome si presta ad almeno quattro combinazioni, P˛c, P˛ch, Pˇc e Pˇch. E' molto probabile che, per analogia con altri nomi ancora vivi la cui per˛ forma scritta risentiva dell'italianizzazione, quali ad esempio Placez (di cui a volte si trovava Plachez) o Ronc (spesso scritto Ronch), la forma popolare fosse effettivamente Pˇc cioŔ con la ôcö finale dolce e la "o" chiusa. Qualche certezza in pi¨ potremmo averla se fossimo in grado di capire il significato di questo toponimo che per˛ allo stato attuale non conosciamo. Che si debba tradurre con l'italiano "poco" non mi pare credibile, per cui non possiamo che fare delle congetture. Aver trovato in uno scritto il toponimo alle Pochene, mi fa pensare che ci si trovi davanti all'ennesimo soprannome. Allo stesso modo di Bertus e Bertuse, declinato al maschile singolare (Poc) o al femminile plurale (Pochene). Se diamo per vera l'ipotesi del soprannome, possiamo cercare di capire chi potesse essere la persona che lo portava. Visto che il luogo si trovava alla Marzole, pure questo un soprannome, il personaggio va ricercato fra i locatari dei terreni alle Marzole. Nel 1777 abbiamo un'interessante scrittura semidialettale di Cristano Emer, mediante la quale, si assegnava la sostanza lasciata da  Giovanni Battista Inama ai tre figli. Fra i terreni Cristano indica "al Pocho sora la Tonia" e al "Pocho su in cima". Quindi Poch era forse un soprannome di qualche rappresentante di questa linea Inama? Nel DDT abbiamo almeno tre esempi del toponimo Poch, a Pergine, Pal¨ del Fersina e Pozza di Fassa. Pochi Ŕ anche una frazione di Salorno. Alla luce di queste ultime considerazioni forse l'etimologia di Poch va ricercata in altri contesti e cioŔ in relazione con l'acqua, come dire pozza o polla. Oppure un'abbreviazione del termine "poczollum" (GIML) ossia terreno rialzato, posto in alto a mo' di balcone.

 

Pochene (le) 

F1 ASTn1681

Era un terreno nella zona di Cambiel che nel 1681 apparteneva a Silvestro Inama. Forse il nome ha la medesima origine del toponimo Poch.

 

PoinŔla (la)

F1 CD IP

Altro nome del Doss dele Plazze derivante dalla forma tondeggiante. Prima dell'intervento della ditta Lorengo di Cles, furono i dermulani a sfruttare luogo per i loro bisogni di sabbia e ghiaia.

 

PomÓra  (ala)

F1 ASTn1780 CaTer LA1824

Dal nome si evince che nellĺarativo alla Pomara era presente una pianta di melo, e probabilmente era anche di grandi dimensioni - per quei tempi una cosa non proprio comune - tanto da caratterizzare il luogo. Nel catasto del 1780 Ŕ proprietario Romedio Maria Mendini e sono anche specificati i confini: a E e N il Beneficio Panizza, a S i Betta e a O la Strada. Lĺarativo alla Pomara dovrebbe corrispondere allĺattuale p.f. 498 anche se il confine a Ovest, non convince. Nel 1783, a conferma di quanto sopra, Ŕ nominata la localitÓ Casetta di Sotto ossia alla Pomara.
Da altri documenti (CaTerSa, ASTn1743 LA1821) risulta che l'arativo alla Pomara era nella zona di Cavauden, nelle pertinenze di Sanzeno, racchiuso fra la strada che portava a Sanzeno e quella che portava ai terreni di Cavauden. Tale terreno si pu˛ riconoscere nell'attuale p.f. 592 del CC di Sanzeno. Parrebbe poco probabile che si trattasse di due localitÓ diverse, oltretutto appartenenti alla stessa persona cioŔ Romedio Maria Mendini, ma pi¨ documenti attestano questa situazione che pertanto deve essere ritenuta attendibile.

 

P˛nt  (f˛r al)

F1 CD

Toponimo abbastanza recente che indica il ponte di Santa Giustina, costruito nel 1888 e la zona nelle immediate vicinanze.

 

P˛nt Aut (f˛r a)   

F1 CD ACDe1828 MC LA1822 ASTn1696 APTa1648 CaTerCo

(Pontalt, Ponte Alto, Pontealto, Pontealt) Il ponte, cosý chiamato per la considerevole altezza dalle acque del Noce, detto anche della Caralla, si trova ora sommerso dal lago, nei pressi del Dos dela Colombara e per secoli, fino alla costruzione del ponte di S. Giustina, fu di vitale importanza per il collegamento fra le due sponde del Noce. La tradizione che lo voleva di origine romana Ŕ stata da poco smentita da alcuni documenti d'archivio per cui la sua costruzione nel luogo attuale si pu˛ collocare fra gli anni 1459 e 1530. Il toponimo Pont Aut comprendeva anche la zona circostante di bosco e pascolo, quindi il Doss dela Colombara e gran parte della p.f. 413. La Croce detta di Pontalto invece, era collocata nei pressi della Mora, all'incrocio fra la strada imperiale che portava a Sanzeno e quella che scendeva da Coredo. In un documento del 1788 sono detti a Pontalto due terreni proprietÓ della chiesa di Taio che inequivocabilmente erano nella zona del Gomer. Ritengo in questo caso che la denominazione esatta fosse stata "alla croce di Ponte Alto", ma inspiegabilmente fu abbreviata in "a Pontalto". Il nome Pontalto si trova nei documenti anche accoppiato con Sabionare, con la formula "a Pontalto ossia ale Sabionare". Lo stesso si pu˛ dire con i Pini Grandi.

 

Pontaz (al)

LA1846

 

Bosco non ben localizzabile che nel 1846 apparteneva a Antonio fu Giovanni Francesco Inama. Forse si trattava del Pradapont? Oppure non ricadeva sul CC di Dermulo ma su quello di Sanzeno o Banco ed era il luogo conosciuto come Pont Fond?

 

P˛nt dela Mula (f˛r al)

F1 CD ACDe1828

Piccolo ponte medioevale sul Rio San Romedio, detto anche ponte Largaiolo (?) che collegava Sanzeno con le Plazze. Oggi se ne possono intravedere i resti quando il livello del lago si abbassa. Sul nome del ponte esiste anche una leggenda secondo la quale, il ponte fu cosý denominato in seguito al poderoso salto spiccato da una mula cavalcata da un barone di Castel Cles, mentre stava fuggendo dall'inferocito popolo di Sanzeno. In realtÓ Molar o Mular era l'antico nome del Rio San Romedio di cui c'Ŕ giunta la lontana reminiscenza con Mula, l'originale Pont dela M¨lar si Ŕ tramutato in Pont dela Mula. Poco sopra il Pont dela Mula alla metÓ dellĺOttocento Ŕ stato gettato un altro ponte, ben pi¨ largo e solido sul quale passava lo stradone per Rev˛ e che qualcuno confonde con quello della Mula. Nel 1503 il Pont dela Mula si trova citato come Ponte Regaiolo cioŔ dei Regai.

 

P˛nt dele Clao  (el)

F1 ACDe1920 IP

(Ponte delle Chiavi) Piccolo ponte sul Ri dei Fossadi lungo la strada che scendeva a Pont Aut.

 

P˛nt de RivalŔnt  (el)

F2 F3 CD

Ponte della SS 43 sul rio omonimo.

 

PontÓra  (la)

F3 CD ASTn1768 LA1856

Ripida stradina che parte dalla Strada Romana in prossimitÓ del Pissaracel, ed arriva in Via Eccher nei pressi del Ciapitel. Nel 1768 Ŕ nominato "prastello alla Pontara" la futura p.f. 150, tra la Pontara stessa e la Casa al Plazol. Nel 1879 Ŕ detto prato in fondo alla Pontara il piccolo terreno p.f. 192.

 

Pontare   (le)

F1 ASTn1681

Terreno non ben definito nella zona di Ciambiel forse da ricondursi alle Sponare o alle Spinate.

 

PortegÚt  (el)

F3 CD

Piccolo portico sotto le ex case n. 17-18 e 16, attraverso il quale transita la Strada delle Marzole. Il passaggio per le esigenze odierne Ŕ cosý angusto da renderlo inutilizzabile per i veicoli, per cui la via si Ŕ ridotta di fatto ad un percorso pedonale. Credo che la costruzione sopra la strada sia avvenuta nel corso del Seicento, per consolidare le sopradette case che, come esposto in alcuni documenti, presentavano seri problemi strutturali, rischiando di franare l'una addosso all'altra.

 

PortegÚt  (el)

F3 CD

Portico fra le case ex n. 5 e 6, presentemente chiuso e adibito a deposito ma fino agli anni Settanta del Novecento aperto al passaggio pedonale. Di questo portico si trova notizia nel 1856, quando don Carlo Martini vendeva ad Antonio fu Giovanni Francesco Inama un pezzo di terreno davanti alla casa n. 5, e fra le clausole, il Martini obbligava l'Inama ad aprire una passaggio che gli permettesse di raggiungere, partendo da casa sua, la strada che passava sotto il portico di Giovanni Endrizzi. Tale portico era il "porteget" ed era quindi privato, ma come spesso succedeva in passato era utilizzato senza particolari problemi da tutti. A tal proposito mi Ŕ stato riferito che ancora nel secondo dopoguerra era consuetudine della gente che abitava in Bassa Italia e che doveva portarsi sullo stradone, entrare dall'Androna nel portico della ex casa n. 2, quindi salire le scale fino al somasso della ex casa n. 3, scendere il pont e passare sotto la casa ex n. 5 attraverso un altro portico per infine sbucare nello stradone. Una cosa impensabile ai giorni nostri, dove tutti sono impegnati a difendere la proprietÓ privata.

 

Portella   (la)

F2 ASTn1680

(Porlessa?) Nel 1680 era un bosco di roveri nella zona dei Pradi appartenente alla famiglia Inama. Il nome, dalla grafia incerta, indicava un luogo nei pressi del fiume Noce.

 

P˛usa (su ala)

F1 CD

Bosco misto a pascolo sul CC di Coredo, a monte delle Parissole, in passato molto frequentato dai dermulani. Etimologicamente equivale a "pausa", forse perchŔ nella zona venivano fatti riposare gli animali da traino, dopo che avevano affrontato la notevole salita del tratto della Strada Imperiale per Coredo che si dipartiva da quella per Sanzeno, in prossimitÓ della Croce di Ponte Alto.

 

Pˇz  (zˇ a)    

F2 F3 CD APTa1618 ASTn1554 CaTer LA1818
Perg.C.Bragher1275
Perg.C.Bragher1377 Perg.C.Valer1381 APCles1640

(Pozzo, Pozo) Frutteti a N del Pissaracel, a E di Scol Grant e a S delle Fasse. La zona Ŕ cosý denominata per la presenza di un pozzo da tempi molto antichi poi riconoscibile con la Fontanazza. Le p.f. interessate vanno dalla n. 194 alla 201, e dalla 204 alla 222. Erano detti a "Poz ossia alle Fasse" anche i terreni poi confluiti nelle p.f. 223 e 224. In passato la zona propriamente detta Poz era pi¨ circoscritta in quanto erano utilizzati altri toponimi quali Plantum, Sotto la Chiesa, Pissaracel, Fassa Longa o Sonda Longia, Fontana e Fasseta. Sulle MC in corrispondenza di Poz si legge Santa Maria, toponimo che non ho mai riscontrato in altre occasioni e di cui nessuno in paese serba memoria, per cui ritengo fosse dovuto ad uno sbaglio del compilatore della mappa. Molto probabilmente era designato con il toponimo Poz o Fontana, il piccolo terreno in seguito detto Fasseta.

 

PozzÓta di Sopra  (ala) 

F1 LF ACDe1821 APTa1778 ASTn1747 CaTer LA1821
 

Era cosý designato il grande prato comunale a S del Ri della Mora, oggi p.f. 570 proprietÓ di Luigi Inama. A metÓ Ottocento era detto anche Pracomun o Pra Grand, oggi semplicemente Raut. La distinzione fra "Pozzata di Sotto" e "Pozzata di Sopra" era applicata solamente per non confondere i due luoghi comunali. Fra di essi per˛ non c'era mai stata soluzione di continuitÓ e solo casualmente si ritrovavano abbastanza vicini. Molto spesso nei documenti il terreno appare come "Pozzata" e  solo grazie alle informazioni sui confini, risulta possibile la discriminazione. Fino alla fine del Seicento il toponimo Pozzata ricomprendeva una zona molto pi¨ ampia, estendendosi pi¨ a S, dove antecedentemente il luogo si diceva al Greggiot e presentemente Raut, costituito dalle p.f. dal n. 581 al 590. Nel 1774 compaiono i due terreni in contemporanea per la prima volta appellati "di Sotto ossia alla Casetta" e "di Sopra".

 

PozzÓta di Sotto  (ala)

F1 LF ACDe1821 APTa1778 ASTn1695 LA1816
 

Zona a valle della SS 43 dir che si estendeva da N della Busa fino alle Ciasete. Alla fine dellĺOttocento era detta Pozzata solo la p.f. 472, oggi invece il nome Ŕ stato soppiantato e sostituito con Ciasete.  Nei documenti a volte si legge "alla Pozzata ossia al Gomer" e occasionalmente il luogo era chiamato alla Pozza.

 

Pra Com¨n  (al) 

F1 LF ACDe1850 LA1824

(Prato Comune) Frutteto oggi chiamato Raut formato dalle p.f. 570/1 e 570/2. Il prato, dopo le alienazioni sei-settecentesche dei terreni comunali posti a S, rimase per svariati anni in proprietÓ alla comunitÓ di Dermulo, fino a quando nel 1778 la comunitÓ stessa si vide costretta alla sua cessione per i cronici problemi economici. La comunitÓ nel documento di compravendita con Giovanni Mendini si era riservata la possibilitÓ di riscatto che effettivamente fece valere nel 1785. Ma dopo una breve parentesi di proprietÓ pubblica pass˛ definitivamente in mano a Giacomo Mendini intorno al 1818. Il luogo si pu˛ identificare anche con il toponimo Pra Grand (1804) e Pozzata di Sopra. Con Pra Comun si designava per consuetudine qualsiasi prato di proprietÓ comunale, quindi a volte anche il prato ai Regiai o Pra dela Mula e pure il prato al Grezot.

 

Pra da P˛nt (al)

F2 ASTn1661 CaTer LA1850

(Pra dal Pont, Pradapont) Era cosý designata la zona dei Pradi a N del Rivalent. Per il terreno in riva al Noce veniva spesso usato il nome Ischia, in quanto prospiciente all'ischia in mezzo al fiume. Le p.f. interessate vanno dal n. 95 al 107. Il toponimo Ŕ importante perchŔ attesta in modo inequivocabile la presenza di un ponte sul Noce. Il ponte in legno permetteva di attraversare il Noce, raggiungere il vicino molino di PlouÓ e poi la villa di Tassullo. Il ponte fu voluto dai signori di Castel Valer che da tempi molto antichi, oltre al citato molino di PlouÓ, possedevano anche i pradi in Feuril, sul tenere di Dermulo. Di tali prati si ha la testimonianza di una locazione giÓ in essere nel lontano 1340. Altre locazioni sono proseguite nel Cinquecento, dopo di che i Pradi furono ceduti per affrancazione, ai locatari.

 

Pra dela Mula  (al)

F1 IP

Prato di proprietÓ comunale detto pi¨ spesso Prato ai Regiai o Pra del Comun. Era posto a valle della strada in prossimitÓ dellĺomonimo ponte.

 

Pra del Lanz

F1 ASTn1787

Il toponimo appare nei documenti solo in un'occasione e nella seguente forma: "alla Mora ossia Pra del Lanz". Trattandosi di un rinnovo di investitura dove per consuetudine veniva ricopiato il precedente documento, ritengo si tratti di un errore di lettura da parte del notaio Giuseppe Alfonso Widmann, per cui in realtÓ si trattava di "alla Mora ossia Pra del Conz". Il toponimo in un primo momento mi era parso interessante in quanto sembrava richiamare il nome Lanzo/Lanzono, che per coincidenza era l'antico possessore di un terreno a monte della Mora, nonchŔ conduttore di un antico maso a Dermulo verso la metÓ del Quattrocento.

 

PrÓ Grand

F1 ASTn1804

Visto lĺappellativo e assodato che era un prato comunale, si pu˛ ipotizzare che si trattasse del Pracomun (Pozzata di Sopra) pi¨ tardi p.f. 570.

 

PradÓz  (su a)

F1 CD ASTn1767 ACDe1857 LA1869 CaTerCo

(Pradazzo) Parte allĺestremo E del Pracomun e tutta la zona a frutteto (sul CC di Coredo) a monte (detta anche Zaneto) e a valle della strada che conduce alla cava del cementificio. Nel Catasto Teresiano di Coredo il prato, proprietÓ di Bartolomeo Mendini di Dermulo, viene descritto come "Pradazzo di Cologna". Nel 1869 si trova al Pradaz ossia alla Mora e quindi da questo documento sembrerebbe che anche la Mora facesse parte dell'ampia zona del Pradaz!

 

Pradi (zˇ ai)

F2 CD MC ACDe1835 ASTn1749 LA1888

(Prati) LocalitÓ detta anche Pramartinel in riva al Noce e ricompresa fra il Rizzan il Rivalent ma anche a S-O del Doss e a N dello stesso Rivalent. Anticamente la zona era denominata Feuril. Sulla MC del 1859 i Prati erano un settore che comprendeva le p.f. dal 1 al 225. All'interno della zona dei Pradi insistevano altre localitÓ quali: Fuganti, Pradapont, Ischia, Bos-c Lonc, Marianel, Mosna. Eĺ detta Strada dei Pradi, la ripida e sassosa via che partendo in prossimitÓ della Coa, permette di raggiungere i Pradi. Le p.f. interessate vanno dalla n. 86 alla 112.

 

Pradi (ai)

F2 IP

Frutteto nella zona di Ciamblonc a valle della strada che conduce alla casa di Lino Depaoli, costituito dalla p.f. 858/1.

 

Pradi de Ternel

F2 APTa1537

I Pradi de Ternel si trovano menzionati un paio di volte nel regesto dei documenti presenti nella sacristia della chiesa di Dermulo, in relazione a dispute fra gli abitanti di Dermulo e i signori di Castel Valer. Senza ombra di dubbio, un errore di lettura di chi ha regestato i documenti, ha trasformato Pradi di Feuril in Pradi de Ternel.

 

Praiola (ala)

F3 ACDe1881 ASTn1695 CaTer LA1854

Era cosý chiamata la fascia di terreno a N della casa n. 9-10-11-12, ricompresa fra il Pissaracel e la strada principale, contraddistinta dalle p.f. n. 182 alla n. 186.  Il nome dovrebbe derivare dalla presenza di piante di pero.

 

PrÓmartinŔl (zˇ a - in)  

F2 IP ACDe1848 LF ASTn1661 CaTer LA1818 Perg.C.Valer1529

(Pra Martinello, Pramartinelli, Martinel) Indica la stessa zona dei Pradi ma il toponimo Ŕ meno utilizzato. Il nome deriva palesemente dal nome Martino o Martinello antico proprietario. A Dermulo portava questo nome un rappresentante della famiglia Cordini ma il nome del luogo Ŕ documentato prima della sua nascita (ca.1540). Prima del 1294 viveva un altro Martino padre di un certo Segalla che potrebbe essere stato ipoteticamente il possessore dei prati. Gli indizi comunque sono troppo pochi, in quanto tra il 1300 e il 1500 potrebbero esserci stati altri Martino o Martinello mai apparsi in documenti. Non si pu˛ nemmeno escludere che il nome si riferisca ad un antico locatario di Tassullo, in quanto giÓ nel 1340 erano in essere contratti di affitto di questi prati a persone di Tassullo, da parte dei dinasti di Castel Valer. A tal proposito Ŕ da notare che a Tassullo Ŕ diffuso il cognome Martinelli chiaramente derivato dal nome proprio Martinel o Martinello.

 

Prastello

F3 APTa1710

(*Prastel) Piccolo prato nei pressi della casa eremitale, venduto nel 1710 da Antonio Mendini all'eremita di Santa Giustina Bartolomeo Sandri.

 

Prato del Conz

F1 ASTn1721

(Pra del Conzi, Pra del Conci, Pra del Conz) Prato che nel 1721 apparteneva a Giacomo Antonio Mendini e che veniva ascritto alla zona di Cavauden. Il luogo corrisponde alla Mora e fu cosý appellato per il nome del vecchio proprietario, Concio Massenza, di cui Conz era la dizione dialettale. Le particelle interessate vanno dalla n. 565 alla 569.

 

PrÚda (f˛r ala)

F1 CD LiberGafforii1510

Oggi Ŕ un piccolo frutteto compreso fra la SS 43 dir e la SP 7 a S dei Rauti costituito dalle p.f. n. 633, 634 e 635. Lo stesso terreno era denominato al Raut e nell'Ottocento anche al Tomelin, dal soprannome di quello che fu il suo proprietario, Antonio Massenza. Preda potrebbe indicare il luogo dove si trovava una pietra miliare o cippo gromatico, ad lapidem dove veniva conficcata la groma. In passato per˛ il toponimo Preda era molto pi¨ esteso di quanto non fosse oggi. Infatti alla stregua di altri toponimi come Ciaseta e Ciavauden, si estendeva sia sopra la strada imperiale che sotto ed interessava sicuramente quello che oggi ha preso il nome di Pinza, e l'attuale Albera, giÓ Chegaiole. Quindi la fascia compresa tra la strada di Ciambiel e la strada vecchia per Coredo. Sul significato propendo per questa nuova ipotesi: il nome Preda starebbe per Prada, ossia prati, e quindi avrebbe la stessa etimologia di Predaia.

 

Predont (a)

F3 ASTn1672

(Predon) Si trattava del Ciamperdon vista l'inequivocabile elencazione dei confinanti. Il nome Pre[re]dont richiama anche in questo caso la forma vagamente circolare del terreno.

 

Presso le Case  

F3 ASTn1716

 

(Apresso le case, *Vizin ale Ciase) Orto e broilo presso le case Al di la del Rýla Casa n.15 e la casa  ai Cristani. Il luogo Ŕ diverso da quello indicato con lo stesso nome nel 1754.

 

RÓut (f˛r al - su al)

F1 CD LF MC ACDe1852 APTa ASTn1722 CaTer LA1818 PASIDe1808

(Rauti, Rauto, Raot, Raoti) Il nome al pari di Ronc sta a significare terreno bonificato e arato. In dialetto rautar vuol dire scavare quindi il toponimo Ŕ molto diffuso in quanto ogni terreno che subiva quel trattamento era definito "raut". Attualmente il Raut designa una vasta zona di frutteti con pendenza verso O ricompresi fra la strada vecchia di Coredo e la SS 43 dir, e il Ri dela Mora. Verso la fine del Settecento il toponimo Raut ha "invaso" i terreni che fino allora era detti alla Pozzata e Grezot, invece altri campi pi¨ tardi erano conosciuti anche con altri nomi quali: Sopra le Due Vie, Novai, Preda, Tomelin, Parolot, Brusadiz. Il toponimo era usato anche spesso nella forma plurale ed in questo caso poteva essere confuso con la zona al maso Rauti. Le p.f. interessate vanno dalla 570 alla 590 e dalla 611 alla 640. Nel 1741 Ŕ definito un boschetto nel luogo "sotto il Raut" proprietÓ dell'eremo di Santa Giustina da localizzarsi nei paraggi della Cros.

 

Rautel (al)

F1 ASTn1721

(Rautello, Raudel) Il nome Ŕ chiaramente un diminutivo di "raut" ed  il terreno Ŕ da localizzarsi nel luogo ricompreso a N del sentiero che porta all'eremo e a S dei pilastri del ponte della ferrovia.

 

Rauti

F2 F3 CD MC CaTerCo ASTn1670 LA1870

(Rauto) Definito nella MC del 1859 come settore G, con le p.f. dal n. 730 al 827, oggi non Ŕ pi¨ usato se non per denominare l'omonimo maso.

 

RÓut da RÓl (al) 

F2 CD LA1819 LA1882

(Rauderal, Rautdaral) Frutteti a S di Sass a valle della SS 43. Nella zona Ŕ stata riversata una gran parte della terra proveniente dallo scavo per la costruzione del magazzino, oggi proprietÓ del Consorzio Agrario di Bolzano. Questo riempimento ha modificato parecchio lĺaspetto originario. Il toponimo, dall'originario Noal de Ral, si Ŕ trasformato lungo gli anni in Raut da Ral passando per Audaral, Lauderal e Rauderal. Casualmente questa trasformazione non ha mutato in modo sostanziale il significato originale del toponimo, vale a dire terreno dissodato. Nella forma Rauderal il toponimo compare nei documenti all'inizio dell'Ottocento, per poi consolidarsi definitivamente nella grafia attuale verso la fine del secolo. Le p.f. interessate al toponimo, vanno dalla n. 9 alla n. 29 e dalla n. 47 alla 50. I terreni in prossimitÓ del Rizan sono spesso designati con il nome del rivo.

 

RegiÓi (ai)

F1 CD LF MC ASTn1562 ACDe1828 LA1839

(Regai, Rigai, Ragai) Nella MC del 1859 era il settore C, che comprendeva le p.f. dal n. 390 al 445. La zona oggi Ŕ sommersa dal lago ma in passato i suoi pascoli, prati e boschi, che dalle Plazze degradavano fino al Noce, avevano per Dermulo una notevole importanza economica. Il nome ha la stessa etimologia di Rizzai, cioŔ indica la presenza di rigagnoli. Il toponimo prosegue sul CC di Sanzeno, (fino al 1850 sul CC di Banco). Era anche detta dei Regiai, la Strada dele Plazze che diramandosi dallo stradone per Sanzeno, proseguiva e conduceva a Rev˛. Era pure detto Prato ai Regiai, il prato di proprietÓ comunale nei pressi del Pont dela Mula, chiamato per questo anche Pra dela Mula o Pracomun.

 

RŔta dei Pini Grandi (la)

F1 IP

Tratto rettilineo della Strada dele Plazze, dopo i Visenzi in direzione nord.

 

Res (ai)   

AICo1608

Ubicazione sconosciuta. Il res poteva essere la barbatella di vite, ma in tal caso doveva essere "al Res" o "ai Resi" e non "ai Res". Res da quanto risulta dal GIML sarebbe l'equivalente del Sextarius cioŔ misura per aridi. Oppure un'altra possibilitÓ Ŕ che sia stata una pianta delle rosacee. Potrebbe essere anche l'abbreviazione del toponimo Roves (Rovesso) documentato nel 1275. Il toponimo esiste pari pari a Ton nella forma "ai Res".

 

(dÚnt al)  

F3 CD ASTn1695 CaTer LA1830

(Riddo, Rido) Con questo toponimo si intende il Pissaracel e anche alcuni terreni lungo il suo corso. Attualmente ci si riferisce alle p.f. dal n. 700 alla 707, quindi a valle della Strada delle Voltoline, pochi metri dopo il suo imbocco, oltre i binari della ferrovia. In passato invece ricomprendeva le p.f. dal n. 696 alla 699, e i terreni nei pressi delle Sort, quelli denominati alla Praiola e a volte quelli nella zona di Poz. In un documento del 1716 veniva precisato che un prato si trovava "al Ri gi¨ in fondo" confinante con il "sasso", per cui si era in prossimitÓ del burrone, nella zona denominata Scol. Per descrivere i terreni adiacenti al Pissaracel era usato in qualche occasione anche il toponimo Ridal.

 

Ri dei FossÓdi (el)

F1 ACDe1860

Piccolo rivo che nasce nel CC di Coredo ed entra nel territorio di Dermulo a valle della strada Statale per Sanzeno, fra le localitÓ Cianvecel e Sgolma. Qui inizialmente scorreva in direzione E-O, per poi piegare a S attraversando i Fossadi, passando sotto la strada delle Plazze, per gettarsi infine nel Noce. Oggi lo stesso torrentello, conosciuto anche come Ri dele Force, nella zona coltivata Ŕ stato intubato.

 

Ri del Brusadýz (el)

F1 ACDe1870

Piccolo rigagnolo quasi scomparso che attraversa in direzione E-O la zona del Brusadiz. Oggi Ŕ chiamato Ri dela Preda.

 

Ri dela M˛ra (el)

F1 CD

Rivo di modesta portata che scorre in direzione E-O a S della M˛ra. Le sue acque passando poi a N dei Visenzi, attraversano il Blaum e si gettano nel lago di Santa Giustina.

 

Ri dela Preda (el)

F1 IP

Piccolo rivo una volta chiamato Ri del Brusadiz.

 

Ri dela ZŔnia (el)

F1 IP

Piccolo rigagnolo sul CC di Coredo a E delle Parissole. Il luogo circostante apparteneva in passato a Ezio Negri per cui Ŕ da credere che con "Zenia", ci si riferisse ad Eugenia Inama. Emma Inama, madre di Ezio Negri, era infatti una nipote di Eugenia.

 

Ri dele Fˇrce (el)

F1 IP

Eĺ lo stesso rivo una volta chiamato Ri dei Fossadi. Nel CC di Coredo Ŕ detto anche "Ri dele Volp".

 

Ri dele Voltoline  (el) 

F2 F3  IP

E' anche cosý chiamata la parte iniziale del Pissaracel dalle sue sorgenti nel CC di Coredo fino al suo ingresso nel paese di Dermulo, nei pressi del tombone.

 

Ri di Valem  (el)

F2 F3  ASTn1680

(Rido di Valemi, Rivo di Valem, Rivalem) Piccolo rivo che attraversa il Somager, Sass, la Crona dele Marzole e i Pradi per poi gettarsi nel Noce nei pressi del Pradapont. Nel 1781 troviamo anche la localitÓ alla Croce del Rivalem nei pressi di Sass. Il nome ha tratto origine dai vecchi proprietari dei terreni presso il rivo che erano i Valemi di Taio. Il cognome Valemi, oggi estinto, era nato come soprannome di coloro che abitavano a Taio, presso la valle. Il toponimo Rivalem fu poi storpiato in Rivalent verso la fine dell'Ottocento.

 

Ri Ris˛la (el)

F3 ACDe1850 LF

Rigagnolo quasi sempre asciutto nei pressi della localitÓ Risola.

 

RidÓl (entro al)

F3 ASTn1680

Il toponimo Ŕ riferito ad un bosco nei pressi della Praiola. Pi¨ in generale il nome era sinonimo di "Ri", come "RidÓt" ne era il diminutivo, per cui veniva a volte utilizzato in altri contesti non legati necessariamente al Pissaracel.

 

Rido dal Vignal

F3 ASTn1773

(*Ri del Vignal) Piccolo affluente del Pissaracel, oggi scomparso a causa della costruzione della galleria ferroviaria.

 

Rido di Rizzol 

F3 ASTn1781

(Ri de Rizuol) Era cosý chiamato il rio Pissaracel finchŔ scorreva sul territorio di Coredo.

 

Ris˛la (su a) 

F3 CD LF ACDe1860 ASTn1749 CaTer LA1829

 

(Risolla, Rizol, Rizolla, Risolle, Resola) Frutteti a N di Ciamblonc delimitati dal bosco comunale del Ciampet, la Strada di Risola e lĺacquedotto irriguo. Le p.f. interessate vanno dalla n. 780 e 781 e dalla 794 alla 800. Forse si trattava dell'antico Asolum.

 

RivalŔnt  (el)

F2 F3 CD ACDe1908

Piccolo rivo che attraversa il Somager, Sass, la Crona dele Marzole, i Pradi per poi gettarsi nel Noce nei pressi del Pradapont. Il nome originario del toponimo era RivalŔm, quindi il "rivo del Valem". I Valemi di Taio giÓ nel Seicento, possedevano un terreno nella zona di Sass, dove scorreva il rivo che prese appunto il nome di Rio dei Valemi. Sul finire dell'Ottocento, Rivalem si trasform˛ in Rivalent perchŔ probabilmente, essendosi da tempo estinto il cognome che lo aveva originato, ed essendosene persa la memoria, Valem suonava un po' strano.

 

RizÓn (el)

F2 CD MC ACDe1881 ASTn1552 CaTer LA1819

(Rizagn, Rizzan, Rizagno, Rigagn, Ricagn) Rivo che segna per buona parte il confine fra il CC di Dermulo e quello di Taio. Erano detti al Rizan, anche alcuni prati nelle vicinanze del rivo, a valle della SS 43 altrimenti designati come Raut da Ral e pure a monte della strada, altrimenti detti alle Braide. Questa caratteristica traspare anche in alcuni documenti della metÓ del Cinquecento, dove si trova "Rizagn de Sora", "Rizagn de Soto" e anche "Rizagn Sota Via", per cui si capisce inequivocabilmente che il riferimento era la strada. Dobbiamo rilevare che la forma pi¨ vecchia contemplava il "gn" finale anzichŔ la "n".

 

RizzÓi (f˛r a)

F1 CD LF MC ACDe1866 ASTn1742 CaTer LA1816

(Rizzaio) Frutteti a N della strada della M˛ra e a monte della SS 43 dir. Il nome, se non si fosse accertata la forma originale Lizzai, parrebbe indicare la presenza di piccoli rigagnoli. Le p.f. interessate al toponimo vanno dalla n. 551 alla 564.

 

Rizz˛l (su a)

F2 IP ACDe1879 ASTn1680

(Rizol) Bosco sul CC di Coredo dove nasce il Pissaracel e dove arriva la Strada delle Sort che poi prosegue per Coredo. A Coredo Ŕ detto Rizzuol. Anche il Pissaracel a volte si trovava menzionato come Rido di Rizzol.

 

Romenere (ale)

F1 ACDe1850 APTa ASTn1742 CaTer LA1850

 

Terreni nella localitÓ di Ciambiel costituiti dalle p.f. 341, 342 e dal n. 352 al 357. In passato avevo ipotizzato che il toponimo derivasse dal soprannome del proprietario, in qualche modo legato al paese di Romeno e Infatti recentemente ho trovato la conferma documentale. Nell'ultimo quarto del Cinquecento un tale Pietro Fattor (Pero della Fattora) di Romeno risultava confinare verso ovest con il terreno gafforiale alla Preda. Quindi il terreno apparteneva a uno di Romeno, ossia ad un ôRomenÚrö. PerchÚ allora al plurale femminile? Per lo stesso motivo di Longhe, Curte, e Bertuse, vale a dire che per abbreviazione, ôle stregle al RomenÚrö potrebbero essere diventate ôle RomenÚreö.

 

Rˇnc (f˛r a)

F1 F2 CD LF ACDe APTa1681 ASTn1564 CaTer LA1830 Perg.C.Bragher1275 Perg.C.Bragher1357 Perg.C.Valer1381

 

(Ronch, Ronchi, Roncho, Runch, Rung, Ronzo, Roncum) Frutteti a monte della SS 43 dir e a S delle Late. Le particelle interessate vanno dal n. 652 al 660. Il toponimo, di cui si ha il primo riscontro nel 1275, indica degli appezzamenti disboscati e ridotti a coltura. Gran parte di questi terreni fino alla metÓ dell'Ottocento erano proprietÓ della Mensa Vescovile di Trento, altri appartenevano a Castel Valer. Il terreno di Castel Valer nel corso del Seicento perse il nome originale Ronch per essere denominato ale Late. Nel 1770 troviamo la distinzione fra "Ronc di sopra" e "Ronc di Sotto" quest'ultimo detto anche "Ronc picolo". Tale differenziazione  era dovuta per la necessitÓ di distinguere gli appezzamenti appartenenti allo stesso proprietario, insistenti nelle stesse pertinenze. Oggi si denominano impropriamente Ronc, anche i terreni al Ciamperdon a valle della SS 43 dir.

 

Ronda (ala)  

F1  ASTn1783

 

Terreno nella zona ai Sassi di Ciavauden costituito dalle p.f. n. 510 e 511. In un altro documento anzichŔ Ronda si legge Tonda.

 

Rovesso  (in) 

Perg.C.Bragher1275

(*RovÚs) Da quanto appare nel GIML, "roves" equivale a "rover", cioŔ quercia. Oggi non c'Ŕ traccia del toponimo che forse si potrebbe collegare a "Res", altro toponimo di ubicazione sconosciuta documentato nel 1608.

 

Roggia Lunga (alla)

F3 ASTn1776

(*Roza Longia) LocalitÓ nella zona dei Pradi che molto probabilmente corrispondeva a Bos-c Long.

 

Rˇza dĺ Imbrenzi (la)

F1 ACDe1868

Dovrebbe essere il Rio San Romedio. Il nome imbrenzi indica il luogo di raduno degli animali pascolati.

 

Rˇza del Teg (la)

F2 ASTn1716

(*Roza del Tez) Si tratta del piccolo rivo, quasi sempre in secca, rilevabile nei pressi del Bus dele Angane, all'estremitÓ nord del Doss.

 

SabionÓre (ale)

F1 ACDe1885 ASTn1671 CaTer LA1859

(Sablonare) Il nome lascia intendere chiaramente la consistenza del sottosuolo. Si tratta della zona boschiva a O del Gomer e della Busa, costituita dalle p.f. 452, 457 e 458. C'Ŕ qualche probabilitÓ che il toponimo sotto citato a Sablonezum, corrispondesse a Sabionare.

 

Sablonezum  (a) 

Perg.C.Bragher1275

Ubicazione sconosciuta. Forse lo stesso toponimo di Sabionare.

 

Saldato (in) 

Perg.C.Bragher1275

(*SaldÓ, *SaudÓ) Ubicazione sconosciuta. Molto probabilmente deriva da "saldus" ovvero terreno paludoso. (GIML)

 

Salgar (al) 

F1 ASTn1719

(*Salgiar) Nel documento dove Ŕ riportato il toponimo, sembra che si debba collocare a cavallo fra il CC di Dermulo e il CC di Sanzeno, quindi giocoforza nella zona di Cavauden, ma per ora non posso aggiungere altro. Il nome si riferisce alla presenza di una pianta di salice bianco (Salix Alba), che in dialetto noneso Ŕ detta salgiÓr.

 

San Giacomo

F3 Perg.C.Bragher1380

Terreno nei pressi della vecchia chiesa che dovrebbe essere stato una parte di quello pi¨ tardi individuato come Clesura. Il toponimo Ŕ interessante in quanto Ŕ una delle prime attestazioni, anche se non la prima in assoluto, sulla presenza di una chiesa a Dermulo.

 

Santa Giustina   (zo/f˛r a)

F1 CD ACDe1866 ASTn1554 CaTer LA1824

Boschi scoscesi nei dintorni e lungo il sentiero che conduce allĺomonimo eremo, ma anche terreni arativi nelle vicinanze. Le p.f. interessate vanno dalla n. 324 alla n. 336. In un documento del 1668 si trova anche "alle Sorti di Santa Giustina", che ritengo sia in relazione con il toponimo alle Sort, riscontrabile nel 1381 quale possesso di Castel Valer.

 

Santa Maria

F3 MC1859

Il toponimo non Ŕ mai stato riscontrato in altri documenti ad eccezione che nelle vecchie Mappe Catastali, nelle quali veniva localizzato a O della chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, quindi nella zona oggi chiamata Poz. Ai dermulani il toponimo risulta del tutto sconosciuto, motivo per il quale ritengo che si sia trattato di un errore del primo redattore della mappa del 1859 e perpetuatosi poi anche nelle mappe successive. Verosimilmente il compilatore si riferiva alla chiesa di Santa Maria di Taio, confondendo per˛ il paese. Ci sarebbe, in veritÓ, una remota possibilitÓ che il toponimo indicasse una zona posseduta dalla chiesa di Santa Maria di Taio, cosa effettivamente plausibile. A metÓ Settecento infatti c'erano almeno due localitÓ a Dermulo dove la chiesa di Santa Maria aveva possessi, esse per˛ erano molto lontane dalla zona indicata sulla mappa e da poco acquisite.

 

Sass (f˛r a)

F2 F3 CD LF MC ACDe1875 ASTn1717 PAICo1608 CaTer LA1823 Perg.C.Valer1529 ADTn1541

(Sasso) Frutteti a valle del primo tratto della Strada Romana per chi proviene da Taio. Il luogo Ŕ diviso in due parti da una vallecola, dove scorre il Rivalent. Il nome Sass secondo Karl Ausserer (Der Adel des Nonsberger pag. 50, nota n. 13) deriva dal tedesco Freisasse che significa possessore di bene allodiale. Nel nostro caso Ŕ pi¨ probabile che il nome identificasse la rupe (GIML) e in seguito i terreni nei suoi pressi. Nei vecchi documenti si trova molte volte il termine "sass" o "sasso" come parte confinante di altri terreni. Le particelle interessate vanno dalla n. 51 alla 59  e dal 64 al 67

 

Sassi (ai)

F1 ASTn1695 LA1811

Era cosý denominata la zona di Cavauden a valle della strada omonima. Il nome chiariva la natura sassosa dei terreni detti anche campi alle Giare. Un'ulteriore specificazione la troviamo per il terreno pi¨ tardi contrassegnato dalle p.f. n. 510 e 511, detto per il suo confine curvo alla Ronda o Tonda. (Da non confondere con l'altro luogo alla Tonda nella zona della Casetta.) Le p.f. interessate vanno dal n. 508 al 519.

 

Sasson (al) 

F1 ASTn1706

Bosco nella zona dei Pradi che sembra corrispondere alle p.f. 33 e 34.

 

Sc˛l (zˇ a)

F2 IP ACDe1910 ASTn1780 CaTer Perg.C.Valer1564

 

(Scolla, Scola, Schola) Il toponimo ha preso origine da "iscla" cioŔ parte di terra affiorante in mezzo al fiume. Da iscla si Ŕ passati a isc˛l  ed infine a sc˛l. (GIML) Nelle vecchie scritture il toponimo si Ŕ sempre presentato come entitÓ unica, ma in paese si usa distinguerlo in Scol Grant e Scol Pizzol. Originariamente il nome si riferiva ai due isolotti presenti in mezzo al torrente Noce, per˛ in seguito fu esteso anche alla zona boschiva e rocciosa che saliva fino alle campagne di Dermulo, dirimpetto alle due iscle. Quindi in corrispondenza dell'isolotto pi¨ grande a ovest di Poz e delle Fasse, e sulla destra orografica del Pissaracel si identifica con "Scol Grant", mentre dirimpetto a quello pi¨ piccolo, a ovest del Grezot, sulla sinistra orografica del Pissaracel viene detto "Scol Pizzol".

 

Sesen (al)

F1 ASTn1719

Il terreno era ubicato nelle pertinenze di Dermulo, nella zona di Cavauden e pi¨ precisamente Sotto la Strada, per cui abbiamo moltissimi indizi per poterlo individuare e collocare precisamente in corrispondenza della p.f. 515. L'unico problema in questo caso, essendo un toponimo sconosciuto, risulta essere la grafia del notaio Baldassarre Bergamo, nei cui atti esso appare in due occasioni. Dopo attenta lettura e comparazione non sono riuscito a decifrare con sicurezza il nome, per cui pur essendo la dizione pi¨ probabile "al Sesen", non posso tuttavia escludere che la prima lettera fosse stata una "G" oppure una "Z", da cui avremmo "al Gesen" e "al Zesen". Altro dubbio esiste sulla lettera finale che potrebbe essere una "r", da cui "al Seser", "al Geser" o "al Zeser". Dando per buona l'interpretazione pi¨ certa, potremmo spingerci su alcune divagazioni etimologiche. Se fosse "al SesÚn" potrebbe derivare dalla forma dialettale del nome proprio Sisinio, ipotetico proprietario antico del campo; oppure da Sexenus di cui il GIML da le seguente definizione: Sexta pars fructuum quam dominus ex agris vineisve percipit;  fra le altre interpretazioni grafiche, la parola avrebbe forse un senso compiuto se fosse "al SÚser" o magari "al SasŔr" ovvero qualcosa che aveva attinenza con i sassi ed in questo caso andrebbe a coincidere con il toponimo "ai Sassi" effettivamente presente e documentato proprio in questa circoscritta zona. Osservando la forma Zeser si potrebbe tenere in considerazione un'altra possibilitÓ, ovvero che si trattasse del soprannome  ZÚser, riferito sicuramente alla famiglia di Giuseppe Mendini di Taio, ma che potrebbe essere appartenuto ai suoi progenitori di Dermulo, possessori del menzionato terreno.

 

Sfortum

APTa1537

Ubicazione sconosciuta. Ritengo che questo toponimo non sia mai esistito, ma derivasse da una errata lettura del documento originale e conseguente errata trascrizione nel regesto dei documenti presenti nella sacristia della chiesa di Dermulo. Molto probabilmente si trattava del toponimo Plantum.

 

Sgolma (la, in, ala)

F1 ASTn1695 LA1823

 

Terreno in localitÓ Ciavauden, a N del Ri delle Force contraddistinto dalle p.f. dal n. 527 al 530.

 

SomÓger (su a)

F2 F3 CD MC ACDe1828 ASTn1554 CaTer LA1848
Perg.C.Bragher1275

(Somagro, Sommagro, Somagher, Somagri) Zona per la maggior parte a frutteto, molto ripido ed esposto a O. Eĺ delimitata grosso modo dalla strada che porta al Maso Rauti, da quella che scende alle Braide, dai binari della Ferrovia Trento-MalŔ e dalla strada che dalla SS 43 sale alle Braide. Le p.f. interessate vanno dalla n. 788 alla 793 e la 828. Nel 1871, la p.f. 828 fino allora proprietÓ comunale, fu frazionata in sei parti e venduta allĺasta ad altrettanti abitanti di Dermulo. In passato era detta Somager pure la zona dove oggi c'Ŕ il magazzino del Consorzio Agrario, quindi le p.f. n. 782, 783 e 784 e probabilmente il terreno a S del distributore ENI, fra le due strade, ossia le p.f. n. 3 e 4. Il nome, al contrario di quello che Ŕ stato scritto da qualche esperto, non significa suolo magro ma deriva dalla fusione di SUMMA, punto pi¨ elevato, il posto pi¨ alto, in cima e AGER cioŔ terreno. Per cui Summa pi¨ Ager = Somagro, il luogo sopra il campo, (sopra la campagna) come ad esempio Somrabbi indica la zona pi¨ elevata di Rabbi. Somagro Ŕ uno dei toponimi pi¨ antichi di cui si ha riscontro essendo stato citato perla prima volta in una pergamena del 1275.

 

Somocinum (in) 

Perg.C.Bragher1275

Ubicazione e significato sconosciuti. Anche questo toponimo, similmente a Somager, sembra composto dal termine "Summa" abbinato con altro lemma che potrebbe essere stato "Cinum", Ocinum", "Acinum" apparentemente senza spiegazione. (GIML)

 

Sonda Longia (la)

F3 ASTn1716

 

(Sonda Longa) Terreno nella zona di Poz, che in passato apparteva alla chiesa di San Giacomo. Il nome, le cui p.f. si possono riconoscere nelle n. 216 e 217, deriva chiaramente dalla forma caratteristica del terreno, molto stretto e lungo.

 

Sopra la Chiesa

F3 ASTn1773

 

(*Sora la glesia) Era cosý contraddistinta la zona dove sorgevano le case 13-14, 28 e 15. Per quest'ultima, nel 1763, si trova anche la forma "Dietro alla Chiesa". Il luogo era detto anche "Oltra il ri" e poi Borgo.

 

Sopra le Due Vie

F1 ASTn1781

 

(*Sora le Doi Vie) Terreni al Raut formati dalle future p.f. n. 624, 625 e 626627, 628, 629 e 630, 631 e 632.

 

Sopra il LÚzzo

F2 ASTn1695

 

(*Sora 'l Lez) Nella zona di Pramartinel contraddistingueva la parte di prato che giaceva a monte del canale dell'acqua che attraversava la p.f. 87.

 

Sora le Case 

F3 ASTn1574

 

(Sopra le case, *Sora le Ciase) In contrapposizione al toponimo "Sota le Ciase" esisteva "Sora le Ciase" che contraddistingueva i terreni a monte delle future case n. 1, 2-3, 4, 5-6, 7-8, 24 e 23. Le p.f. interessate erano la 1 e 2, 168 169, 171,  782, 783 784, 785 e 786. Il terreno pare in parte corrispondere a quello denominato "Presso le case" del 1754 e altro "Appresso le case", del 1663.
Oggi il luogo Ŕ stato spezzettato in molte particelle dallo stradone, dalla ferrovia e dalle case, per cui il toponimo si Ŕ estinto.

 

S˛rt (ale)  

F2 F3 CD LF MC ACDe1845 ASTn1625 LA1824 CaTer Perg.C.Valer1381

(Sorti) Piccoli frutteti e boschi di conifere in prevalenza comunali esposti a N, sulla sinistra del Pissaracel e dirimpetto alle Voltoline. Il nome indica che nella zona venivano assegnate le sorti di legna agli abitanti del paese. I terreni furono poi in parte  venduti dal comune ai privati. Le p.f. interessate al toponimo sono la 764 e 765 e anche dalla n. 748 alla n. 758. Lungo il Ri dele Voltoline correva la strada detta Strada dele Sort che portava a Rizzol e poi raggiungeva Coredo. In passato era una via molto importante e frequentata, ma poi, con la costruzione di altre strade, fu via via abbandonata, per cui oggi Ŕ ridotta a sentiero.
Ho ragione di credere che il toponimo Sort, al tempo della prima locazione di Castel Valer (1381), si estendesse pure sul lato destro del rivo, e solo pi¨ tardi fosse stato sostituito da Voltoline.

 

Sorti di Santa Giustina  (ale)

F1 ASTn1668

 

Nel 1668 era cosý denominato il bosco nei pressi delle p.f. 327, 328 e 329.

 

Sot Fontana

F3 APTnCastelThun1569

(*Sota la Fontana) Terreno nella zona sottostante la Fontanazza, quindi a Poz, e pi¨ specificatamente la p.f. 219 detta Fasseta.

 

Sotto il LÚzzo

F2 ASTn1695

 

(*Sota 'l Lez) Nella zona di Pramartinel contraddistingueva la parte di prato che giaceva a valle del canale dell'acqua che attraversava la p.f. 87.

 

Sˇta le CiÓse

F3 CD LF ACDe1883 ASTn1559 LA1823 CaTer

 

(Sotto le Case di Inami, Sotto le Case) Striscia di frutteti e bosco a O delle case ex n. 26, 27, 31 e 32. Le p.f. sono la n. 133 e 134 e dalla n. 118 alla 127. Nel 1662 invece "Sotto la Casa degli Inami" si riferiva alla zona degli Orti sotto la casa n.7-8. In contrapposizione a Sota le Ciase, esisteva Sora le Ciase, ma in questo conesto le case erano le n. 1, 2-3, 4 e 5-6.

 

Sotto il Roccolo

F2 F3 LF

(*Sota Ĺl Rocol) Frutteto contraddistinto dalla p.f. n. 739 nella zona dellĺOselera, sottostante il roccolo, una volta ivi esistente.

 

Sotto il SegrÓ

F3 ASTn1716

(*Sota 'l SegrÓ) Piccolo terreno coltivato a prato e boschetto a valle del vecchio cimitero. Era chiamato anche prato al Cimiterio.

 

Sotto la Chiesa

F3 APTa1618 LA1895 Perg.C.Bragher1275

(*Sota la GlÚsia, Sub Ecclesia) Nel 1275 si riscontra la prima volta questo toponimo nella forma latina Sub Ecclesia. Nel 1618 il toponimo contraddistingue un terreno proprietÓ della chiesa stessa. Nel 1766 il medesimo luogo Ŕ detto Pissaracel, come pure nel 1780 e corrispondeva agli orti e al piccolo prato sotto il vecchio cimitero. Nel 1895 si contraddistingue con questo toponimo la p.f. n. 215 a Poz.

 

Sotto Sass  

F3 LA1823

(*Sota Sas, Sota Sasso, Sot Sassi) Boschi individuabili nelle p.f. dal 68 al 76 sotto la localitÓ Sass.

 

Spinate (ale)

F1 ASTn1751 CaTer

Arativo nella zona di Ciambiel formato dalle p.f. 388 e 389. Un toponimo alle Sponare individuato in un documento presente all'ASTn, sembra essere stato un errore di scrittura, visto che entrambi i luoghi appartenevano alla stessa persona. Il nome pare indichi la presenza di siepi di piante spinose. (GMIL)

 

Splazzol (al)

F3 ACDe1869 LA1870

(Plazzol, Spiazzol) Con questo nome, si intendeva la piccola piazza presente a nord della casa n. 23 (pure detta al Plazzol), identificabile con la p.f 172. Allo stesso modo era denominato anche il terreno a monte della piazzetta, costituito dalle p.f.  171, 785 e 786, appartenente fin dal Settecento alla famiglia Emer. Il terreno formava un corpo unico, prima della costruzione dell'odierno stradone alla metÓ dell'Ottocento. Non Ŕ del tutto chiaro, se le vicine p.f. p.f. 168, 169, dette Sopra le Case, fossero denominate talvolta "al Splazzol".

 

Sponare (ale)

F1 ASTn1751 CaTer

Il toponimo Ŕ ascrivibile alla zona di Ciambiel. Rimane il dubbio che non possa essere stato un errore di scrittura del notaio, vista l'unicitÓ della citazione, ma soprattutto la somiglianza con il toponimo Spinate e l'appartenenza dei due luoghi alla stessa persona.

 

StradÓzza (la)

F1 CD

Strada sterrata fra lĺAlbera e il Ciamperdon che serviva di collegamento fra la SS 43 dir e la SS 43. Fu costruita nel 1890 a spese del comune di Coredo, quale scurtatoio per raggiungere il ponte di S. Giustina, da poco ultimato.

 

Stregle Longe  (ale) 

F3 ASTn1559 APTnCastelThun1569 APTnCastelThun1434

(Strega Longia, Stregie Longhe, Stregla Longa) Una mappa riportata in Geschichte aller Familien Inama di Hanns Inama Sternegg, ubicava erroneamente le Stregle Longe nella zona di Sass. Questo errore fu probabilmente indotto dall'errata scrittura di documenti, nei quali, alcuni membri della famiglia Inama, venivano investiti da parte dei signori Thun di questo terreno. Nelle varie investiture non appariva mai chiara la zona di ubicazione delle Stregle Longhe, per cui si leggeva a volte "alle Parise", oppure "alle Bardise", "alle Bardisie", "alla Pardisa", toponimi inesistenti e fuorvianti. Finalmente nel 1595 si poteva accertare con sicurezza che le Stregle Longe erano nella zona delle Braide. La stregla era un modo di coltivare il terreno a strisce, ovvero l'arativo (vanezza) veniva inframmezzato da porzioni pi¨ o meno ampie dove si piantavano le viti. Il campo era quindi classificato come arativo-vignato o streglivo. Essendo questa una caratteristica molto frequente, esistevano altri luoghi con il medesimo nome, uno di questi nella zona di Cambiel, fu poi abbreviato in Longhe. Nel 1567 si riscontra in un documento alle Stregle Longe osia al Canton.

 

TŔrmen (al) 

F1 ASTn1759

Terreno cosý chiamato per l'esistenza di un cippo di confine fra il CC di Sanzeno e quello di Dermulo. La particolaritÓ era che il campo insisteva su entrambi i comuni catastali.

 

TÚza (ala) 

F2 F3 ACDe1868  LA1842

(Tega, Teggia, Tezza) La tezza o tegia era un soppalco con tetto che serviva al guardiaboschi come punto di osservazione. A Dermulo c'erano almeno tre luoghi dove giÓ nel Settecento erano stati costruiti questi palchi: al Doss, a Ciambiel e a Somagro. Nel 1868 troviamo infatti la localitÓ Doss descritta come "bosco ai Pradi ossia alla Tega", in altre scritture detto anche Doss del Tez.

 

TÚza di Ciambiel (ala)

F2 F3  ASTn1756 LA1830 CaTer

(Tega, Teggia, Tezza) La Teza di Ciambiel individuava il bosco comunale costituito dalla futura p.f. 390. Il luogo detto anche Busa fu poi venduto a privati. A volte era denominato alla Teza il bosco confinante con quello comunale, contraddistinto dalle p.f. dal n. 404 al n. 409.

 

TÚza di Somagro (ala)

F2 F3 ACDe1828 ASTn1780 LA1848 CaTer   ASTn1808

 

(Tega, Teggia, Tezza) Era detta Teza di Somagro o pi¨ raramente Teza di Campolongo, la zona boschiva comunale costituita dalle future p.f. p.f. 791, 792, 793.

 

Tomelin (f˛r al) 

F1  LA1885

Piccolo frutteto compreso fra la SS 43 dir e la SP 7 a S del Raut, costituito dalle p.f. n. 633, 634 e 635. Il toponimo deriva dal soprannome Tomelin riferito ad Antonio Massenza, suo antico proprietario. Lo stesso terreno era denominato al Raut e attualmente alla Preda.

 

Tˇnda (f˛r ala)

F1 CD LF ASTn1772 LA1825

Piccolo frutteto nella localitÓ Ciasete formato dalle p.f. 486 e 487. Il nome indica la forma tondeggiante del luogo.

 

Toresco (a)

F1 ADTn1585

 

(in Tores, in Toresch) Il toponimo dal pi¨ antico Forex del 1510, si sdoppia e muta in Fores e in Toresco nel 1585, quando plausibilmente il terreno primigenio si era diviso in due arative e steglive ben distinte. La prima era costituita da tre stregle, mentre la seconda da 8 quarte di seminativo e due stregle ôlongeö. Nellĺinvestitura successiva del 1640, Fores diventa Tores, e Toresco Ŕ scritto con una "h" tra la "c" e la "o". Ma se per questĺultimo sostanzialmente nulla cambia, invece per il primo, da Fores a Tores aggiunge ulteriore incertezza. Ritengo che i due terreni fossero contigui perchÚ i confinanti sono li stessi, altrimenti sarebbe una coincidenza strabiliante. In base alla descrizione dei confini dovevano essere disposti nel seguente modo: a nord di tutta larghezza cĺera il terreno degli eredi di Romedio Barbacovi, a sud di tutta larghezza il terreno dei Thun. Quindi la parte centrale appartenente a Ercole Inama era suddivisa in pi¨ porzioni di terreno, due delle quali soggette al gafforio. Credo che questa localitÓ, che solo grazie alla citazione pi¨ vecchia possiamo collocare nella zona di Campolongo, si trovasse pi¨ precisamente poco sopra alla strada delle Braide, a sud dellĺaltro terreno della Mensa e ricompresa nellĺOttocento nella grande p.f. 849-850. Ma perchÚ uno Tores e lĺaltro Toresco? Credo che il tutto dipendesse da un equivoco nelle scritture gafforiali. Queste investiture, al momento del rinnovo, spesse volte venivano semplicemente ricopiate dalle precedenti pi¨ vecchie, aggiornando solo il nominativo della persona investita. Di questa pratica si ha la conferma scorrendo i nomi dei confinanti dei beni oggetto di investitura, che rimanevano gli stessi, attinti dalle precedenti, anche a distanza di secoli. Per cui tornando ai toponimi, un nome scritto e letto male, spesso da estensori che non conoscevano i luoghi, si trascinava per anni. Nello specifico il toponimo risulta oggi obliato e mai ricomparso in altri scritti ad eccezione delle investiture in parola. Questa circostanza ci obbliga a formulare delle ipotesi, non sullĺubicazione, che Ŕ stata individuata con buona sicurezza, bensý riguardo a quale fosse, fra le varie lezioni, la forma effettiva del nome. Analizzando la prima forma documentata possiamo dire che la ôxö finale, puro vezzo notarile, avesse, per la pronuncia, lo stesso suono di ôsö, oppure Tores-c. (Di tale cosa ho trovato riscontro nei nomi ôala Buxaö e ôala Croxeö). Anni dopo infatti troviamo la forma ôin Foresö. Altra osservazione, ritengo che andasse letto ôForÚsö (per "forest" ossia forestiero?).  

 

TovÓre (ale)

F1 IP ACDe1876

(Tovara) LocalitÓ in parte comunale ed in parte privata nella zona di Pont Aut. Ad inizio secolo venne sfruttata come cava di tufi dal sovrastante Cementificio di Tassullo.

 

Traýna  (zˇ Ĺn) 

F2 F3 CD ACDe1886 ASTn1573 LiberGafforii1510 LA1894

 

(Troina) Boschi scoscesi dopo il Grezot a valle della strada dei Pradi, costituiti dalle p.f. dal 135 al 138. Il nome sembra corrispondere ad una unitÓ di misura legata alla legna, come dire un fascio. In GIML la voce Ŕ equiparata a "trana" o "trava", ma dal glossario non traspare se sia da pronunciarsi come il nostro Traýna oppure TrÓina.

 

Val

F1 ACDe1858

Luogo menzionato come pascolo di capre assieme a Pont Aut e Foram. Dovrebbe essere unĺabbreviazione di Val Secca o Val Mora.

 

Vala Bernaya  (in)

F1 Perg.C.Valer1381

Nome antico del luogo alle Doivie, in seguito denominato Val Merlai forse per la storpiatura del nome. Sul documento si  legge "Vala", ma forse la "a" era da intendersi separata ed appartenente alla seconda parola, per cui risulterebbe "Val Abernaya". Osservando attentamente la parola sembra quasi che la "b" sia stata sovrascritta da un'altra lettera, forse una "r" per cui Arenaya? Oppure Arernaya? O Avernaya.

 

Valbocara  (in) 

Perg.C.Bragher1275
 

Ubicazione sconosciuta. Il nome "bocar" indica un luogo di stazione dei bovini, al pari di "bostar" (GIML) per cui il toponimo potrebbe essere inteso come "la valle dove si radunano i bovini al pascolo", ovvero il pi¨ "moderno" imbrenza.

 

Vallesella del Gaio

F1 APTa1706

Vallecola che reputo sul CC di Coredo, posta tra i Plazi de Cologna ed il Maso Voltoline.

 

Val Merlai  (a)  

F1 ASTn1625 Perg.C.Valer1534

Era cosý denominato il luogo alle Doivie. Forse deriva dalla storpiatura del toponimo Vala Bernaya riscontrato nel 1381 e sicuramente riferibile a questa zona. Le notizie di questo toponimo derivano da una serie di rinnovi di investitura, relative ad un maso che Castel Valer possedeva in quel di Dermulo. Succedeva spesso che all'atto del rinnovo, il notaio incaricato, ricopiasse l'investitura precedente aggiornando solo i dati che nel frattempo erano cambiati, per cui ritengo che dei refusi si siano trascinati nei documenti successivi. Tale caratteristica si pu˛ accertare ad esempio per i nomi dei confinanti relativi al terreno alle Sort, rimasti immutati per un secolo, ma io credo, ancor di pi¨ per il toponimo Val Abernaya travisato una prima volta in Val Merlai e in questo modo replicato in tutte le investiture successive.

 

Val Mora

F1 ACDe1883

L'unica citazione documentale di questo toponimo, si riscontra in un atto del 1883 presente nell'archivio dell'ex comune di Dermulo, trattante problemi di pascolo. I luoghi citati nel documento sono localizzati nella zona delle Plazze, e con Val Mora, presumo si ritenesse il bosco-pascolo, lungo il corso finale del Ri dela Mora.

 

Val SŔcia

F1 ACDe1912 IP

(Val Secca) Era cosý denominata la zona in riva al Noce a N di Pont Aut, sottostante alla rupe contrassegnata dalla p.f. 437. Nel 1912 troviamo il toponimo in un documento redatto dal Capocomune che descriveva la zona, dove in seguito alla caduta dalle rocce soprastanti, era stato rinvenuto il corpo privo di vita del pastorello Giacinto Inama, figlio di Romedio di Dermulo.

 

Valuclo  (in) 

Perg.C.Bragher1275

(*Val¨cel) Ubicazione sconosciuta. Il nome sembra indicare una vallecola oppure derivare da "valuca", ossia un tipo di sabbia. (GIML)

 

Vantolinam  (in) 

Perg.C.Bragher1275

Presumo si tratti delle Voltoline.

 

Via Orva  (in) 

Perg.C.Bragher1275

Ubicazione sconosciuta.

 

Vicenze (ale)

F1 ASTn1774 ACDe1922

Nel 1922 si trova nellĺACDe un prato comunale alla Visenza costituito dalla p.f. 422, potrebbe essere stata la stessa localitÓ. Eĺ possibile fosse anche la p.f. 600, pure proprietÓ comunale, poco pi¨ sopra la 422.

 

VignÓl (su al)

F3 IP ACDe1902 ASTn1750 LA1879

(Vignale) Frutteto costituito dalle p.f. 690, 691, 692 e 693 a O delle Voltoline. Fino a qualche decennio addietro, nei pressi, scorreva un minuscolo rivo denominato Rido del Vignal.  Attualmente Ŕ detto Vignal anche il frutteto, fino a pochi anni fa vigneto, nella localitÓ Grezot, proprietÓ di Bruno Emer.

 

VisŔnzi (f˛r ai)

F1 CD LF ASTn1565 LA1823 CaTer

(Vicenzi, Vicenci, Vicentii) Frutteti a N del Bertus e a S del Ri dela Mora racchiusi fra la SS 43 dir e la Strada dele Plazze. Il nome contraddistingue l'antica proprietÓ prativa del "Visenzi", ovvero Vincenzo fu Michele detto Zaton di Tres, residente a Dermulo giÓ nel 1437 e sicuramente si Ŕ sovrapposto al pi¨ vecchio toponimo che presentemente ci Ŕ sconosciuto. Per lo stesso motivo in paese era detto ai Vicenzi, il colomello pi¨ tardi numerato con il 16-17-18-19. Le p.f. interessate al toponimo vanno dalla n. 591 alla n. 597.

 

Voltolýne (su ale)

F1 F2 F3 CD LF ACDe1848 APTa1663 ASTn1562 LA1817 CaTer AttiNotaioTomeo1374

Ampia zona di frutteti esposti a mezzogiorno e posti a nord del tratto iniziale del Pissaracel. Il toponimo prosegue nel CC di Coredo dove sorge lĺomonimo maso. Forse in antico la zona apparteneva a delle persone provenienti dalla Valtellina, dĺonde il nome. La strada sulla destra orografica del Pissaracel che si dirama dalla SS 43 dir Ŕ detta Strada delle Voltoline. Nel 1275 troviamo il toponimo Vantolinam che forse potremmo far corrispondere a Voltoline.

 

ZimitŔri (al)

F3 CD

Dopo la costruzione del nuovo cimitero nel 1923, il toponimo Ŕ qualche volta utilizzato  per definire la zona circostante delle Marzole e del Plantadiz.

 

ZitÓ (la)

F3 CD

(CittÓ) Parte del paese di Dermulo posta a sud del Pissaracel, forse chiamata cosý perchŔ con un numero maggiore di case rispetto al Borgo. Questo toponimo era giÓ utilizzato almeno dal 1876, tanto che appare citato assieme al Borgo nella poesia ôEn viaz atorn la Val de Nonö di Bepo Sicher di Coredo. La ZitÓ nell'Ottocento era detta anche "frazione meridionale". Potremmo forse riconoscere un primo accenno alla zona della ZitÓ nell'appellativo riferito ad uno degli uomini di Dermulo beneficiato dal vescovo Wanga nel lontano 1218, vale a dire Bonomo fu Giovanni detto "de Contrata". La contrata o contrada, o ancora contrÓ, nell'ambiente del villaggio rurale si configurava come una localitÓ caratterizzata da alcune case disposte lungo una strada.

 

Zoccol 

F1 LA1848

Parte di terreno roccioso non ben definito nella zona dei Regai.

 

Zovet 

LA1831

Terreno non collocabile proprietÓ nel 1831 di Filippo Inama.

 

Zurlaia

F1 ACDe1827 CaTerSa

(Giurlaja) Zona di bosco alle Plazze proprietÓ del CC di Sanzeno ma sempre frequentata e sfruttata dai dermulani come pascolo.